Pubblicato in: Senza categoria

La ragazza della neve, di Pam Jenoff

Buongiorno lettori,

Eccomi tornata con una nuova recensione. Si tratta de La ragazza della neve di Pam Jenoff. Non conosco la scrittrice, ma ho comprato questo libro uno perché era in offerta e due perché mi ha attirato la copertina. Una ragazza voltata di spalle con un cappotto blu e una valigetta marrone in mano e un ombrello rosso. In più lei è immersa in un paesaggio innevato vicino ai vagoni di un treno nazista.

Riporto qui la trama:

🎪♡~ ha sedici anni ed è stata cacciata di casa quando i genitori hanno scoperto che è rimasta incinta dopo una notte passata con un soldato nazista. Rifugiatasi in una struttura per ragazze madri, viene però costretta a rinunciare al figlio appena nato. Sola e senza mezzi trova ospitalità in una piccola stazione ferroviaria, dove lavora come inserviente per guadagnarsi da vivere. Un giorno Noa scopre un carro merci dove sono stipate decine di bambini ebrei destinati a un campo di concentramento e non può fare a meno di ricordare suo figlio. È un attimo che cambierà il corso della sua vita: senza pensare alle conseguenze di quel gesto, prende uno dei neonati e fugge nella notte fredda. Dopo ore di cammino in mezzo ai boschi Noa e il piccolo, stremati, vengono accolti in un circo tedesco, ma potranno rimanere a una condizione: Noa dovrà imparare a volteggiare sul trapezio, sotto la guida della misteriosa Astrid. In alto, sopra la folla, Noa e Astrid dovranno imparare a fidarsi l’una dell’altra, a costo della loro stessa vita.~ ♡🎪

Il romanzo si basa sulla storia parallela di Noa, una ragazza sedicenne, e Astrid una donna di quasi quarant’anni. Entrambe lavorano al circo di Herr Neuhoff. Noa in realtà non è nata nel circo, ma si trova costretta a trovare, prima che un lavoro, una protezione sia per lei che per Theo, quello che dice essere suo fratello. Tutti in quel circo hanno dei segreti, Noa, Astrid, il direttore e Peter, il ragazzo di Astrid, che nel circo interpreta il ruolo del clown.

Anche se di età differenti, Noa e Astrid sono molto simili ed entrambe hanno sofferto moltissimo prima di entrare nel circo di Herr Neuhoff. Entrambe inoltre sono molto determinate e combattono fino all’ultimo per ciò in cui credono.

Ho assaporato ogni pagina di questo libro, molto lentamente devo dire. Questo non perché il romanzo non scorra, ma perché ho preferito così. Da un lato ero troppo presa dell’università e dall’altro avevo poco tempo per leggere.

All’inizio non amavo molto il personaggio di Astrid e al contrario adoravo quello di Noa, forse perché avendo lei pochi anni in meno di me mi sono presa a cuore la sua storia e mi sono immedesimata in lei. Devo dire che però alla fine ho apprezzato il comportamento di entrambe e soprattutto il legame che si è creato poco alla volta tra le due. Prima è Astrid a proteggere Noa e poi quest’ultima a farlo.

Consiglio questo romanzo un po’ a tutti, non solo per la trama e lo stile della scrittrice, ma anche perché questo libro fa capire come si viveva ai tempi della guerra sotto la dittatura nazista e come ebrei e soprattutto il legame tra questi ultimi e tedeschi fosse proibito e le conseguenze che sarebbero potute derivare da ciò.

Laura♡

Pubblicato in: Senza categoria

Un piccolo aiuto!

Ciao ragazzi

Avrei bisogno di voi, sì proprio voi che nonostante tutto, nonostante le mie lunghe assenze, ancora mi leggete. Non arrivo a più di 10 like a post e questo mi rammarica molto visto che una volta arrivavo a 50 in poco tempo. So qual è la ragione, ma purtroppo penso che tutti voi abbiate avuto dei momenti di inattività sul blog. E come avete fatto a recuperare il tempo perso? Se avete dei consigli fatemi sapere.

Adesso mi trovo in stazione e sto aspettando il treno per Varese. Scendo a Milano Porta Venezia e da lì prendi un tram che mi porta direttamente davanti all’università. Qui le cose procedono proprio bene. Sto consolidando alcune amicizie. Riesco a rimanere al passo con le lezioni (non le rimando mai quelle registrate perché so che così facendo ne accumulerei troppe). Qualcuno di voi è bravo in informatica con il linguaggio C? Sto iniziando a programmare ma faccio ancora molta fatica.

Il treno è arrivato, quindi vi mando un grande bacio e vi prometto che mi farò risentire presto.

Un bacio,

Laura♡

Pubblicato in: Senza categoria

Il sapore di un bacio

Da Rete8

Mi accarezzi delicatamente

Ti rispondo stringendoti la mano

Mi cullo tra le tue braccia

Il tuo cuore sempre meno lontano

Inizi a fare piccoli movimenti

Io tremo di paura

Paura di me stessa

Paura della verità

Tu rinunci e io piango

Ma poi sotto le stelle dopo cinque soli

Mi sfiori le labbra e così e così…

Una magia travolgente

Quella che mi pizzica il cuore e mi preme la mente

La mia vita con te durerebbe per sempre.

♡~G~♡

Pubblicato in: Senza categoria

La mia prima settimana in Uni

Buongiorno miei lettori,

E come poteva andare la mia prima settimana di università se non stupendamente mangnificamente bene!😊

Vi giuro, ho conosciuto fin da subito tantissime persone e stretto amicizia, anzi sono stata eletta quella che pensa a “raccattare gente”🤣. Sí lo so, sono fin troppo socievole e a volte mi creo troppi fini. Però è stato bellissimo. La cosa che però più mi ha emozionata è stata sentire tutta l’Italia suonare i dialetti delle singole regioni. Bellissimo!!!

Per ora come materie ho chimica, geometria (ma il prof. è in Francia😅), informatica e analisi 1. Tutto davvero interessante eccetto per chimica che stanno insegnando proprio le basi elementari.

Vi dico soltanto che il primo giorno siamo finiti in dieci a casa di Pietro, un ragazzo fantastico con cui ho legato subito senza problemi e a cui voglio un mondo di bene.

Vi lascio in fondo uno spazio per esprimervi in merito ai vostri interessi su questa pagina. Cosa vi piacerebbe vedere pubblicato? Fatevi avanti, aspetto vostri consigli!!

Laura💗

Pubblicato in: Senza categoria

La storia di Gabriele

Buon pomeriggio a tutti i miei lettori. Alla fine non mi sono fatta più sentire perché non avevo molto da dire. Era l’ultimo mese di vacanza, tra lezioni alpha test e studio del manuale di medicina, non mi sono dedicata molto alle mie passioni. Ho vissuto bellissime esperienze che però fanno parte della mia vita privata e per questo motivo non ne parlerò in questo o nei prossimi articoli. Posso solo dirvi che sono davvero felice. Mi sento molto rilassata e riposata e sono carica per iniziare l’università. Comincerò il 13 i corsi di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e poi se avrò passato il test di medicina, interromperò la frequentazione di ingegneria per spostarmi nell’area medica. Sono stata in Sicilia per più di un mese. Mi sono divertita tantissimo con la mia compagnia e ho conosciuto persone nuove.

Quello di cui volevo parlarvi in questo articolo però c’entra con la mia passione per la scrittura. Ho inziato un nuovo romanzo. Mi dispiace ogni volta inziare nuove storie senza concluderne nessuna. Mi sono ripromessa di mettere a posto L’Isola di Smeraldo e L’ombra del futuro e lo farò, ma non ora.

Vi interessa sapere di cosa parla il mio nuovo romanzo? Questa volta il protagonista è un ragazzo diciassettenne di nome Gabriele. Lui è stato ricoverato dopo essere finito in coma etilico per un eccesso di sostanze stupefacenti, in modo particolare cocaina. Era dipendente da tempo, ma i genitori non si erano accorti di nulla. Dopo il periodo di recupero, aiutato da vari terapisti, Gabriele ne esce rinato tanto che decide di riprendere il liceo e accetta di trascorrere l’estate con il suo migliore amico Simone. In pratica il romanzo si focalizza sull’estate, che rappresenta un percorso di maturazione e crescita personale per Gabriele, nonché l’occasione giusta per innamorarsi per la prima volta. Molti dettagli, tra cui il nome del protagonista non sono stati scelti a caso, ma sono frutto della mia ultima esperienza estiva, che mi ha regalato molte fonti di ispirazione. Per la prima volta credo di essere in grado di descrivere fino in fondo un’amicizia o una storia d’amore.

Vi terrò aggiornati man mano che procedo con la scrittura.

Per ora vi saluto e vi auguro una buona giornata!

Laura♡

Pubblicato in: Senza categoria

Rieccomi

Ciao a tutti lettori!

Lo ammetto, sono stata via per troppo tempo, ma so anche che era necessario. Stavo perdendo me stessa in un periodo della mia vita così difficile e imprevedibile: la Maturità, la patente, i test di ingresso in più facoltà, la DAD, gli esami di danza… Insomma, non avevo molto tempo da dedicare al blog.

Ora sono tornata e desidero rimanere in contatto con voi per un bel po’. Sento dentro di me un viscerale bisogno di comprensione, approvazione e affetto virtuale.

Per ora non vi dico altro, ma ho in mente tanti piccoli progetti e cambiamenti per arricchire e rilanciare la mia pagina. Il nome rimarrà sempre lo stesso, Dove una poesia può arrivare, ma i temi di cui tratterà interesseranno soprattutto la medicina e l’astronomia, nonché la Sicilia.

Cosa vi è mancato più di me? (Se vi è mancato qualcosa)

Laura ♡

Pubblicato in: Senza categoria

Buon dantedì

Buongiorno a tutti e buon dantedì.

Quest’anno si celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e oggi è il dantedì, ovvero il giorno scelto per celebrare questo immenso e amatissimo poeta, che non cessa mai di essere attuale e di appassionare i giovani lettori tra i banchi di scuola.

Io personalmente ho una lunga lista di “grandi” della storia che mi piace ricordare. Tra questi, in prima fila, c’è sicuramente Dante.

Voi avete un canto o una cantica preferita?

Proprio questa mattina abbiamo concluso l’immenso viaggio analizzando l’ultimo canto del Paradiso.

Sapete perché il dantedì si celebra proprio il 25 marzo?

Il viaggio di Dante, a partire dall’Inferno, avviene nella primavera del 1300 e, ricostruendo la vicenda con piccoli indizi che lo stesso Dante ci da, scopriamo che il giorno in cui Dante inizia questo lungo viaggio è il venerdì Santo, che in quell’anno cadeva proprio il 25 marzo. Lo sapevate?

Vi lascio alla lettura di Benigni, un altro artista che merita di essere ricordato per sempre!

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

La danza, di Matisse

La danza di Matisse, 1910, Russia, San Pietroburgo

Avete in mente il dipinto espressionista di Matisse, La danza primitiva di cinque figure anonime che si intrecciano in un movimento sinuoso e armonioso sulla terra verde e sotto un cielo blu acceso?

Quali sono le emozioni che provate di fronte a questa semplicità espressiva e pittorica?

Gioia, spensieratezza e vitalità, sono queste le sensazioni che sono nate nella mia testa guardandolo a prima vista.

Qui si può fare un confronto con la Die Bruke di Kirchner e con l’Urlo di Much.

Io, personalmente, preferisco l’espressionismo francese per la semplicità e la pacatezza dei colori. La danza mi spinge quasi a tuffarmi nel dipinto e unirmi a questa danza. Invece, ne LUrlo, non riesco a fissare l’opera per più di qualche secondo, non perché non riconosca il talento dell’artista, ma perché l’angoscia e il mal di vivere, la pennellata e l’uso dei colori mi incutono un vero e proprio terrore e una paura della vera realtà delle cose e del destino di chi si sente estraniato dalla società.

Io penso che sarei stata ricoverata in un ospedale psichiatrico come Van Gogh se fossi vissuta a cavallo tra la l’Ottocento e il Novecento. Magari sarei stata una delle pazienti di Freud.

Proprio oggi, una visita specialistica da uno psichiatra e non è la prima. Sono dieci anni che vengo seguita da psicologi, psichiatri e neuropsicologi. Ciò non mi fa sentire né strana né sbagliata, o perlomeno non ora, ma anzi giusta e giustificata da questo malessere e stress psicofisico che la situazione che stiamo vivendo ha portato. Penso che tutti abbiano bisogno di essere seguiti, di aprirsi con qualcuno e di comunicare i propri stati d’animo e le proprie angosce interiori.

C’è chi lo fa e chi no e chi non lo fa non è più forte, ma, anzi, si vergogna di ammettere e dichiarare le sue paure.

Vi piacerebbe che parlassi dei miei disturbi in tanti brevik articoli partendo – come ho fatto in questo – da un quadro o da in periodo artistico?

Fatemi sapere nei commenti.

Buon inizio settimana!

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Domenica 21 marzo

Foto dell’autrice, scattata nel viale sotto casa mia

Buona domenica a tutti!

Questa è stata un’altra settimana particolarmente impegnativa ma non per questo pesante. Mi sono concessa molte ore di sonno perse qua e là nell’ultimo periodo e ora mi sento molto più carica per affrontare il vero arrivo della primavera. Tra una settimana inizieranno le tanto attese vacanze di Pasqua. Qui lancio una domanda a tutti: ma anche a voi sembra di saltare da una festività all’altra come se nel mezzo non ci fosse un’intera stagione? Personalmente mi sembra ieri Natale.

Come vi avevo anticipato nello scorso articolo, ho in mente tanti piccoli progetti e, in primis, il blog professionale a pagamento. Molti potrebbero ritenerlo poco utile, ma io sono una persona che si fa consigliare quando riconosce la propria ignoranza in materia e perciò ho deciso di dare ascolto al mio professore di filosofia (penso che più avanti gli dedicherò un intero articolo sul blog).

La settimana che verrà sarà pienissima di studio e di eventi da organizzare. Ci sarà la temutissima interrogazione di storia, domani quella di arte, e poi dovrò organizzare la festa di compleanno di mia mamma (in casa, ma dato che compie 50 anni il dantedì, ovvero il 25 marzo – a proposito lo sapevate vero?) e tantissime altre feste di compleanno e ricorrenze importanti. Per non parlare di quando il 28 maggio dovrò riproporre ai miei genitori il giorno del loro matrimonio di 20 anni fa. Sarà stupendo. Ho passato interi mesi alla ricerca di vecchie fotografie, filmati e tanti tanti ricordi di infanzia. Ora non mi resta che unire tutto questo materiale per creare un collage di vita prezioso e irripetibile.

A presto!

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Progetti e dubbi

Albero sotto casa mia

Buona domenica ai miei lettori,

Premetto dicendo che questo mio ennesimo distacco dal blog è dovuto a diversi fattori, primo tra tutti la scuola e gli esami di maturità. Ma non preoccupatevi sto per avviare la creazione di un blog professionale e personalizzato, diviso in diversi settori. Inizierò a raccogliere tutto il mio sapere, la mia vita e tanti piccoli aneddoti che ancora non sapete di me. Vi resta solo che rimanere sintonizzati.

Se sapete darmi dei consigli su come gestire lo stress scolastico, famiglia e quant’altro e su come si fa a dire addio a 18 anni di vita e aprirsi ad altri 80 nel mondo degli adulti, fatevi avanti! Ne ho bisogno.

Buona giornata,

Io ora mi preparo per andare a messa.

Un bacio,

Laura♡

Pubblicato in: Senza categoria

Il quaderno dell’amore perduto, di Valérie Perrin

Ciao a tutti,

Ho appena finito di leggere il romanzo di esordio di Valérie Perrin, Il quaderno dell’amore perduto. Devo dire che non conoscevo questa scrittrice, ma il giorno del mio diciottesimo compleanno, il 12 agosto, mi sono ritrovata nell’immensa libreria Mondadori in piazza Duomo a Milano e sono stata letteralmente catturata dal titolo e dalla copertina di questo libro. Una ragazza con in mano una valigia blu su una spiaggia deserta e un gabbiano che vola libero in cielo.

Riporto qui la trama.

La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino?

Una storia delicata e commovente, un’autrice capace di descrivere con efficacia e tenerezza ogni sfaccettatura dei sentimenti: sono questi gli elementi che hanno conquistato la critica e che rendono Il quaderno dell’amore perduto un romanzo destinato a restare a lungo nel cuore di tutti i lettori che credono nel potere dei ricordi e dell’amore.

La storia è costruita su due binari paralleli. Una è raccontata dalla protagonista Justine, una ragazza di 21 anni che vive in un paesino della Francia insieme al cugino/fratello Jules e i nonni paterni. L’altra è la storia della sua paziente Hélène della casa di cura in cui lavora.

Hélène ha avuto un passato difficile, ma allo stesso tempo ha vissuto un amore preziosissimo con l’unico uomo che abbia mai amato, Lucien Perrin. (Qui mi soffermo con una nota, si tratta dello stesso cognome dell’autrice, è una coincidenza?)

Justine riporta nelle pagine di un quaderno azzurro l’intera vita della paziente della stanza 19, Hélène.

Nel frattempo alcuni segreti sul suo passato, sulle circostanze della morte dei genitori nell’incidente d’auto, che hanno reso Justine orfana a soli quattro anni, la portano a parlare prima con il nonno e poi con la nonna.

Mi ha colpito molto un pensiero di Helene, quello che ad ognuno di noi appartiene un uccello e che quell’uccello continuerà a volare sopra di te finché ci sarai.

Ho avuto quasi la sensazione che l’autrice coincidesse con la protagonista. È vero, la narrazione al presente e in prima persona spinge a pensarla così, ma davvero credetemi, mi è sembrato di scorgere delle tracce personali in alcuni dettagli della storia.

Consiglio questo libro un po’ a tutti. Non sono sicura che tutti lo possano apprezzare perché lo stile è particolare e la vicenda è scarsa di colpi di scena, ma sicuramente la storia, seppur lineare, cattura l’attenzione del lettore.

Buona domenica sera!

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Mille splendidi soli, di Khaled Hosseini

Ciao a tutti,

Oggi andrò a recensire l’ultima mia lettura, Mille splendidi soli di Khaled Hosseini.

Premetto dicendo che alle medie rimasi folgorata dalla scrittura di questo autore leggendo Il cacciatore di aquiloni. Ricordo che avevamo iniziato a leggerlo in classe ma che poi non c’era stato più tempo per discuterne dato l’imminente arrivo degli esami. Così l’estate della terza media decisi di finire di leggerlo da sola al mare. Da quel momento, ogni volta che devo elencare i miei autori preferiti, Hosseini non manca mai. Non so ben dire cosa mi piaccia tanto della sua scrittura. Penso siano la profondità delle storie narrate, il fatto che appartengano al passato dell’autore, ad un mondo ai miei occhi sconosciuti e quindi il fatto che i suoi libri aprano le porte di una realtà così vera e così crudele, fa sì che io mi senta letteralmente trasportata dal flusso della narrazione e che mi affezioni in un modo indescrivibile ai personaggi.

Riporto qui la trama del libro.

~A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua “kolba” di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una “harami”, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall’intreccio di due destini, una storia che ripercorre la storia di un paese in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore sembrano ancora l’unica salvezza.~

Mille splendidi soli è una storia completamente al femminile. Le due protagoniste sono Mariam e Laila che prendono parte alla vicenda in due momenti diversi. Hanno età diverse ma ad un certo punto le loro vite si incrociano e il loro legame diventa sempre più forte.

Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,

né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri.

Entrambe hanno sofferto molto e soprattutto non hanno mai avuto la possibilità di scegliere. In una società che disprezza la figura della donna, che deve essere nascosta agli occhi degli altri, i mariti e i padri hanno la superiorità di stabilire il loro destino.

È impensabile che a soli quindici anni una ragazza afghana venga costretta a sposarsi con un uomo che ha più del doppio della sua età e che la maltratta, che non la conosce e che non imparerà mai a farlo. È un’altra cultura, lo riconosco, ma per quanto mi sforzi non riesco a capirne il senso. Ho provato a mettermi nei panni sia di Mariam che di Laila ed entrambe le volte ho pensato che al loro posto sarei impazzita di dolore. Perciò mi sento di dire che entrambe sono due figure femminili che hanno saputo dimostrare di avere forza e coraggio e che hanno fatto di tutto per ottenere un minimo di dignità e di rispetto.

Lei non avrebbe mai lasciato nel suo cuore un segno pari a quello lasciato dai fratelli, perché il cuore della mamma era come una spiaggia dilavata, sulla quale le orme di Laila sarebbero state per sempre spazzate via dalle onde del suo dolore, che si gonfiavano e si frangevano, si gonfiavano e si frangevano.

Mi sento di consigliare questo libro a tutti coloro che sanno di saper apprezzare le vicende di un altro popolo, di un’altra cultura e che purtroppo continuano ad essere presenti ancora oggi in diversi paesi del Medio Oriente.

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Intervista a me su idm_megazine

Ciao a tutti,

Oggi sono tornata a scuola dopo tanto tempo. Com’è stato? Devo essere sincera, non poi così strano. Rivedere i miei compagni mi ha sicuramente fatto star bene, ma credevo che la mia reazione sarebbe stata un poco più esagerata. Ovviamente non avevo smesso di sentirmi con molti di loro e, dato l’imminente arrivo degli esami di maturità, con tanti ho passato intere sere su zoom o meet a studiare.

Comunque questo post è dedicato ad un’intervista a cui io stessa ho risposto lunedì scorso. Il tema affrontato è la fiducia. Io sinceramente tendo a non fidarmi di nessuno, poi ovviamente ci sono quelle poche persone di cui sai che ti puoi fidare ciecamente, ma sono rare.

Invece voi, di chi vi fidate? Avete fiducia in voi stessi?

Buona serata,

Laura

Mi raccomando guardate per chi ha Instagram l’intervista qui sotto. 👇🏻

https://www.instagram.com/tv/CKecwAxjXN0/?igshid=hp05yyokvamv

Pubblicato in: Senza categoria

X agosto, di Giovanni Pascoli

Notte di San Lorenzo

~San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!~

Questa poesia penso sia una delle più belle produzioni poetiche di tutti i tempi. Il parallelismo tra la rondine che torna al suo nido e il padre che torna a casa sua per occuparsi dei figli è un immagine emblematica. A ciò si aggiunge il pianto di stelle cadenti del cielo, lontano, anzi lontanissimo dalla Terra contaminata dalla morte e dall’orrore.

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Giornata della Memoria

Yad Vashem, Gerusalemme, Israele

Mi sveglio. Controvoglia mi tolgo le coperte dal volto, apro gli occhi e lascio che la luce del primo mattino penetri violenta al di sotto delle mie palpebre. Dopo pochi istanti, in cui mi concedo di respirare e risvegliare il mio fisico, mi alzo e inizio la mia routine. Ma oggi non è un giorno qualunque, oggi è il 27 gennaio.

Ieri ho scritto questo breve pezzo in memoria del massacro degli ebrei, ma non solo. Non dobbiamo dimenticare, dobbiamo continuare a raccontare quello che è successo negli anni della guerra e non smettere mai di farlo. Gli anni in cui viviamo stanno strappando la vita e conducendo alla morte numerose vittime della Shoah, primo tra tutti Nedo Fiano, morto alla fine del 2020 e che è stato uno dei primi che incominciarono a parlare del loro vissuto nei campi di concentramento, nel suo caso quello di Auschwitz-Birkenau, con coraggio e forza. Ora il testimone è passato a suo figlio Emanuele e poi passerà di volta in volta alle generazioni future.

Ho appena finito di vedere Il memorioso, una rappresentazione teatrale a cui hanno partecipato Emanuele Fiano e Gabriele Nissim. Quest’ultimo è un grande scrittore, che scrive libri sui giusti. Io lessi alle medie La lettera a Hitler, che parlava di Wegner, un medico tedesco che aveva avuto il coraggio di sfidare Hitler e di salvare la vita di molti armeni mentre prestava servizio come medico nei campi di concentramento.

Riporto qui la trama.

La lettera a Hitler

~Un giorno nel 1965 Johanna, una studentessa universitaria tedesca in cerca di un’occupazione a Roma, legge sul «Messaggero» un’inserzione: «Poeta tedesco ricerca segretaria tedesca». Poco dopo essere stata assunta, il sedicente poeta le detta una lunga lettera in difesa degli ebrei che sostiene di aver scritto e spedito a Hitler nel 1933, e le chiede di inviarla a centinaia di indirizzi tedeschi, fra cui quelli di alcuni giornali. Johanna è convinta di avere di fronte un millantatore, ma dovrà ricredersi quando, tornata in Germania, si metterà a indagare sul suo datore di lavoro, ripercorrendo così passo passo la vita di Armin T. Wegner, scrittore e strenuo difensore dei diritti umani, riconosciuto dagli armeni come «giusto» per essere stato uno dei primi a denunciare il dramma del loro popolo: il genocidio del 1915-16. Quello stesso riconoscimento Armin lo aveva ricevuto nel 1967 anche in Israele, con un albero nel giardino dei giusti di Yad Vashem, proprio per la lettera al Führer e la denuncia delle leggi antisemite. Gabriele Nissim ne ha ricostruito la straordinaria vita, anche sulla base delle tante lettere custodite negli archivi di famiglia. Dopo aver servito nell’esercito tedesco, alleato dei Giovani Turchi, come ufficiale medico durante la Prima guerra mondiale – e aver assistito come testimone diretto al genocidio degli armeni (sono sue le uniche fotografie esistenti dello sterminio) –, a metà degli anni Venti Wegner diventa comunista, ma di ritorno da un viaggio in Unione Sovietica comprende la deriva del fanatismo ideologico, tanto da paragonare i militanti comunisti alla gioventù hitleriana. Malgrado ciò, non si rende immediatamente conto del pericolo nazista. Sarà la storia d’amore con l’ebrea sionista Lola Landau che lo spingerà a prendere una posizione pubblica contro il Führer: quando la figlia, Sibylle, viene insultata a scuola, Armin decide di sfidare il dittatore e di chiedergli conto delle persecuzioni degli ebrei. Per la sua attività politica viene arrestato e torturato nel lager di Oranienburg. Da quel giorno si sentirà investito di una missione impossibile: rappresentare la parte migliore della cultura tedesca che non si ferma al conformismo ideologico e che cerca di convincere quelli che sbagliano a cambiare strada. In questo coinvolgente racconto biografico, Gabriele Nissim ci restituisce la vicenda umana e politica di un uomo che non ha mai smesso di interrogarsi e interrogare il popolo tedesco sulla Shoah e il senso di colpa collettivo.~

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

I have a dream, di Martin Luter King

Martin Luter King

And so even though we face the difficulties of today and tomorrow, I still have a dream. It is a dream deeply rooted in the American dream.

I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal.

I have a dream that one day on the red hills of Georgia, the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down together at the table of brotherhood.

I have a dream that one day even the state of Mississippi, a state sweltering with the heat of injustice, sweltering with the heat of oppression, will be transformed into an oasis of freedom and justice.

I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.

I have a dream today! I have a dream that one day, down in Alabama, with its vicious racists, with its governor having his lips dripping with the words of “interposition” and “nullification” — one day right there in Alabama little black boys and black girls will be able to join hands with little white boys and white girls as sisters and brothers.

I have a dream today! I have a dream that one day every valley shall be exalted, and every hill and mountain shall be made low, the rough places will be made plain, and the crooked places will be made straight; “and the glory of the Lord shall be revealed and all flesh shall see it together.

This is our hope, and this is the faith that I go back to the South with. With this faith, we will be able to hew out of the mountain of despair a stone of hope. With this faith, we will be able to transform the jangling discords of our nation into a beautiful symphony of brotherhood. With this faith, we will be able to work together, to pray together, to struggle together, to go to jail together, to stand up for freedom together, knowing that we will be free one day.

And this will be the day — this will be the day when all of God’s children will be able to sing with new meaning: My country ’tis of thee, sweet land of liberty, of thee I sing. Land where my fathers died, land of the Pilgrim’s pride, From every mountainside, let freedom ring! And if America is to be a great nation, this must become true. And so let freedom ring from the prodigious hilltops of New Hampshire. Let freedom ring from the mighty mountains of New York.

Let freedom ring from the heightening Alleghenies of Pennsylvania. Let freedom ring from the snow-capped Rockies of Colorado. Let freedom ring from the curvaceous slopes of California. But not only that: Let freedom ring from Stone Mountain of Georgia. Let freedom ring from Lookout Mountain of Tennessee.

Let freedom ring from every hill and molehill of Mississippi. From every mountainside, let freedom ring. And when this happens, and when we allow freedom ring, when we let it ring from every village and every hamlet, from every state and every city, we will be able to speed up that day when all of God’s children, black men and white men, Jews and Gentiles, Protestants and Catholics, will be able to join hands and sing in the words of the old Negro spiritual: Free at last! Free at last! Thank God Almighty, we are free at last!


E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno.

E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere.

Ho davanti a me un sogno, oggi! Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno.

E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud. Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza. Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi.

Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere. Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania. Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve. Risuoni la libertà dai dolci pendii della California. Ma non soltanto. Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia. Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà. E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, protestanti e cattolici, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio inno: “Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente.

Cosa ne pensate voi del suo discroso? Proprio qualche minuto fa ho consegnato un tema sul suo discorso, tenuto il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington.

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

È notte

♤~È notte. Un improvviso rumore mi sveglia e io non posso fare a meno di alzarmi dal letto per capire di cosa si tratta. Quindi dò un’occhiata fuori dalla finestra ma non trovo nulla di insolito. Allora, dopo aver cercato per tutta la stanza, apro l’armadio e frugo tra i vestiti, finché scorgo una piccola fessura dalla quale provenie uno spiraglio di luce. Sembra proprio che mi serva una chiave altrettanto piccola per aprirla e infatti la trovo, anche quella luccicante, adagiata su i miei vestiti. Senza esitazione la infilo nella serratura e apro. Davanti a me mi ritrovo un mondo fatato, coloratissimo, pieno di vegetazione rigogliosa, ruscelli, cascate, in lontananza si intravedono delle strane montagne dalle vette colorate e un castello su una collina. Mi sembra di essere stata catapultata in una bellissima fiaba. Ci sono infatti elfi, fate e gnomi, che sembrano molto indaffarati nelle loro faccende giornaliere. Mi ritrovo così inspiegabilmente a raggiungere uno di loro saltellando su immensi funghi rossi con macchie bianche…~♤

Continuate voi la storia…. è un piccolo giochino che mi sono inventata. Ho ritrovato questo vecchio scritto nel mio archivio.

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Il segreto degli alberi, di Elena e Laura Canepa

Buongiorno a tutti, finalmente posso recensire il romanzo d’esordio di due scrittrici fantastiche, ma soprattutto due sorelle forti e tenaci, che senza troppe ambizioni e con la giusta modestia hanno coronato il loro sogno. Sto parlando di Elena e Laura Canepa.

Riporto qui la trama.

♡~Inghilterra, 1948. Sulle verdi colline di Pineswood, Villa Lemon sorge elegante e sontuosa: il magnifico giardino e le stanze ampie e luminose non possono che far innamorare la nuova proprietaria, Endelaman Crosel, che ha finalmente l’opportunità di iniziare una nuova vita e realizzare il suo sogno di aprire un orfanotrofio. Il ricco e arrogante Lucas Blake, però, vede in questo progetto una minaccia alle sue lussuose ambizioni.
Endelaman non si lascerà intimidire, lungo il suo cammino conoscerà molte persone animate dalle sue stesse buone intenzioni, degli amici fidati e un affascinante giardiniere. Ma l’inaspettato arrivo di un neonato a Villa Lemon risveglierà un’ondata di ricordi: un convento in Polonia nel 1910 e un terribile segreto, sepolto per anni, che tornerà alla luce cambiando per sempre il suo destino.~♡

La storia di Endelaman è una storia travolgente, toccante, profonda e non è difficile per il lettore immedesimarsi in lei e comprendere le sue decisioni e i suoi stati d’animo. L’amore per i bambini, il rimorso per gli errori commessi in passato, il suo bambino perso e mai più ritrovato, tutto questo fa parte di Endelaman, che con il supporto di tanti amici e persone che le vogliono davvero bene, riesce a portarsi sulle spalle ogni singolo giorno.

È così che Endelaman decide di andare a Villa Lemon, il suo ultimo acquisto, per costruire un orfanotrofio.

Le scene sono descritte scrupolosamente e non è difficile immaginarsi ogni singolo passo compiuto dai personaggi. Lo stile è scorrevole e molto piacevole alla lettura. Gli ambienti sono descritti con una capacità descrittiva notevole.

Se non avessi saputo di chi fosse il romanzo, avrei giurato si trattasse di uno scrittore esperto, la mano mi ricorda molto quella di Lucinda Riley.

Notevole anche il fatto che questo libro è stato scritto a quattro mani e non deve essere stato assolutamente semplice, dato che Elena e Laura sono due sorelle con personalità molto diverse.

Ci sono alcuni passaggi della vicenda che mi hanno particolarmente colpito, alcune descrizioni che mi hanno fatto venir voglia di lasciare tutto e partire per l’Inghilterra o l’India o addirittura la Polonia. Magari potrei conoscere i nipoti di Endelaman.

Attenderò il momento della seconda pubblicazione delle sorelle e ammiro molto il fatto che non abbiano fretta e che stiano procedendo a piccoli passi con intelligenza e prudenza.

«Sì, ascolto gli alberi. Pensi pure che io sia matto, ma gli alberi erano già qui molti anni prima di noi e hanno tanto da raccontare»

«Come qualche segreto, per esempio?» chiese Endelaman, osservando i rami intrecciati verso il cielo.

«Sì e forse un giorno lo scopriremo, sveleremo il segreto degli alberi.»

Consiglio questo romanzo a tutti coloro che amano le storie d’amore, i misteri, i gialli e tanta ma tanta fantasia.

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Intervista a Elena e Laura, due sorelle scrittrici

Ciao a tutti, oggi mi permetto di dedicare questo articolo a due persone fondamentali nella nostra community di wordpress, ovvero @Elena e Laura del loro blog omonimo.

Ecco qui l’intervista che hanno rilasciato entrambe.

1. Come descriveresti tua sorella con una sola parola?

E: Coraggiosa, senza ombra di dubbio.

L: Elena è una sognatrice e si entusiasma per tutti i suoi progetti.

2. Come è stato scrivere un libro a quattro mani e revisionarlo con quattro occhi?

E: Ognuna ha scritto le proprie parti in solitaria e ci siamo corrette a vicenda. Poi, abbiamo unito il tutto e letto e corretto un migliaio di volte. Abbiamo litigato ferocemente, abbiamo riso, abbiamo scherzato e fatto le ore piccole con gli occhi gonfi. Insomma, un sacco di emozioni diverse per un’esperienza unica.

L: Sicuramente, da sola non sarebbe stata la stessa cosa. Confrontarsi, sostenersi e aiutarsi sono state le cose più belle di questo lavoro e ricorderò per sempre i bei momenti passati insieme. Ci sono state parecchie divergenze – anche piuttosto serie come, ad esempio, la scelta del finale – che ci hanno fatto sudare molto per raggiungere la forma “perfetta”. I dubbi dell’una o dell’altra ci hanno fatto approfondire argomenti, regole sintattiche e questioni pratiche legate alla pubblicazione e alla promozione.

3. Avete in mente una prossima pubblicazione? E se sì qualche piccolo spoiler.

E: Stiamo lavorando a un nuovo romanzo ambientato nell’Inghilterra dell’800. La protagonista sarà una giovane ragazza di nome Aurora che vivrà un amore tormentato e ci saranno una serie di drammi familiari.

L: Il progetto c’è, ma è ancora pochi KB. Non abbiamo fretta, con “Il segreto degli alberi” abbiamo avuto una prova di quelli che sono i nostri tempi. Io accetto la nostra lentezza, Elena un po’ meno.

4. Endelaman personaggio interessante e particolare. Spiegateci da dove è nato tutto.

E: Questa è opera mia. La prima stesura di questo romanzo, avvenuta tra le scuole elementari e medie, vedeva come protagonista questa misteriosa Endelaman Crosel, nome e cognome di pura fantasia. L’idea era quella di una donna perfida e opportunista che avrebbe aperto un orfanotrofio come copertura per i suoi loschi traffici riguardanti il gioco d’azzardo. Nella nuova versione, tutto è cambiato ed Endelaman è una donna tormentata dai suoi errori nel passato che sta cercando di rimediare.

L: Ammetto che la figura della donna perfida e dedita ad attività illegali mi piaceva, ma la nuova versione di Endelaman è un personaggio buono che rasserena anche le situazioni più tragiche.

5. Quali scrittori o libri vi hanno ispirata?

E: Beh, non l’ho mai tenuto nascosto. La mia fonte di ispirazione principale Lucinda Riley. Poi, non posso che nominare Corina Bomann e Dinah Jefferies (quest’ultima per le ambientazioni da sogno) e Janet MacLeod Trotter (autrice poco conosciuta ma, a mio parere, fantastica).

L: Non so dire a chi io mi sia ispirata. A differenza di Elena, non ho uno scrittore preferito, leggo autori diversissimi tra loro. Sicuramente, ogni libro letto migliora la mia scrittura e quindi cerco di trarre insegnamenti da tutti.

6. Leggendo un po’ sul vostro blog ho visto che il gattino Tiger vi ricordava quello della matrigna di Cenerentola nella versione Disney (la scena della stanza da letto è fantastica, ancora viva nella mia memoria).

E: Ricordi bene, cara Laura. La scena tipica in cui la matrigna riposa comodamente nel suo grande letto assieme a Lucifero ricordano la pacatezza di Endelaman che si risveglia fra le mura della tranquilla e accogliente Villa Lemon con Tiger acciambellato fra le coperte. Ovviamente, sia Endelaman che Tiger sono due figure positive del nostro romanzo a differenza della matrigna di Cenerentola e del suo gatto.

L: Anche a me fa sorridere la matrigna con quel terribile gattone, non sai le risate con Elena quando, rileggendo il romanzo, creavamo delle scene (ovviamente non inerenti al romanzo) con Endelaman in stile “matrigna”; una sera abbiamo riso per un’ora!

7. Vi siete documentate sul periodo storico e sull’area geografica?

E: Sì, abbiamo studiato la geografia dei luoghi menzionati per renderli il più vicino possibile alla realtà e il contesto storico è stato approfondito in modo tale da non creare inesattezze durante la narrazione.

L: Sì, è successo che durante la rilettura ci venissero dei dubbi circa l’esattezza delle nostre ricostruzioni e quindi il lavoro di ricerca è stato fatto scrupolosamente. Ci scusiamo comunque per eventuali inesattezze assolutamente involontarie.

8. Al capitolo 8 del libro viene svelata l’origine del titolo nel dialogo tra la protagonista Endelaman Crosel e il giardiniere di Villa Lemon.

E: Brava. I due avranno una conversazione durante la quale salterà fuori l’origine del titolo. Starà poi al lettore interpretare il tutto alla fine del romanzo.

L: Sì, gli alberi sono molto importanti nelle vicende di Endelaman. Alla luce di questo, il lettore non ha difficoltà a capire i “segreti”.

9. I nomi dei luoghi sono tutti inventati o anche veri?

E: Il paese di Pineswood e Villa Lemon sono frutto della nostra fantasia, ma gli altri luoghi citati sono reali.

L: Abbiamo inventato Pineswood per avere più libertà sui paesaggi e le costruzioni, ma per il resto ci siamo attenute alla realtà.

10. Cosa significa per voi aver pubblicato il vostro libro?

E: Un sogno che è diventato realtà. Ancora non ci credo: ciò che da bambina scrivevo a penna su un sacco di fogli con ingenuità è diventato un romanzo che posso sfogliare e addirittura far leggere alle persone che conosco.

L: È un importante traguardo. Vedere il risultato finale di un lavoro così lungo ci ha dato tante soddisfazioni.

11. Sentite di aver raggiunto un grande obiettivo e siete a conoscenza del successo che avete avuto tra i vostri seguaci di WordPress e non solo?

E: Sicuramente è stata un’esperienza gratificante e abbiamo conosciuto molte persone su WordPress (oltre a quelle fuori da WordPress che già conoscevamo) che ci hanno incoraggiato e spronato ad andare avanti. Siamo una goccia del mare, ma speriamo che col tempo la goccia si espanda.

L: Io, solitamente, vado cauta. Non mi esalto e affronto le cose mettendo in conto anche i risvolti negativi. Ma questa consapevolezza non è mai stata un freno (quando esponevo alcuni miei pensieri caustici a Elena, ero poi io a incoraggiarla)

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

L’ombra del futuro, prefazione

La biblioteca de ”La Bella e la Bestia“ esiste davvero e si trova in Austria
Biblioteca di La Bella e la Bestia, cartone Disney, da eklettico.altervista.org

11 Settembre 2005

Aurora era elettrizzata all’idea che quel giorno avrebbe comprato il suo primo libro. Non stava nella pelle. Finora ne aveva presi solo alcuni in biblioteca, illustrati pieni di dettagli curiosi e divertenti. Questo però doveva essere serio e scritto per una ragazzina grande. Anche se aveva solo sei anni, Aurora amava leggere. Aveva imparato a soli quattro anni grazie a sua madre e ora divorava racconti fiabeschi e di piccole avventure.

Quanto sua madre la fece entrare nella libreria, la giovane bambina pensò per un istante di trovarsi in uno dei suoi racconti. C’erano migliaia di libri disposti sugli scaffali in modo ordinatissimo, divisi per genere. Lei si tuffò subito nel reparto bambini. La scelta fu difficile, ma alla fine si fece consigliare da sua madre. Prese un racconto, chiamato La ragazza dalla penna d’oro, che parlava di una bambina che viveva su un’isola e possedeva questa penna d’oro dai poteri magici. Tutto quello che lei scriveva con quella penna, diventava realtà.

Mentre sua madre si trovava alla cassa per pagare il libro, Aurora sgattaiolò fuori dalla libreria spingendo la pesantissima porta di vetro semiaperta e corse a giocare nel parco lì vicino. Si mise a correre con il cuore leggero. Era talmente distratta che andò a sbattere contro una mamma che teneva in braccio suo figlio. Doveva avere più o meno la sua età quel bambino, ma non gli chiese di giocare con lui perché sembrava malato e poi non parlava. Povero, si disse la piccola Aurora. Invece la mamma le regalò un fiore, un girasole. Lei la ringraziò dandole un bacio e poi corse via pensando che la sua, di mamma, a quell’ora si era già preoccupata.

Quando tornò a casa iniziò subito a leggere il suo nuovo racconto. Era il libro più bello che avesse mai letto. Così appena lo finì di leggere, dopo pochi giorni, lo ripose nel suo scaffale. Purtroppo andò dimenticato una volta che Aurora compì dieci anni.

Chi ha trovato la connessione? Fatevi avanti con i commenti, sarò felice di rispondere a tutti!

Laura

In evidenza
Tramonto sul mare di Ponte di Milazzo (ME), Sicilia

Sotto strati sovrapposti di tenere coperte,

Tra piume argentate e fasce colorate,

Io mi stringo forte forte a te.

Lo faccio per non perderti mai,

Per sentire il tuo profumo di rosa primaverile.

Per piangere la tua assenza e attendere il tuo tornare.

Non lasciarmi amore mio.

Ti stringo, ti stringo forte.

Senti al tocco l’incessante battito del mio petto, lo senti?

Io navigo nel buio,

Sotto le coperte dell’incertezza.

La luce mi acceca,

mi mostra la cruda verità.

Proteggimi dall’alba di un nuovo giorno.

Promettimi che ci sarai,

Al calar delle mie ciglia sulla spiaggia deserta,

Distesa nuda sulla sabbia bagnata,

Con gli occhi vivi all’orizzonte dei miei desideri

Assicurami che verrai

Promettimi che al calar del sole mi abbraccerai.

Stringimi

Pubblicato in: Senza categoria

Mulan, Disney

Mulan, una simpatica ragazza cinese, deve presentarsi alla sensale di matrimoni, che sceglie le giovani pronte per sposarsi. Suo padre, Fa Zhou, prega gli spiriti degli antenati perchè la aiutino e la proteggano in questa importante giornata. La ragazza si prepara per il grande incontro: dopo un bel bagno, Mulan viene pettinata e vestita con l’abito più bello.

Nonna Fa le regala un grillo che si chiama Cri-Cri: questo sarà il suo portafortuna! Ma, ahimè, Mulan combina molti pasticci. La sensale di matrimoni si arrabbia: “Sei una disgrazia!” grida. Fa Li, la mamma, la consola. Poco tempo dopo arriva Chi Fu, consigliere dell’Imperatore, con un messaggio: “Gli Unni hanno invaso la Cina. Un uomo di ogni famiglia dovrà combattere”. Mulan decide di  travestirsi da guerriero e di andare in guerra al posto del padre malato. Con un colpo di spada si taglia i lunghi capelli. Mulan parte in groppa al suo cavallo, Khan. Cri-Cri e il piccolo drago Mushu, uno degli spiriti protettori della famiglia, decidono di aiutarla.

木蘭辭, 木兰辞

All’accampamento, il capitano Shang chiede Mulan: “Come ti chiami?” “Ehm, io… Ping. Mi chiamo Ping,” risponde Mulan. Shang inizia ad addestrare le truppe con una serie di esercizi difficilissimi.

Per Mulan non è facile!

Ma, dopo tanta fatica, Ping e compagni diventano bravi soldati. Gli uomini si mettono finalmente in marcia per raggiungere Shan-Yu. Il capo degli Unni li sta aspettando sulle montagne, dove il suo esercito ha già distrutto un intero villaggio. Gli Unni attaccano. Con un colpo di cannone, Mulan riesce a provocare un’enorme valanga: l’intero esercito nemico viene sepolto dalla neve. Nella battaglia Mulan è stata ferita e il dottore, curandola, ha scoperto che Ping è una donna. “Alto tradimento!” grida Chi Fu. Shang è molto arrabbiato e decide di abbandonarela giovane sulle montagne. Mulan rimasta sola, si accorge che Shan-Yu e alcuni dei suoi guerrieri si sono salvati e si dirigono verso la città imperiale. La ragazza corre a avvertire Shang, già arrivato nella capitale, ma lui non le crede. Intanto, gli Unni entrano di nascosto nel palazzo imperiale e catturano l’Imperatore! Per salvarlo, Mulan affronta Shan-Yu, sui tetti del palazzo, e lo blocca infilzando la sua tunica con la spada.

Mulan, parte finale

In aiuto della ragazza accorrono i fedeli Mushu e Cri-Cri: a bordo di un razzo si dirigono dritti dritti contro il malvagio capo degli Unni. Shan-Yu è sconfitto per sempre. “Hai salvato tutti noi!” esclama il sovrano. “Prendi questo,” le dice mettendole al collo il suo medaglione. “Così la tua famiglia saprà quello che hai fatto per me.” Finalmente Mulan torna a casa. Fa Zhou, felice e orgoglioso, abbraccia la figlia. Poco dopo, arriva anche Shang: tra i due giovani è nato un tenero sentimento…

Mulan

Qual è il vostro cartone Disney preferito?

Pubblicato in: Senza categoria

Via col vento, di Margaret Mitchell

Via col Vento, di Margaret Mitchell

Buongiorno, come state? (E qui se volete potete rispondere)

Ho appena visto il film tratto dal libro dell’incredibile scrittrice Margaret Mitchell, Via col Vento.

Premetto dicendo che non ho ancora concluso il libro. Per una ragazza che legge tanto e le piace spaziare tra i vari generi, stare un mese intero di agosto ferma su un libro di 1100 pagine non è bellissimo. Perciò mi sono interrotta giusto a metà. Vi dico solo che il film è composto di due parti di due ore ciascuna.

Titolo originale: Gone with the Wind

Anno1939

Durata: 238 minuti

Genere: drammatico, guerra, sentimentale, storico

Regia: Victor Fleming

Sceneggiatura: Sideney Howard

Clark Gable: Rhett Butler

Vivien Leigh: Rossella O’Hara

Leslie Howard: Ashley Wilkes

Olivia de Havilland: Melania Hamilton

Hattie McDaniel: Mami

Oscar Polk: Pork

Butterfly McQueen: Prissy

Victor Jory: Jonas Wilkerson

Everett Brown: Sam

Howard Hickman: John Wilkes

Alicia Rhett: Lydia Wilkes

Rand Brooks: Carlo Hamilton

Carroll Nye: Franco Kennedy

Laura Hope Crews: zia Pittypat

Eddie “Rochester” Anderson: zio Pietro

♡~ Rossella O’Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l’illusione di una vita facile e agiata si infrange quando i venti della Guerra civile cominciano a spirare sul Sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande famoso Romanzo popolare americano narra così in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici che riesce tuttavia da affrontare con spirito di conquista, superando ogni sorte di avversità, la tragedia della guerra, la decimazione dei suoi parenti, la necessità di doversi fare carico della piantagione di famiglia e di adattarsi alla nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell’amore e la storia impossibile con l’affascinante e spregiudicato Rhett Butler.
Pubblicato nel 1936, quando il ricordo della Guerra di Secessione era ancora ben vivo nella coscienza di molti americani, Via col vento è, grazie anche alla celeberrima trasposizione cinematografica con Clark Gable e Vivien Leigh, una delle storie d’amore più note al mondo, che ancora oggi colpisce il cuore di milioni di lettori grazie una rappresentazione storica mai eguagliata e personaggi semplicemente indimenticabili.~♡

Io mi riconosco in Rossella e vedo in lei una prospettiva di vita, un coraggio, una sfrontatezza, una voglia di vivere, di rischiare e di dire ciò che lei pensa, impressionante. Le attrici che interpretano Melania e Rossella sono bellissime e mi ritrovo molto in questa epoca.

Maragaret ha inoltre una capacità descrittiva incredibilmente dettagliata e raffinata. Non ho trovato tante discrepanze tra il film e il libro e per assurdo molte immagini che mi ero creata nella testa leggendo, ero molto simili se non uguali a quelle della trasposizione cinematografica.

Rossella crede di amare Ashlie, anche se ha mille pretendenti. Si ostina e per anni piange per la sua assenza, per il suo matrimonio con Melania e non sopporta il fatto che proprio Melania, che se venisse a sapere la natura dei suoi sentimenti la odierebbe, la adora e si prende cura di lei nonché confidarle tutte le sue angosce e fragilità.

Immagino che molti di voi abbiamo almeno visto il film, che difficilmente passa inosservato nei cuori delle persone. Capirete allora la mia ammirazione impulsiva ed esagerata per la protagonista.

Fatemi sapere nei commenti e se sapete consigliarmi un libro ambientato in questa epoca negli Stati Uniti fatevi avanti con i consigli.

♡Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Il mio primo romanzo su Amazon

Sfondo copertina de Il sogno di Charlotte

Buongiorno e buon lunedì!

Vi informo che ho iniziato qualche giorno fa la revisione del mio racconto Il sogno di Charlotte. Molti di voi lo avranno già letto ed è proprio a queste persone che mi rivolgo. La trama è sempre la stessa ma la forma è quella di un romanzo e gli intrecci sono ricchi di riferimenti storici. Inoltre è ambientato alla fine dell’Ottocento in parte in Canada, quando Charlotte è una bambina e vive con la madre e i fratelli in un piccolo villaggio sulla costa sudorientale e poi, quando parte con il padre, trova successo nella capitale francese che, come ben sapete, a fine Ottocento era in tutto il suo splendore.

Vi aggiornerò man mano e ogni tanto vi regalerò qualche estratto dal libro. Ho bisogno di tutto il vostro supporto perché i miei progetti sono molti, i miei obiettivi anche e non voglio lasciare indietro nulla. Voglio vivere alla giornata ed essere felice con quello che ho. Mi piace essere semplice e sognatrice, coraggiosa e prudente, ambiziosa e realista. Insomma mi piace volare basso e ogni tanto ritoccare Terra, tornare nel mio porto sicuro.

Lasciate un commento e fatemi sapere che ne pensate. Ho bisogno di tutto il vostro sostegno.

Grazie

Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Concorso di poesia

Dal sito FIDAS Verona Golosine

Buona domenica a tutti i miei lettori e amici virtuali!

Oggi vi chiedo di ripescare dalla memoria alcune vecchie poesie di questa estate e votare quella che reputate più bella con una breve spiegazione del perché. Mi raccomando per me è importante ricevere pareri da tutti.

Stasera, quando andrò a vedere nei commenti quali poesie sono state apprezzate di più, invierò il modulo di iscrizione al concorso http://www.pesciolinorosso.net. Sono previste da una a tre poesie.

Grazie!

♡Laura

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/06/18/amore/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/10/baciami-ancora/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/poesie-2/page/4/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/08/18/in-cerca-dei-miei-ricordi/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/09/28/frammenti-di-vita/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/10/08/eterna-bellezza/
https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/06/20/cuore-di-ragazza/
https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/14/fiocchi-di-inchiostro/
https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/14/amicizia/
https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/13/momenti/
https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/13/scalata-verso-la-vera-realta/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/13/il-binario-del-destino/

Pubblicato in: Senza categoria

Cartaceo o kindle?

Ebook reader e accessori, Giunti al punto store

Cari amici lettori, come state?

È arrivato anche per me il momento per affrontare un tema cruciale per tutti i lettori, che apre discussioni su discussioni e il cui dibattito non avrà mai fine. I due contendenti che andranno a sfidarsi a duello sono: il libro cartaceo e l’ebook.

Premetto dicendo che ho ricevuto il kindle solo questo Natale, ecco giustificato il mio ritardo nell’affrontare il tema.

Con mia grande sorpresa, ho scoperto che anche il kindle invoglia alla lettura. Ero convinta che uno schermo anonimo non suscitasse quell’interesse o anzi quella bramosia che un accanito lettore prova di fronte ad un volume nuovo di zecca. E invece con il kindle accade la stessa cosa. Non per la copertina o l’impaginazione, no quella la scegli tu stesso a seconda delle tue comodità e capacità visive. Quello che ti invoglia a leggere è proprio ciò che sta nel libro, la storia che attende solo di essere liberata da te e di essere assaporata capitolo per capitolo, parola per parola.

Quindi non ci sono dei veri pro e contro e non starò qui a dire cosa va bene e cosa va male nel cartaceo o nell’ebook. Ciò che voglio sottolineare è che io mi trovo bene ad alternare. Riesco a trovare la voglia di leggere con facilità proprio perché alterno continuamente il supporto che mi accompagna alla lettura.

Inoltre il solo pensiero di potermi portare d’estate una marea di libri in pochi centimetri quadri è una gioia. Ricordo che ogni anno sto ore per preparare la valigia e decidere quali e quanti libri portarmi in vacanza. E alla fine visto che non mi decido ne prendo tanti per sicurezza, giusto per non rischiare l’astinenza.

Inoltre con il kindle puoi scegliere tu la grandezza, puoi cercare in tempo reale il significato di una parola che di conseguenza viene inserita nel tuo vocabolario personale nella sezione “da apprendere”. Poi puoi cercare sul web, sottolinere, inserire note, cercare nel libro un passaggio semplicemente scrivendo qualche parola nello spazio di ricerca. Insomma puoi fate di tutto e risparmiare un sacco di tempo. La batteria dura tantissimo, a volte anche una settimana intera. Lo puoi tenere come un libro grazie alla cover.

Questo non significa però che smetterò di acquistare libri cartacei. Sarebbe un oltraggio alla Riley, ad Agatha Christie, a Hosseini, a Grossman e a tutti i miei amatissimi scrittori. Loro avranno sempre spazio nella mia libreria!

Fatemi sapere se l’articolo vi è piaciuto e se volete affrontare largomento sul vostro blog.

Ah, e se riuscite a fare ognuno do voi un po’ di pubblicità al mio blog ancora acerbo, mi fareste un regalo enorme. Grazie!

♡Laura

Pubblicato in: Senza categoria

Dopo un sole e un paio di lune

Tramonto sul mare di Ponente di Milazzo, Messina, Sicilia

Ciao lettori,

Qualche giorno fa ho raggiunto uno dei tanti piccoli traguardi su wordpress. Ho superato i 200 followers. Questa notizia, che attendevo da mesi, non mi ha, in fin dei conti, entusiasmata più di tanto. Devo ammettere che la maggior parte delle persone che mi segue è straniera e non legge i miei articoli. Perciò ieri ho deciso di fare una cosa che avrebbe agevolato gli altri paesi a leggere il mio blog: ho inserito il traduttore della pagina. Sembrerà banale per alcuni di voi, ma io ho personalizzato il blog solo 15 ore fa. Sono abbastanza imbranata con queste cose e perdo facilmente la pazienza. Ero stufa, però, della grafica standard di wordpress. Così ho speso un’oretta del mio tempo a creare un menù, a riordinare gli articoli, a migliorare lo sfondo, l’immagine della home e tante altre piccole accortezze. Devo dire che il risultato mi piace molto: sobrio ed elegante, proprio quello che volevo. A proposito avete notato la differenza? Come vi sembra?

Ci tenevo a ringraziare tutte le persone che mi stanno aiutando in questo percorso e che fungono da punto di riferimento per me. In particolare ringrazio @ElenaeLaura ,@Alessandro, Ylenia, Cate e tanti tanti altri che non sto a citare ma che valgono molto per me.

Io non immaginavo che sarei arrivata un giorno ad avere un blog tutto mio e fatto come si deve e non immagino dove sarò tra qualche anno. Le mie ambizioni sono grandi, i miei progetti infiniti, ma la mia filosofia è solo una: vivere felice!

Lascio qui lo spazio per rivolgermi tutte le domande che volete sul mio blog, le mie passioni e anche piccoli aneddoti della mia vita personale.

Un bacio,

~♡Laura~♡

Pubblicato in: Senza categoria

Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Erich Maria Remarque

Cari lettori, ciao! Eccomi di nuovo tornata dopo oltre un mese di assenza. La mia incostanza sul blog è un segno evidente della mia incostanza nella vita. Alterno mesi di grande attività, pensieri positivi e progetti, a intere settimane di inattività, pessimismo e scarsa fiducia in me stessa. Per fortuna adesso mi trovo nel polo positivo.

Oggi andrò a recensire una delle ultime mie letture, Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Erich Maria Remarque. Questo breve romanzo autobiografico mi ha letteralmente travolto e sconvolto l’anima. Mi capita ogni volta che affronto una lettura che tratta di argomenti di un certo peso.

Riporto qui la trama.

~Kantorek è il professore di Bäumer, Kropp, Müller e Leer, diciottenni tedeschi quando la voce dei cannoni della Grande Guerra tuona già da un capo all’altro dell’Europa. Ometto severo, vestito di grigio, con un muso da topo, dovrebbe essere una guida all’età virile, al mondo del lavoro, alla cultura e al progresso. Nelle ore di ginnastica, invece, fulmina i ragazzi con lo sguardo e tiene così tanti discorsi sulla patria in pericolo e sulla grandezza del servire lo Stato che l’intera classe, sotto la sua guida, si reca compatta al comando di presidio ad arruolarsi come volontari. Una volta al fronte, gli allievi di Kantorek – da Albert Kropp, il più intelligente della scuola a Paul Bäumer, il poeta che vorrebbe scrivere drammi – non tardano a capire di non essere affatto “la gioventù di ferro” chiamata a difendere la Germania in pericolo. La scoperta che il terrore della morte è più forte della grandezza del servire lo Stato li sorprende il giorno in cui, durante un assalto, Josef Behm – un ragazzotto grasso e tranquillo della scuola, arruolatosi per non rendersi ridicolo -, viene colpito agli occhi e, impazzito dal dolore, vaga tra le trincee prima di essere abbattuto a fucilate. Nel breve volgere di qualche mese, i ragazzi di Kantorek si sentiranno “gente vecchia”, spettri, privati non soltanto della gioventù ma di ogni radice, sogno, speranza.~

~Questo libro non vuol essere né un atto d’accusa né una confessione. Esso non è che il tentativo di raffigurare una generazione la quale -anche se sfuggì alle granate-venne distrutta dalla guerra.~

Solitamente sottolineo i libri che mi vengono assegnati dalla scuola in modo tale da ritrovare nel testo passaggi fondamentali nel caso il professore ci chieda di fare un lavoro aggiuntivo di analisi. Questa volta la tentazione alla sottolineatura è nata per un altro motivo. Ogni singola parola di Remarque è degna di essere letta e riletta. Dalla sua scrittura traspare l’animo di poeta che è in lui.

«Abbiamo ricevuto il cambio ieri e ora siamo a riposo, nove chilometri dietro il fronte.» Così inizia. L’autore ci pone a diretto contatto con la vita di trincea. Apre uno scorcio a quei nitidi ricordi che la Guerra gli ha lasciato.

La narrazione è al presente e questa immediatezza aumenta il senso drammatico e crudo della guerra in trincea.

«Improvvisamente, spaventosamente, ci sentimmo soli, e da soli dovevamo sbrigarcela.» (pag. 16)

Il protagonista del romanzo è Paul Baümer, un ragazzo che, insieme ad altri suoi compagni di classe, viene convinto dal suo professore di tedesco ad arruolarsi come soldato allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Fin dai primi capitoli si accenna alla logica propagandistica che ingannevolmente convince gli studenti appena diciottenni a sottoporsi alla dura disciplina dell’esercito. La convinzione, non solo di Paul, ma anche di tutti i suoi compagni, è quella di essere stati spinti alla guerra da un sentimento nazionalistico, da una volontà di difendere la loro patria dal nemico comune. Con il passare dei mesi sul fronte, le stagioni cambiano e con esse anche la prospettiva di Paul sulla guerra muta definitivamente.

Al fronte Paul conosce un soldato un po’ più grande di lui, Stanislaus Katczinsky, soprannominato Kat, che diventa fin da subito una figura di riferimento per Paul. La loro amicizia si consoliderà sotto un cielo di bombe a mano, baionette, gas e tanto sangue.

«Ma importante fu che fra noi venne in tal modo sviluppandosi un forte sentimento di solidarietà, il quale poi al fronte si innalzò a ciò che di più bello abbia prodotto la guerra: il cameratismo.» (pag. 25)

Dopo poco tempo le prospettive del futuro cadono nella nebbia. L’importante sul fronte è pensare all’oggi, a sopravvivere, ad adottare la giusta tattica, ad individuare il nemico stando in ascolto dei rumori. Avere la mente fredda senza farsi sopraffare dal sentimentalismo.

Se non fai tutto questo – dice Remarque – per te non resta che invocare una morte indolore.

Il silenzio. Sul fronte il silenzio è assente. I rumori delle armi da fuoco si sovrappongono incessanti bombardando la testa del soldato.

«Il silenzio diventa lungo e vasto. lo mi metto a parlare, debbo parlare. Mi rivolgo al morto e gli dico: «Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi un’altra volta qua dentro, io non ti ucciderei, purché anche tu fossi ragionevole. Ma prima tu eri per me solo un’idea, una formula di concetti nel mio cervello, che determinava quella risoluzione. Io ho pugnalato codesta formula. Soltanto ora vedo che sei un uomo come me. Allora pensai alle tue bombe a mano, alla tua baionetta, alle tue armi; ora vedo la tua donna, il tuo volto e quanto ci somigliamo. Perdonami, compagno! Noi vediamo queste cose sempre troppo tardi. Perché non ci hanno mai detto che voi siete poveri cani al par di noi, che le vostre mamme sono in angoscia per voi, come per noi le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore, e la stessa morte e lo stesso patire … Perdonami, compagno, come potevi tu essere mio nemico? Se gettiamo via queste armi e queste uniformi, potresti essere mio fratello, come Kat, come Alberto.» (pag. 160-161)

Questo libro è famosissimo e sono sicura che la maggior parte di voi lo avrà letto in passato, probabilmente quando eravate ancora più giovani di me. Io comunque mi sento di consigliarlo a tutti coloro che desiderano immergersi in una lettura piacevole, profonda, commovente e soprattutto, per quando terribile sia, vera!

♡~Laura~♡

Pubblicato in: Senza categoria

Letture e progetti

Ciao amici lettori,

Purtroppo non riesco a scrivere costantemente sul blog, ma cerco comunque di non far passare troppo tempo tra un articolo e l’altro. Da una parte perché vorrei stare il più possibile lontana dai social, dato che passo già 5 ore ogni mattina per le lezioni. Dall’altra parte ho poco di cui parlare perché le mie letture vanno molto a rilento.

Per ora sto leggendo tre libri in parallelo. Sono quei classici libri che vanno sottolineati e letti con calma. Il primo, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, di Oliver Sacks è un libro di neuropsicologia. Sono tanti racconti separati perciò è adatto anche ad una lettura lenta. Il secondo libro è il Gattopardo, di Tommaso di Lampedusa. Ho già letto questo romanzo l’estate scorsa, ma lo sto rileggendo perché il periodo coincide con quello che stiamo studiando in storia adesso. Il terzo libro in questione è Dal Big Bang ai buchi neri, Stephen Hawking. Sono ancora all’inizio ma non sto trovando per nulla difficile seguire il filo del discorso. Credo che Hawking abbia avuto un grande talento nel semplificare concetti notevolmente complicati.

Tra di voi c’è qualcuno interessato di astronomia o astrofisica? Fatemelo sapere perché sarei felicissima di condividere con voi la mia esperienza da osservatrice del cielo. Già stasera, se il tempo lo permetterà, inizierò finalmente le mie osservazioni serali. Pensavo di puntare come primi oggetti celesti Giove e Saturno (sperando di vedere le lune dell’uno e gli anelli dell’altro) e magari qualche costellazione invernale (come le Pleiadi, le mie preferite le Sette sorelle della saga di Lucinda Riley).

Per ora vi saluto e vi auguro di passare un buon weekend.

A presto!

Laura