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Schiaccianoci on Ice, il musical

Schiaccianoci-on-ice-arcimboldi

Oggi voglio raccontarvi un giorno di qualche anno fa. Se non sbaglio ero in prima superiore e mia madre per Natale mi aveva regalato un biglietto per assistere allo Schiaccianoci sul Ghiaccio, al Teatro Arcimboldi di Milano. Ho apprezzato tantissimo questo regalo e ancor di più il giorno dello spettacolo. Io e mia madre siamo entrambe due persone più che puntuali, soprattutto quando non conosciamo bene il posto. Perciò quel giorno eravamo in anticipo. quindi, prima di fare il nostro ingresso a teatro, abbiamo fatto tappa in una pasticceria sull’altro lato della strada. Abbiamo preso un pasticcino per una accompagnato da un ottimo cappuccino. Considerate che era fine gennaio e io personalmente (non so voi) in quel periodo dell’anno vivrei di cioccolate calde e pasticcini. trascorso un po’ di tempo in quel posto accogliente, siamo usciti dal locale per entrare nel teatro. Non so se voi avete mai avuto l’opportunità di andare a teatro a Milano, ma posso garantirvi che ci sono tantissimi teatri e io nel corso degli anni li ho visitati praticamente tutti, un po’ con la scuola, un po’ per mio personale interesse e ho intenzione di continuare a frequentarli.

In ogni caso, la hall del teatro era enorme e le luci creavano un’atmosfera teatrale ancor prima di entrare in sala. Abbiamo atteso circa una mezz’oretta prima che ci facessero entrare. Se non ricordo male, ci avevano assegnato dei posti sull’ala destra della platea. Inutile dire che il musical è stato pazzesco, i pattinatori erano dei veri professionisti e le scenografie erano mozzafiato, davvero curate nei minimi dettagli. Non ricordo nemmeno quante chiamate hanno avuto i performers alla fine dello spettacolo.

Questa è un’esperienza che vorrei tanto ripetere. Voi conoscete la storia dello Schiaccianoci? Avete mai visto dal vivo il balletto? Magari alla Scala di Milano?

Fatemi sapere!

Laura♡

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Lei

Addormentata sul letto di casa,

Accarezzata delicatamente dai raggi del primo mattino

Lei assorbe la natura in tutta la sua bellezza

Vede le sue amiche vicine di casa che man mano cambiano faccia

Lei non si può specchiare

Non può percepire questo cambiamento

Ma non può fare a meno di domandarsi cosa stia accadendo

Ha freddo, ha terribilmente freddo

Ma da dove viene quest’aria così gelida

che le soffoca il respiro?

I giorni passano

e lei si sente sempre più sola

Finché, in una mattina di pioggia,

anche lei raggiunge le sue amiche

Il volo, per quanto breve, è tormentato

L’atterraggio però è piacevole

su un soffice tappeto

Il suo destino è stato tracciato

Lei rimane colorata, particolare, preziosa

Nessuno le ruberà la sua secolare bellezza

Laura🍁

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Villa Muscianisi, Milazzo

https://www.cataniablog.it/tag/villa-muscianisi

Buongiorno lettori,

questa mattina stavo cercando qualcosa di particolare da scrivere sul blog e ad un certo punto mi è saltato alla mente un aneddoto della tradizione della mia città di origine, ovvero Milazzo. Due estati fa mi trovavo in giro con un gruppo di amici e uno di loro ebbe la brillante idea di fare un salto in una villa abbandonata, situata sulla strada che conduce al Capo della città di Milazzo, Villa Muscianisi. Non si era accorto però che io indossavo un paio di pantaloni bianchi e delle scarpe aperte, abbigliamento del tutto inadatto per andare in un posto abbandonato e scavalcare un cancello. Perciò abbiamo rimandato la nostra missione. Quest’estate la proposta è stata rinnovata da un altro mio amico. Era la sera del 5 agosto, eravamo appena stati alla festa di un mio amico e ci trovavamo tutti in giro per Milazzo. Alla fine però non siamo riusciti a convincere tutto il gruppo e perciò non se ne è fatto nulla. Un giorno però ci ritorneremo. Vi starete chiedendo cosa ci sia di così misterioso in questa villa. La leggenda narra che diverse persone abbiano avvistato in tempi diversi la presenza di un folletto, o comunque di una persona dalla statura molto minuta. Voi ci credereste? Vi lascio una descrizione più dettagliata presa da questo sito: http://www.strettoweb.com/2017/06/milazzo-villa-muscianisi-e-leggenda-del-folletto/572123/

Villa Muscianisi ormai da anni rappresenta un luogo dove diversi ragazzi si recano per la curiosità di vedere cosa succede, infatti da diverso tempo questo luogo nasconde un mistero, ovvero quello del folletto che vivrebbe  al suo interno. Diversi anni fa un gruppo di giovani, mentre si trovavano nella villa, sono riusciti ad immortalare la figura di un uomo molto basso, che si trovava proprio lì. Chiaramente ai tempi tutto ciò ha creato grandi polemiche e la città si è divisa tra curiosità e scetticismo, ma andando a fare delle analisi più approfondite la presenza del folletto potrebbe avere un filo logico.

https://www.cataniablog.it/il-folletto-di-villa-muscianisi.html

Per prima cosa nel momento in cui ci si avvicina alla Villa non si può fare a meno che notare la scritta “Qui lieto mi fiorisce il lare antico”, infatti nello specifico il Lare rappresenta un divinità domestica che ha il compito di fornire protezione all’abitazione in cui si trova. Ai tempi della dominazione romana si diceva che nel momento in cui si finiva di cenare bisognava riservare un posto con lo stesso pasto alla figura magica e se il giorno dopo il piatto era vuoto significava che il folletto aveva gradito il cibo. Altre leggende affermano che i folletti vivono per sempre nella stessa abitazione e ogni volta che una nuova famiglia si insedia al suo interno, deve subire le sue torture fino a quando qualcuno non riesce a fregargli il cappello, infatti sembrerebbe che una volta fatto ciò, l’essere garantirà protezione a vita.

Chiaramente è facile essere scettici ed è chiaro che se ognuno di noi non vede tale fenomeno con i propri occhi non riuscirà mai a crederci fino in fondo, ma la scritta incisa all’ingresso della Villa, che tra l’altro risale al periodo in cui venivano raccontate e tramandate queste storie non può rappresentare un dettaglio da non tenere in considerazione. La questione è stata trattata anche diversi anni fa da Enrico Ruggeri nella trasmissione Mistero, ma anche lì non si ebbero dei risultati in grado di certificare una vera e propria presenza, infatti fino a questo momento l’unico materiale da poter trattare lo troviamo nella scritta incisa all’ingresso e in quel famoso video girato diversi anni fa.

Laura

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Una montagna di acquisti librosi

Buongiorno a tutti lettori e buona domenica,

questa mattina ho deciso di impegnarmi a terminare il mio bonus cultura, che scade a febbraio, con una serie di acquisti di libri. Vi lascio qui la lista con la trama di ognuno.

Fabbricante di lacrime, di Erin Doom

https://www.amazon.it/dp/B08X1PRPH5/ref=cm_sw_r_apan_glc_i_HRZVF2YVN586NXCP88XD

♤~Tra le mura del Grave, l’orfanotrofio in cui Nica è cresciuta, si raccontano da sempre storie e leggende a lume di candela. La più famosa è quella del fabbricante di lacrime, un misterioso artigiano dagli occhi chiari come il vetro, colpevole di aver forgiato tutte le paure e le angosce che abitano il cuore degli uomini. Ma a diciassette anni per Nica è giunto il momento di lasciarsi alle spalle le favole tetre dell’infanzia. Il suo sogno più grande, infatti, sta per avverarsi. I coniugi Milligan hanno avviatole pratiche per l’adozione e sono pronti a donarle la famiglia che ha sempre desiderato. Nella nuova casa, però, Nica non è da sola. Insieme a lei viene portato via dal Grave anche Rigel, un orfano inquieto e misterioso, l’ultima persona al mondo che Nica desidererebbe come fratello adottivo. Rigel è intelligente, scaltro, suona il pianoforte come un demone incantatore ed è dotato di una bellezza in grado di ammaliare, ma il suo aspetto angelico cela un’indole oscura. Anche se Nica e Rigel sono uniti da un passato comune di dolore e privazioni, la convivenza tra loro sembra impossibile. Soprattutto quando la leggenda torna a insinuarsi nelle loro vite e il fabbricante di lacrime si fa improvvisamente reale, sempre più vicino. Eppure Nica, dolce e coraggiosa, è disposta a tutto per difendere il suo sogno, perché solo se avrà il coraggio di affrontare gli incubi chela tormentano, potrà librarsi finalmente libera come la farfalla di cui porta il nome.~♡

La sorella perduta, da Le sette sorelle, di Lucinda Riley

https://www.amazon.it/dp/8809843525/ref=cm_sw_r_apan_glc_i_T89QABYZDMJJQCNQS0WQ

♡•Maia, Ally, Star, CeCe, Tiggy ed Electra: ognuna delle 6 sorelle D’Aplièse ha compiuto un viaggio straordinario alla scoperta delle proprie origini, ma la costellazione delle Pleiadi da cui hanno preso i loro nomi è composta da 7 stelle e nessuno ha ancora scoperto chi sia veramente e dove si trovi Merope. Mentre Ally e Maia sono ad Atlantis a guardare Electra in tv al Concert for Africa, l’avvocato Georg Hoffman arriva con una novità incredibile: sembra che finalmente ci sia una pista concreta per trovare la sorella perduta. Con l’indirizzo di una vigna e il disegno di un anello di smeraldo a forma di stella, ha inizio una staffetta che porterà le sorelle ad attraversare, letteralmente, il mondo intero: dalla Nuova Zelanda al Canada, dall’Inghilterra alla Francia e infine all’Irlanda, unite più che mai nella missione di completare la loro famiglia prima della commemorazione per la morte di Pa’ Salt. Una ricerca che le metterà sulle tracce di una donna che in realtà non vuole essere trovata… ma perché? Sempre più avventura, sempre più suspense nel settimo capitolo dell’epica saga bestseller internazionale.•♡

Ogni momento è prezioso, di Raphaelle Giordano 

https://www.amazon.it/dp/8811818818/ref=cm_sw_r_apan_glc_i_1AW7GATM3EEAY0QJSP0G

♧~La felicità si nasconde dove non credi di trovarla. A volte bisogna accettare di perdersi per ritrovarsi. Lo sa bene Giulia che sul lavoro non riesce più a dare il meglio e a casa deve fare i conti con un figlio adolescente, indisciplinato e arrabbiato con il mondo. Finché, dopo l’ennesima mattinata storta, si ritrova a entrare in una singolare bottega. Un negozio pieno zeppo di oggetti strambi: orologi con dodici clessidre che segnano l’ora esatta, ma anche il tempo che fugge; fiori capaci di leggere e verbalizzare le emozioni; diffusori di profumi dei momenti speciali. Oggetti che sembrano inutili, anche se Basile, il proprietario, le promette di insegnarle a usarli per ritrovare la felicità e il benessere perduti. Giulia stenta a crederci. Poi, ripensandoci, decide di stare al gioco. In fondo, ha tutto da guadagnarci. Così, torna da Basile e si lascia guidare alla scoperta di nuovi orizzonti seguendo pochi e semplici consigli: non imbrigliare l’immaginazione ma lasciarla libera di esprimersi, non prendersi troppo sul serio, imparare ad accogliere ciò che è fuori dagli schemi ma ci fa stare bene. Giulia entra così in contatto con la parte più profonda e creativa di sé stessa e si rende conto che basta poco per tornare a comunicare con il figlio. Soprattutto impara che non esistono ostacoli troppo grandi se si trova il coraggio di andare oltre i propri limiti con audacia. Perché quando si prova a condire la vita con più pepe, ci si accorge che è possibile riconquistare la spensieratezza di quell’età dell’oro in cui sono gli altri a preoccuparsi e a prendersi cura di noi. “Ogni momento è prezioso” è una storia che ci insegna a cercare l’essenziale dove non pensiamo di trovarlo. A cambiare prospettiva per godere della meraviglia che si nasconde anche nei piccoli gesti quotidiani.~♧

La luce alla finestra, di Lucinda Riley 

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♡~Émilie de la Martinières ha sempre subito il giudizio di sua madre, regina indiscussa della scena mondana parigina. Ora ha trent’anni, ma la freddezza mascherata dal lusso e dagli agi con cui quella donna superficiale e distante l’ha cresciuta è un fardello ancora pesante da portare. L’improvvisa notizia della sua morte, tuttavia, risveglia in Emilie un groviglio di sentimenti contrastanti e dolorosi, soprattutto quando apprende di essere l’unica erede di un sontuoso castello nel Sud della Francia, un castello che nasconde le risposte a molti degli interrogativi che pendono sul suo passato: sarà un vecchio taccuino ritrovato tra quelle mura a metterla sulle tracce della misteriosa e bellissima zia Sophia, la cui tragica storia d’amore ai tempi della guerra ha segnato irrimediabilmente la sua famiglia. E perché all’improvviso continua a pensare a un uomo che ha appena conosciuto, proprio lei che si è sempre tenuta lontana dall’amore?~♡

La stanza delle farfalle, di Lucinda Riley

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☆~Personaggi indimenticabili e sconvolgenti verità in questo nuovo incantevole romanzo dall’autrice bestseller Lucinda Riley. Alla soglia dei 70 anni, Posy vive ancora a Admiral House, la casa dove ha trascorso la sua infanzia a caccia di splendide farfalle e dove ha cresciuto i suoi figli, Sam e Nick. Ma di anno in anno la splendida villa di campagna è sempre più fatiscente e ha bisogno di una consistente ristrutturazione che Posy, con il suo impiego part-time nella galleria d’arte, non può proprio permettersi. Forse, per quanto sia doloroso abbandonare un luogo così pieno di ricordi, è arrivato il momento di prendere una difficile decisione. Coraggiosa e determinata, abituata a cavarsela da sola ma premurosa e sempre presente nella vita dei suoi familiari, Posy si convince a vendere la casa. Ma è proprio allora che il passato torna inaspettatamente a bussare alla sua porta: Freddie, il suo grande amore, l’uomo che avrebbe voluto sposare cinquant’anni prima e che era scomparso senza dare spiegazioni, è tornato e vorrebbe far di nuovo parte della sua vita. Come se ciò non bastasse, Sam, con le sue dubbie capacità imprenditoriali, si mette in testa di rilevare Admiral House e Nick, dopo anni in Australia, torna a vivere in Inghilterra. Esistono segreti terribili, il cui potere non svanisce nel tempo e solo il vero amore può perdonare. Posy ancora non sa che sono custoditi molto, troppo, vicino a lei.~☆

Un sogno tra i fiocchi di neve, di Corina Bomann 

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❄~Fin da bambina, Anna non ha mai potuto sopportare il Natale, con tutto il suo corredo di luci colorate, dolci, regali e preparativi frenetici. E anche adesso che è una giovane donna, l’unico modo per superarlo è cercare riparo in qualche località esotica. Ma quest’anno sottrarsi sembra proprio impossibile: il suo adorato fratellino Jonathan le ha strappato la promessa di raggiungerlo per festeggiare con tutta la famiglia, compreso l’insopportabile patrigno. E così, il 23 dicembre, Anna salta su un treno stipato di gente alla volta di Berlino. Un attimo di assopimento – o meglio, quello che sembra un attimo – e si ritrova in una desolata stazione sul Mar Baltico, nel cuore della notte e nel pieno di una tormenta di neve. Impossibile tornare indietro, nessun treno riparte a quell’ora. Ad Anna non resta che chiedere un passaggio a chi capita e affidarsi alla sua buona stella, perché i personaggi che popolano la notte – si sa – sono tra i più disparati: l’autista di uno spazzaneve, un camionista polacco, tre stravaganti vecchiette che appaiono e scompaiono, e un surfista-psicologo-rasta piuttosto attraente…~

Come una favola, di Danielle Steel

https://www.amazon.it/dp/8860619734/ref=cm_sw_r_apan_glc_i_P0ES3CWNGHQX45GG3XKC

👗~Camille ha avuto un’infanzia perfetta, circondata dall’amore e da ettari di vigneti nella bellissima Napa Valley, a nord di San Francisco, in California. Lì, tra dolci colline verdi e coltivazioni a perdita d’occhio, i suoi genitori, con dedizione e impegno, hanno dato vita a una rinomata azienda vinicola e una meravigliosa tenuta, ispirata all’antica proprietà di famiglia a Bordeaux. Ma quando, dopo la laurea, Camille torna a casa per aiutare a gestire Chàteau Joy, come ha sempre sognato, la favola s’interrompe bruscamente. La madre viene a mancare e, solo sei mesi più tardi, il padre si lascia ammaliare da una misteriosa e affascinante contessa francese. La donna sembra incarnare l’essenza della raffinatezza parigina, nascondendo però qualche ombra. Camille, ancora in lutto, è scioccata dal fatto che suo padre non riesca a vedere oltre gli sguardi seducenti, i vestiti firmati e le maniere eleganti, e che sia già pronto a rifarsi una vita. Così, mentre il suo mondo crolla, Camille dovrà fare ricorso a tutta la sua forza per riuscire a salvare la memoria e l’eredità della sua famiglia. Fortunatamente per lei, però, potrà contare su una gentile quanto inaspettata alleata, e su un amico d’infanzia riapparso nella sua vita proprio come un principe delle fiabe. “Come in una favola” ci ricorda come a volte, anche nella vita reale, e non solo nelle favole, il bene vinca sul male.~👗

E voi, avete letto qualcuno di questi libri? Fatemi sapere!

Laura

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L’altra me, di Anna Esse

Ciao a tutti lettori,

Oggi sono tornata per parlarvi dell’ultimo romanzo che ho letto, L’altra Me di Anna Esse, del rispettivo blog https://ilmondodishioren.wordpress.com. Si tratta di una scrittrice emergente che se non sbaglio, oltre a questo libro, ne ha pubblicato un altro dal titolo Complicated Love.

Riporto qui la trama.

•♡“Erano una il riflesso dell’altra, erano uniche nella loro particolarità e non avrebbe permesso a nessuno di dividerle. Nessuno.”New York. La Grande Mela. Melanie e Kimberly sono due gemelle identiche nell’aspetto ma con caratteri completamente opposti. Dopo aver visto entrambe le loro relazioni naufragare, decidono di convivere in un appartamento a Tribeca dove ritrovano la loro serena quotidianità, fatta di amici, lavoro e sogni nel cassetto finché un incontro inaspettato scuote le loro vite: vecchi ricordi che riemergono… e nulla sarà come prima.♡•

Le protagoniste di questo romanzo sono due gemelle, Melanie e Kimberly, così identiche fuori ma altrettanto diverse dentro. La prima è generosa, altruista, buona e sempre pronta a dare una seconda possibilità, l’altra, invece, è fragile, invidiosa, gelosa e ossessionata dalla sorella. Entrambe però hanno il loro lato negativo e positivo, anche se all’apparenza sembrerebbero le due facce opposte della stessa medaglia, il giorno e la notte.

La narrazione prende i punti di vista di tutti i personaggi, le due sorelle, Michael, Karen, Mitch e Sam, nonché di altri personaggi minori, ed è proprio per questo che il lettore riesce ad entrare in sintonia con tutti, comprendendo le loro scelte e le loro azioni.

La lettura scorre bene, molte volte è presente un’introspezione del personaggio e questo porta ancora di più ad apprezzare quel lato del suo carattere.

La vicenda è ambientata a New York, per cui mi chiedo se l’autrice abbia scelto questa ambientazione perché ha visitato questa città o perché ne è innamorata e vorrebbe farlo.

Devo dire che quando ho iniziato questa lettura mi ero fatta un’idea completamente diversa rispetto alla piega che poi ha preso il romanzo. Non posso dire se sia proprio il mio genere, ma non posso nemmeno negare che questo romanzo non mi sia piaciuto, anzi mi ha proprio coinvolto.

Consiglio questo libro a tutte quelle persone che hanno sempre sognato una storia d’amore degna di romanticismo e che allo stesso tempo amano i colpi di scena e la parte amara che a volte il troppo amare, o quel sentimento tanto scritto da Catullo, dell’odi et amo, che è proprio di ognuno di noi.

Laura♡

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La fragilità dell’essere felici

L'atteggiamento mentale influenza la felicità e il benessere | Blog  psicologia
https://www.martavittoriaferrari.it/blog/felicita-atteggiamento-mentale/

Ciao a tutti lettori,

Negli ultimi giorni sono stata assente nel blog perché mi sono dedicata prima allo studio (esame di Fondamenti di Chimica) e poi al riposo, nonché a delle letture. Come promesso ho iniziato a leggere un romanzo di un’autrice emergente ed entro la fine di questa settimana pubblicherò la recensione sul blog. Ho anche in mente di scrivere un racconto a puntate a tema natalizio. Pensate che ho già cominciato con la maratona dei film sul Natale. Ho sempre amato questo periodo dell’anno perché sia l’atmosfera natalizia, sia le emozioni che il Natale ti regala, sono qualcosa di magnifico. Questi giorni sono davvero difficili per me, sto cercando di stare sola il meno possibile perché quando mi trovo faccia a faccia con i miei pensieri, non posso fare a meno di stare male, di ricordarmi il motivo di queste mie ansie e paure che ormai mi accompagnano da un paio di giorni. Io ho sempre dato tutta me stessa, ho sempre cercato di dare il meglio di me e di offrirlo agli altri senza pretendere nulla in cambio. Per mesi mi sono chiesta se mi meritassi tutta questa felicità e ora che sto rischiando di perderla tutta in una volta, ho capito che in realtà questa felicità è la ricompensa per tutte le difficoltà che in questi anni sono riuscita a superare. Sono maturata, sono cresciuta sia dentro che fuori, ho imparato a dare meno peso a certe cose e più importanza a delle altre, ma ancora mi sento fragile e impotente di fronte alle difficoltà della vita. Le esperienze, anche quelle brutte (per non dire soprattutto) ti aiutano a crescere e anche se fanno male, prima o poi con il tempo il dolore si fa sempre meno presente e tu ne esci più forte, la tua corazza si rafforza. Io so che questo periodo passerà e che ritroverò la serenità che mi accompagnava fino a poche settimane fa.

Vi auguro una buona giornata,

Laura

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Che cos’è la paura

https://errekappa.net/tre-principi/da-dove-viene-la-paura-del-futuro/

Che cos’è la paura? Proviamo paura appena si presenta una difficoltà, quando cala il buio, quando non abbiamo più certezze e si affacciano alla finestra della nostra mente solo dubbi, insicurezze e angosce. Abbiamo paura di affrontare queste paure. Sì, proprio così, a volte non troviamo il coraggio di guardare in faccia ciò che ci spaventa, di superare quel timore di ciò che non si sa. Io sono la prima ad avere paura. Le paure che mi tormentano spesso sono quelle che non mi dicono cosa pensa l’altro di me, se sono all’altezza della situazione, se il destino ha in serbo qualcosa per me, se vale la pena rischiare. Poco a poco sto imparando ad accettare me stessa e ad affrontare le mie paure più grandi. Sono una ragazza molto insicura e questa mia insicurezza mi fa essere umile in certe situazioni ma irritante in altre, soprattutto per certe persone. Faccio un esempio, sei in macchina con il tuo ragazzo e lui ti chiede se ti va di andare a mangiare da KFC, ma a te quel genere di fast food non piace, perché ti riempie lo stomaco e non riesci a digerire, ma invece di rispondere con un netto no, non mi va e proporre qualcos’altro, inizi a balbettare e ad accennare un sì. Perché lo fai? Perché ti spaventa l’idea di avere un’opinione diversa dagli altri, anche se è la cosa più normale del mondo. Hai paura di essere giudicato, di non essere apprezzato dall’altro perché hai un’opinione diversa dalla sua.

A volte penso che tutte queste mie paure non siano altro che specchi opachi. Ho paura di guardarmi allo specchio perché potrei non rispecchiare i canoni dettati dalla società. È vero, ma cosa c’è di più bello di essere imperfetti? I colori ci si dipingono addosso come su una tela di un pittore. Possiamo risplendere dei colori più accesi, o di quelli più spenti, di quelli più brillanti, o di quelli meno luminosi. I miei colori sono il giallo, il rosa, il rosso e l’azzurro. Questi colori mi si addicono molto, anche se a volte copro tutto con un grigio scuro, ma è solo questione di tempo e la mia tavolozza poi torna sempre a brillare.

Laura♡

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Autori emergenti

Ciao a tutti lettori,

Questa mattina voglio fare un annuncio. Mi rendo disponibile a leggere e recensire i vostri racconti/romanzi. Potete inviarmeli o anche invitarmi ad acquistarli su kindle, io sarò felice di farvi sapere la mia opinione a proposito. Potete scrivermi che siete interessati sia nei commenti, che su Instagram, se mi seguite. Da qui a Natale avrò un po’ più di tempo per dedicarmi alle letture.

Vi mando un grosso bacio,

Laura♡

In evidenza
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Concedimi

Cosa significa soffrire di mal d'amore in psicologia - Psichiatra Roma
https://www.tizianacorteccioni.it/cosa-significa-soffrire-di-mal-di-amore-in-psicologia/

Una carezza sfiora il mio cuore

le pupille della mia anima si dilatano improvvisamente

una brezza di mare mi soffia sul viso

una notte ghiacciata lascia il posto ad un alba rosata

afferrami la mano e conducimi in quel posto segreto

consegnami le chiavi di accesso al tuo Paradiso

concedimi un ultimo ballo su quella spiaggia ancora deserta

dipingi il nostro amore su quegli infiniti granelli di sabbia

aggrappiamoci con gli artigli dell’incertezza a quel muro di sogni e di speranze

che di notte si accende e di giorno scompare

stringimi un’altra volta

fammi provare quel sentimento che ora sembra fantasma

aiutami a ritrovare me stessa

in questo mondo di ignoti

lasciamoci un secondo per poi riprenderci un attimo dopo

concedimi un ultimo ballo sulle tue ciglia

dipingi il nostro amore sulle mie labbra

ti giuro, amore mio, un giorno troveremo casa!

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La saga di Mia, di Federica Bosco

Buonasera miei lettori.

Ho aspettato di leggere i primi tre libri della saga prima di recensire questo capolavoro di Federica Bosco. Non conoscevo l’autrice ma credo che, dopo queste letture, leggerò altri suoi romanzi. Avevo trovato in offerta l’ultimo libro della saga, Un Angelo per sempre e devo dire che l’immagine della copertina mi ha subito catturata: una ballerina di danza classica che si esibisce in un salto sullo sfondo di Londra. Così, quando ho scoperto che prima di leggere quel volume avrei dovuto leggere gli altri tre, li ho subito comprati e divorati in poco più di due settimane (tra cui una completamente persa perché ero in Sicilia).

Mia è una ragazza sedicenne, ama la danza e ama Patrick, il resto potrebbe pure scomparire per sempre. Tutto eccetto le altre persone importanti della sua vita, sua madre Elena e la sua migliore amica Nina, nonché sorella di Patrick. Mia ama Pat da quando all’età di tre anni le è stato presentato nel cortile della scuola da Nina e da quel giorno non ha smesso di sognarlo e progettare un futuro immaginario insieme a lui. Fin quando, vedendo crescere la piccola Mia, anche lui inizia a provare un sentimento che non sa bene definire. E poi Patrick vive lontano, nell’esercito della Marina Militare e non può dedicare del tempo alle persone che ama di più.

Purtroppo non posso aggiungere altro di questa storia perché sarebbero troppi spoiler per il primo libro. Posso solo dirvi che questa saga non vi deluderà. L’amore per la danza, il sogno di Mia di entrare nella Royal Ballet School di Londra, il rapporto difficile con la madre e con il suo nuovo compagno Paul, le incomprensioni con la sua migliore amica Nina, le spaventose predizioni di Betty, l’amica della mamma nonché l’amore eterno per Pat, il suo angelo custode, tutto questo accompagna il viaggio stupendo di Mia.

Mia è forte e coraggiosa. Mia diventa donna pagina dopo pagina, tanto che viene difficile riconoscere la Mia di adesso con quella di due settimane fa. Mia è un grande esempio per i giovani come me e la sua storia lo è anche per gli adulti che, a volte, per il bene dei propri figli, senza accorgersene, tappano loro le ali, per la paura di perderli o di vederli cadere, ma è proprio questo il compito di ogni genitore, aiutare i propri figli a camminare, finché una volta diventati grandi, possano spiegare le ali per un volo verso il loro futuro.

Vi auguro una buona domenica sera.

A proposito, voi come avete festeggiato Halloween? Io non l’ho mai fatto perché non è una festa che appartiene alle nostre tradizioni.

Laura♡

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Caro diario, 28/10/2021

DIARIO PERSONALE - SPIRITUALITA' TRADOTTA
http://www.spiritualitatradotta.it/diario-personale/

Caro diario,

ti scrivo per sentirmi meno sola, per ricevere un conforto da un’anima trasparente, per recuperare la forza che sembra abbandonarmi di giorno in giorno. A volte credo che la vita sia troppo grande e veloce per poter stare al suo passo. Non so mai se sto facendo la cosa giusta e anche se sbagliare fa bene, io ho una paura matta di farlo. La notte faccio incubi e questo mi preoccupa, significa che non sono serena. Io credo di sapere la causa di questo mio malessere, ciò che mi tormenta e non mi fa dormire bene. Mi manca una persona, mi manca la persona più importante della mia vita, che mi completa e mi fa stare bene semplicemente standomi accanto. Mi manca il suo profumo, così caldo e accogliente. Mi manca il suo sorriso, il battito del suo cuore, così forte e ritmato. Mi manca leggerlo nel pensiero, mi manca lottare con lui e fargli il solletico. Mi manca morderlo e strappargli un bacio. Mi manca vederlo incazzato perché tiene a noi, e non vuole perdermi. Mi manca sentirgli dire ti amo, queste due parole che ha pronunciato per la prima volta il 26 agosto. Mi manca tantissimo e non c’è alcuna cosa che possa sostituire il vuoto causato dalla sua distanza. Nonostante questo io vado avanti, perché la vita continua anche senza di lui. Spero solo che saprà aspettarmi e non lascerà che la distanza rovini tutto quanto.

Laura

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Caro diario 20/10/2021

Da Benessere & Riposo

Caro diario,

Oggi ho voglia di parlare un po’ con te. Voglio confidarti le mie incertezze e i miei sogni, affidarti le mie paure e i miei desideri. Il volo che mi aspetta mi riempie di ansie perché è tutto così nuovo, così magico e così bello. Non puoi nemmeno immaginare come io mi senta 24h/24, a casa, a danza (che per me è una medicina), in uni, con mia mamma, con mia nonna, con i miei amici, quando penso a quanto sono fortunata e quanto la mia vita stia prendendo una piega bellissima. Amo la vita e lo griderei facendomi sentire dal mondo intero se ne avessi la forza. Io sento di poter sconfiggere ogni male con il mio piccolo compito che ho qui, su questa terra. La vita è un’avventura e io ho sempre amato questo genere di cose. Ti prometto che mi impegnerò a rendere felici gli altri con il mio sorriso e a sorridere alla vita sempre, anche quando non ce ne è una ragione.

A presto!

La tua confidente segreta.

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La storia di Gabriele

Buongiorno miei amici lettori. Oggi vi lascio qualche pagina del mio nuovo romanzo. L’ho chiamato storia di Gabriele perché ancora non ha un titolo. Fatevi avanti con critiche e commenti costruttivi. Vi attendo!

Capitolo 1

Fobia del buio nei bambini, come aiutarli - NanoPress Donna
https://www.csgialla.it/ilbuiochepaura/

Mi trovo in una stanza da film horror, non ci sono elementi terrificanti di disturbo, anzi, è proprio vuota. Queste pareti bianco latte mi spaventano a morte. È una stanza anonima. Mi chiamo Gabriele e questa è la mia storia. I ragazzi della struttura mi hanno costretto a scrivere le mie memorie per aiutarmi nella terapia. Spero solo funzioni. Per ora posso solo dire che le medicine che prendo da qualche settimana ormai stanno facendo il loro dovuto effetto. Come ho detto sono Gabriele, ma gli amici mi chiamano Gab. In realtà non li vedo da molto tempo ormai. L’ultima volta è stato quel maledetto sabato sera alla festa dei 18 anni di Sofia, la ragazza che credevo di amare dall’inizio del liceo. Invece io, da stronzo, mi sono fatto di coca e non so cos’altro, sono finito in overdose e subito dopo in coma etilico. Ed ora eccomi qui, seduto ad una scrivania di un centro di recupero per ragazzi stronzi come me.

Gabriele chiuse il diario e si alzò dalla sedia della scrivania per avvicinarsi al suo armadio e decidere cosa indossare. Quel giorno non era come tutti gli altri. Era la giornata delle visite. Perciò oggi sarebbero venuti i suoi genitori a trovarlo e con loro, per la prima volta, anche la sua sorellina Marta. Gabriele però non era contento di quella visita. Ogni volta i suoi lo facevano sentire un buon a nulla raccontandogli come procedeva bene la vita senza di lui. Gabriele in ogni caso voleva presentarsi bene, perciò optò per una camicia e un paio di jeans.

Le ore trascorse da solo con i suoi pensieri avevano portato Gabriele a ripercorrere tutta la sua vita ed era arrivato alla conclusione che il suo più grande sbaglio era stato a 16 anni quando aveva deciso di abbandonare la scuola. Lo aveva fatto perché era stufo di dipendere dai suoi genitori, di avere il coprifuoco a mezzanotte e di non potersi permettere una vacanza con i suoi amici. Così si era preso il patentino per la moto e aveva trovato lavoro come barista in un bar poco lontano da casa sua. I genitori di Gabriele accettavano riluttanti la sua scelta perché fin da piccolo il ragazzo aveva dimostrato grandi doti intellettive. Il più duro tra i due era stato suo padre che al momento di lasciare casa aveva apertamente dichiarato al figlio che non gli avrebbe mai dato più nemmeno un centesimo.

«Gabriele, sono qui. Posso farli entrare?» Chiese l’infermiera della struttura.

«Sì», rispose lui.

Anna e Francesco, i genitori di Gabriele, entrarono nella stanza esitanti, accompagnati dalla piccola Marta. La bambina, al contrario, corse incontro al fratello e lo strinse in un forte abbraccio.

«Gab, mi sei mancato moltissimo. Ero molto triste. A scuola le mie amiche parlano male della nostra famiglia. Dicono che tu ci hai rovinato e che facevi uso di brutte cose. Ma io so difendermi e quando loro provano a offendermi vado subito a dirlo alla maestra.»

«Purtroppo anche le maestre sono piene di pregiudizi e non lasciano scapparsi brutte espressioni» disse il padre.

«Mamma, papà, sono felice di vedervi, ma non c’è bisogno che mi fate visita così spesso, posso cavarmela da solo.»

Intervenne la madre: «Gabriele, noi siamo i tuoi genitori, è normale che stiamo in pensiero per te e non aspettiamo altro se non i giorni in cui potremmo venire a trovarti. Ci manchi, figlio mio, anche tuo padre, pur non ammettendolo, diglielo anche tu Fra soffre sta consumando qui dentro abbiamo parlato con i medici e se tutto va bene tra un paio di settimane potrai uscire di qui.»

«E dove andrò?»

«Verrai da noi, ovvio. Marta ha bisogno di te, tutti abbiamo bisogno di te.» Concluse la madre. «Verrai seguito da una psicologa. L’ho già trovata e per quanto mi riguarda è molto qualificata. Si è già occupata di case simili al tuo perciò noi ci fidiamo di lei.»

«Bene, sono felice di uscire da qui».

I genitori di Gabriele rimasero un altro poco con il figlio e poi se ne andarono, lasciandolo nuovamente solo.

Il giorno seguente Gabriele si svegliò presto. Decise di fare una corsa nel giardino della struttura e allenarsi un po’ con i pesi nella palestra. In seguito fece colazione, compilò il diario e si recò alla seduta di terapia. Le prime volte era stato difficile per lui aprirsi con il resto del gruppo. Aveva paura di ammettere a se stesso prima che agli altri ciò che aveva fatto e ciò che era diventato, ovvero un tossicodipendente. La prima volta che aveva fatto uso di droghe era stato a 14 anni. Aveva amici più grandi e si era fatto convincere a provare. Poi aveva iniziato a fumare, prima semplici sigarette e poi roba sempre più pesante. Alla fine era arrivato a fare uso settimanale di cocaina. Il giorno della festa di Sofia però, aveva superato la sua soglia limite ed era stato sopraffatto dall’abuso di droghe. Lui aveva qualche frammento di ricordo del tempo trascorso in coma. Si dice che le persone in coma, in un qualche modo vedono e sentono lo stesso ciò che accade intorno a loro e così era stato anche per Gabriele. Quando si era risvegliato automaticamente era scoppiato in un pianto a singhiozzi, si era accollato alla madre e per un attimo aveva incrociato lo sguardo del padre.

«Gabriele tu cosa ci racconti oggi?» Chiese la terapista.

«Niente di particolare in realtà. Ho saputo che tra dodici giorni esatti sarò fuori di qui, perciò ho deciso che in queste due settimane scarse che mi restano penserò a come affronterò la vita reale una volta uscito. Prima di tutto voglio riprendere la scuola da dove l’ho lasciata. Facevo il liceo, ma in terza ho mollato tutto a un passo dalla bocciatura. Non importa se ho perso un anno, quel che conta è terminare gli studi e chissà magari buttarmi nel mondo universitario. Poi voglio iniziare a insegnare vela ai bambini. Questa occupazione la lascerei al periodo estivo. Vivo in un paese che dista davvero poco dal mare e ogni estate mio nonno mi portava o a pescare o in barca a vela con lui.»

«Ti senti a tuo agio quando ti trovi in mare?»

«Sì, penso che il mare sia la mia casa e lo conosco come fosse casa mia.»

«Questa è una bellissima cosa, Gabriele. Poi cos’altro vorresti fare una volta fuori da qui?»

«Recuperare gli amici persi. Purtroppo mi ero creato una cerchia di falsi amici, dato che quando sono finito qui nessuno è venuto a trovarmi. Vorrei anche mettere da parte dei soldi per fare un regalo ai miei genitori e alla mia sorellina Marta.»

«Questo sì che è un bel progetto. Facciamo tutti un applauso a Gabriele per il suo spirito intraprendente e perché anche lui ce l’ha fatta». Tutti applaudirono.

Le due settimane passarono in fretta. Gabriele si dedicò a diverse attività all’interno della struttura, continuò a frequentare le sedute di gruppo con la terapista e a progettare la sua vita una volta uscito di lì. Aveva chiesto a sua madre di contattare un’altra scuola dello stesso indirizzo del liceo precedente, ovvero Scientifico e di provare a vedere se riuscivano ad inserirlo a settembre al terzo anno. La scuola non era molto vicino casa, ma Gabriele aveva il motorino e quindi sarebbe riuscito a spostarsi facilmente. La scuola però avrebbe dovuto aspettare. Era ancora giugno, ma Gabriele non aveva la più pallida idea di come avrebbe trascorso l’estate. L’anno prima, lui e la sua sorellina erano stati dai nonni al mare, ma era stufo di trascorrere le vacanze sempre nello stesso posto. Mentre era assorto nei suoi pensieri, bussarono alla porta della sua stanza:

«Avanti» disse lui.

Era Simone, il suo migliore amico. Non era la prima volta che veniva a trovarlo. In quei mesi, oltre che i suoi genitori, lui era stato la sua unica compagnia. Si conoscevano fin dai tempi delle elementari ed erano sempre andati d’accordo. Vivevano poco lontano l’uno dall’latro, quindi era solito tutti i pomeriggi che si vedessero per giocare o studiare insieme.

«Come stai Gab? Ho saputo che domani uscirai di qui.»

«Già, la tortura è finita» disse Gabriele scherzando.

«Io, davvero, invidio il tuo coraggio. Non tutti si sarebbero risollevati così in fretta. E poi mi sento così in colpa»

«E perché?» chiese Gabriele all’amico.

«Perché quella sera alla festa io ero lì con te. Purtroppo non ero abbastanza lucido da impedirti di rovinarti con quella roba. Ma da quando tu sei stato male, io ho chiuso».

«Nei mesi passati qui dentro ho capito che il nostro bisogno di bere e drogarci nasceva da un bisogno molto più profondo, o quantomeno questo vale per me. Non mi sentivo accettato, avevo bisogno di dimostrare a chissà chi che ero in grado di resistere a roba potente, che ero un figo, come si ama dire»

«Hai ragione, penso che anch’io lo facevo per lo stesso tuo bisogno», dopo una pausa: «Comunque sono venuto qui per chiederti una cosa. I tuoi genitori già lo sanno e sono d’accordo perché si fidano di mia madre. Ti andrebbe di trascorrere l’intera estate con me?»

«Ma scherzi? Sarebbe fantastico!» esclamò Gabriele.

«Noi partiamo domani, quindi hai giusto il tempo per preparare la valigia. Devi sapere che nel posto in cui vado io in vacanza ci si diverte dalla mattina alla sera. È una sorta di villaggio ed è pieno di attività interessanti, compresa la vela»

«Davvero? Be’ allora credo che ci divertiremo»

«Puoi dirlo forte!»

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Che fosse giorno o notte, Poco cambiava. Quando eravamo…

Che fosse giorno o notte, Poco cambiava. Quando eravamo insieme, Il rumore delle voci del mondo S’abbassava, Quasi non ricordo più i rumori della città Che erano intorno a Noi. Ricordo il tepore dei nostri sguardi, Il calore dei tuoi baci appassionati, Ricordo le strette dei nostri abbracci, Dove ci rifugiavamo, Dove restavamo in silenzio, […]

Che fosse giorno o notte, Poco cambiava. Quando eravamo…

Stamattina mi sono imbattuta in queste bellissime parole dell’articolo di @ https://giuseppelamura.wordpress.com/2021/10/16/27033/

Sono riuscita a percepire la presenza di un ricordo nella mia testa. Quando si ha la persona che si ama accanto, tutto intorno a noi smette di girare. Ci sei tu e l’altra persona, senti il suo battito, il suo respiro, ti costruisci nella tua testa giganteschi castelli di sabbia, ti fai trasportare in un mondo solo tuo e suo, per il quale solo voi due avete le chiavi di accesso. Il tempo non ha più regole, un’ora diventa un minuto e non c’è tempo che vi basti, ne volete sempre e sempre di più, perché ormai siete una cosa sola, il segreto delle vostre anime è scolpito nei vostri cuori. Ma adesso che siete lontani potete solamente viaggiare con la mente allo stesso ricordo di voi due insieme. Vi aspetterete e quando vi rivedrete, la magia tornerà a suonare per voi, una melodia ancora nuova e il vostro amore potrà crescere sempre di più, perché vi amate e il legame che vi unisce non vi separa.

Buon inzio settimana a tutti,

Laura♡

P.s. ho notato che i like stanno aumentando di articolo in articolo. Sono davvero felice! Grazie di cuore 🤍

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In memoria di Lucinda Riley

Buongiorno a tutti lettori,

Questa mattina voglio parlarvi di una persona speciale, che è entrata nella mia vita cinque anni fa e che se n’è andata il giugno scorso, lasciando dietro di sé una tristezza infinita per tutti i suoi familiari e lettori. Sto parlando di Lucinda Riley. Chi mi conosce saprà che qui sul blog io ed Elena di https://elenaelaura.home.blog/ siamo sempre state sue grandissime fan. Voi non immaginate come mi sono sentita nel leggere la notizia della sua morte. Era malata ma i suoi lettori non lo sapevano. Prima è arrivata la tristezza per questa straordinaria donna che nella vita ha regalato milioni di sorrisi con le sue meravigliose storie, piene di intrecci, amore e tuffi nel passato. In secondo luogo ho provato una fitta dolorosa al petto capendo che d’ora in avanti non sarei più potuta andare in libreria a comprare un suo nuovo romanzo. Per fortuna non sono una divoratrice di libri dello stesso autore tutti in una volta. Me ne sono conservati un po’ di suoi, tipo cinque, che penso leggerò uno alla volta in questi mesi. È anche vero che il figlio di Lucinda ha deciso di prendere il testimone della madre e completare alcune sue bozze di romanzi, tra cui l’ultimo libro della saga de Le Sette sorelle, che uscirà nella primavera del 2023.

Ho scoperto Lucinda con il suo romanzo L’angelo MarchMont Hall nel 2016 e da allora non ho smesso di leggere pagine e pagine dei suoi scritti. Ha sempre avuto uno stile scorrevole ed interessante. Con lei, non puoi fare a meno di rimanere ore incollata al libro, è impossibile. Poi ho scoperto la saga de Le sette sorelle, allora erano stati pubblicati solo i primi tre volumi, quelli di Maia, Ally e Star, e ogni anno ho aspettato per leggere la storia della prossima sorella. Mi manca ancora la Sorella perduta perché mi sono sempre detta che ogni libro di Lucinda merita il suo spazio, perciò leggerli tutti troppo in fretta avrebbe sminuito la loro bellezza.

Concludo questo articolo dicendo che per me Lucinda è e sarà per sempre la mia musa ispiratrice, che ho capito che il mio genere di romanzi preferiti è quello in stile Lucinda e che mai nessuno scrittore riuscirà a colmare il vuoto che lei, volando in cielo tra le Pleiadi, ha lasciato nel mondo della scrittura.

Buon fine settimana a tutti,

Laura♡

https://www.justgiving.com/fundraising/lucinda-riley?utm_source=Sharethis&utm_medium=fundraising&utm_content=lucinda-riley&utm_campaign=pfp-email&utm_term=35cc1432036245efb656b40ac8f49c22

https://instagram.com/lucindarileybooks?utm_medium=copy_link

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Sono felice?

Sono felice? Beh sì, perché non dovrei? Lo sono davvero o lo dico solo per convincere me stessa? Desidero sempre un futuro migliore del presente, ma questo non vuol dire che i miei giorni siano contagiati da un pizzico di felicità. Ecco forse un pizzico, che poi troppa dà la nausea. Negli ultimi mesi ho vissuto tantissime esperienze e sono stata invasa da un turbinio di emozioni, amicizie, paure, amore (quello vero), sogni, incertezze ma anche certezze. Ho capito che i piani B possono diventare dei piani A, anzi A+, e che non sempre una delusione è un segno di fallimento, quanto più di una nuova rinascita e di un capitolo nuovo della propria vita, ancor più bello perché inaspettato. So che questa piattaforma non è proprio il luogo adatto per parlare della propria vita privata, ma io mi sento di confidarmi anche il mio più nascosto segreto. Sento che le pareti di questi schermi non sono poi così spesse, che in qualche modo io possa ritornare a sentirmi a casa qui dentro. Negli scorsi giorni ho riletto moltissimi vostri commenti ai miei post degli scorsi mesi e mi si è riempito il cuore di gioia nel farlo. Nutro grandi speranze per il mio futuro su WordPress. L’altro giorno leggevo al mio ragazzo un vecchio articolo che ho scritto, ‘Navigando’ e mi ha detto queste parole: “Cavolo, tu sembri così fragile a tratti, ma in realtà dentro hai una forza incredibile. Quando ti sentivi sola e abbandonata a te stessa ritrovavi la forza versando fiumi di parole sul blog.” E questo devo confessare che è vero. Il blog, il vostro affetto, in certi momenti della mia vita mi ha salvato.

Cosa mi preserva il futuro, questo non lo posso sapere, ed è qui che sta il bello. Amo l’idea che il mio destino sia scritto con un inchiostro trasparente non visibile dai miei occhi, ma che comunque può essere modificato ogni istante. Io sono determinata. Voglio proseguire il mio cammino a testa alta, senza farmi abbattere o demoralizzare quando sembra andare tutto storto. Mi sento forte e fragile allo stesso tempo, ma forse è proprio questo a rendermi coraggiosa come un leone, a non farmi spaventare dal futuro, a voler vivere la vita intensamente come non ho mai fatto prima.

Penso che il mondo aspetti il mio grido di battaglia, aspetti quella me che affronta ogni ostacolo senza paura, con orgoglio e determinazione. Che raggiunge i suoi obiettivi e con mille speranze realizza i propri sogni.

Forse non sono totalmente felice, in fondo non lo si è mai, ma posso dire di essere sulla strada giusta verso la felicità.

Laura♡

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Dubitare ~ un bene o un male?

Immagine di Veronica Bertoncelli

Blogger, ho bisogno di un consiglio!! Quando vi vengono dei dubbi, ad esempio in una relazione ancora all’inizio, che ne so, un paio di mesi, ecco, questi dubbi sono normali, vero? Dubitare dell’altra persona significa non aver fiducia? O semplicemente significa tenerci e voler avere bene in chiaro le intenzioni che si hanno, sia da una parte che dall’altra? È normale chiedersi se la si ama, se è davvero questo quello che si vuole? Non bisogna farsene una colpa vero?

Per favore, esprimete il vostro parere!

Laura♡

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La ragazza della neve, di Pam Jenoff

Buongiorno lettori,

Eccomi tornata con una nuova recensione. Si tratta de La ragazza della neve di Pam Jenoff. Non conosco la scrittrice, ma ho comprato questo libro uno perché era in offerta e due perché mi ha attirato la copertina. Una ragazza voltata di spalle con un cappotto blu e una valigetta marrone in mano e un ombrello rosso. In più lei è immersa in un paesaggio innevato vicino ai vagoni di un treno nazista.

Riporto qui la trama:

🎪♡~ ha sedici anni ed è stata cacciata di casa quando i genitori hanno scoperto che è rimasta incinta dopo una notte passata con un soldato nazista. Rifugiatasi in una struttura per ragazze madri, viene però costretta a rinunciare al figlio appena nato. Sola e senza mezzi trova ospitalità in una piccola stazione ferroviaria, dove lavora come inserviente per guadagnarsi da vivere. Un giorno Noa scopre un carro merci dove sono stipate decine di bambini ebrei destinati a un campo di concentramento e non può fare a meno di ricordare suo figlio. È un attimo che cambierà il corso della sua vita: senza pensare alle conseguenze di quel gesto, prende uno dei neonati e fugge nella notte fredda. Dopo ore di cammino in mezzo ai boschi Noa e il piccolo, stremati, vengono accolti in un circo tedesco, ma potranno rimanere a una condizione: Noa dovrà imparare a volteggiare sul trapezio, sotto la guida della misteriosa Astrid. In alto, sopra la folla, Noa e Astrid dovranno imparare a fidarsi l’una dell’altra, a costo della loro stessa vita.~ ♡🎪

Il romanzo si basa sulla storia parallela di Noa, una ragazza sedicenne, e Astrid una donna di quasi quarant’anni. Entrambe lavorano al circo di Herr Neuhoff. Noa in realtà non è nata nel circo, ma si trova costretta a trovare, prima che un lavoro, una protezione sia per lei che per Theo, quello che dice essere suo fratello. Tutti in quel circo hanno dei segreti, Noa, Astrid, il direttore e Peter, il ragazzo di Astrid, che nel circo interpreta il ruolo del clown.

Anche se di età differenti, Noa e Astrid sono molto simili ed entrambe hanno sofferto moltissimo prima di entrare nel circo di Herr Neuhoff. Entrambe inoltre sono molto determinate e combattono fino all’ultimo per ciò in cui credono.

Ho assaporato ogni pagina di questo libro, molto lentamente devo dire. Questo non perché il romanzo non scorra, ma perché ho preferito così. Da un lato ero troppo presa dell’università e dall’altro avevo poco tempo per leggere.

All’inizio non amavo molto il personaggio di Astrid e al contrario adoravo quello di Noa, forse perché avendo lei pochi anni in meno di me mi sono presa a cuore la sua storia e mi sono immedesimata in lei. Devo dire che però alla fine ho apprezzato il comportamento di entrambe e soprattutto il legame che si è creato poco alla volta tra le due. Prima è Astrid a proteggere Noa e poi quest’ultima a farlo.

Consiglio questo romanzo un po’ a tutti, non solo per la trama e lo stile della scrittrice, ma anche perché questo libro fa capire come si viveva ai tempi della guerra sotto la dittatura nazista e come ebrei e soprattutto il legame tra questi ultimi e tedeschi fosse proibito e le conseguenze che sarebbero potute derivare da ciò.

Laura♡

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Un piccolo aiuto!

Ciao ragazzi

Avrei bisogno di voi, sì proprio voi che nonostante tutto, nonostante le mie lunghe assenze, ancora mi leggete. Non arrivo a più di 10 like a post e questo mi rammarica molto visto che una volta arrivavo a 50 in poco tempo. So qual è la ragione, ma purtroppo penso che tutti voi abbiate avuto dei momenti di inattività sul blog. E come avete fatto a recuperare il tempo perso? Se avete dei consigli fatemi sapere.

Adesso mi trovo in stazione e sto aspettando il treno per Varese. Scendo a Milano Porta Venezia e da lì prendi un tram che mi porta direttamente davanti all’università. Qui le cose procedono proprio bene. Sto consolidando alcune amicizie. Riesco a rimanere al passo con le lezioni (non le rimando mai quelle registrate perché so che così facendo ne accumulerei troppe). Qualcuno di voi è bravo in informatica con il linguaggio C? Sto iniziando a programmare ma faccio ancora molta fatica.

Il treno è arrivato, quindi vi mando un grande bacio e vi prometto che mi farò risentire presto.

Un bacio,

Laura♡

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Il sapore di un bacio

Da Rete8

Mi accarezzi delicatamente

Ti rispondo stringendoti la mano

Mi cullo tra le tue braccia

Il tuo cuore sempre meno lontano

Inizi a fare piccoli movimenti

Io tremo di paura

Paura di me stessa

Paura della verità

Tu rinunci e io piango

Ma poi sotto le stelle dopo cinque soli

Mi sfiori le labbra e così e così…

Una magia travolgente

Quella che mi pizzica il cuore e mi preme la mente

La mia vita con te durerebbe per sempre.

♡~G~♡

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La mia prima settimana in Uni

Buongiorno miei lettori,

E come poteva andare la mia prima settimana di università se non stupendamente mangnificamente bene!😊

Vi giuro, ho conosciuto fin da subito tantissime persone e stretto amicizia, anzi sono stata eletta quella che pensa a “raccattare gente”🤣. Sí lo so, sono fin troppo socievole e a volte mi creo troppi fini. Però è stato bellissimo. La cosa che però più mi ha emozionata è stata sentire tutta l’Italia suonare i dialetti delle singole regioni. Bellissimo!!!

Per ora come materie ho chimica, geometria (ma il prof. è in Francia😅), informatica e analisi 1. Tutto davvero interessante eccetto per chimica che stanno insegnando proprio le basi elementari.

Vi dico soltanto che il primo giorno siamo finiti in dieci a casa di Pietro, un ragazzo fantastico con cui ho legato subito senza problemi e a cui voglio un mondo di bene.

Vi lascio in fondo uno spazio per esprimervi in merito ai vostri interessi su questa pagina. Cosa vi piacerebbe vedere pubblicato? Fatevi avanti, aspetto vostri consigli!!

Laura💗

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La storia di Gabriele

Buon pomeriggio a tutti i miei lettori. Alla fine non mi sono fatta più sentire perché non avevo molto da dire. Era l’ultimo mese di vacanza, tra lezioni alpha test e studio del manuale di medicina, non mi sono dedicata molto alle mie passioni. Ho vissuto bellissime esperienze che però fanno parte della mia vita privata e per questo motivo non ne parlerò in questo o nei prossimi articoli. Posso solo dirvi che sono davvero felice. Mi sento molto rilassata e riposata e sono carica per iniziare l’università. Comincerò il 13 i corsi di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e poi se avrò passato il test di medicina, interromperò la frequentazione di ingegneria per spostarmi nell’area medica. Sono stata in Sicilia per più di un mese. Mi sono divertita tantissimo con la mia compagnia e ho conosciuto persone nuove.

Quello di cui volevo parlarvi in questo articolo però c’entra con la mia passione per la scrittura. Ho inziato un nuovo romanzo. Mi dispiace ogni volta inziare nuove storie senza concluderne nessuna. Mi sono ripromessa di mettere a posto L’Isola di Smeraldo e L’ombra del futuro e lo farò, ma non ora.

Vi interessa sapere di cosa parla il mio nuovo romanzo? Questa volta il protagonista è un ragazzo diciassettenne di nome Gabriele. Lui è stato ricoverato dopo essere finito in coma etilico per un eccesso di sostanze stupefacenti, in modo particolare cocaina. Era dipendente da tempo, ma i genitori non si erano accorti di nulla. Dopo il periodo di recupero, aiutato da vari terapisti, Gabriele ne esce rinato tanto che decide di riprendere il liceo e accetta di trascorrere l’estate con il suo migliore amico Simone. In pratica il romanzo si focalizza sull’estate, che rappresenta un percorso di maturazione e crescita personale per Gabriele, nonché l’occasione giusta per innamorarsi per la prima volta. Molti dettagli, tra cui il nome del protagonista non sono stati scelti a caso, ma sono frutto della mia ultima esperienza estiva, che mi ha regalato molte fonti di ispirazione. Per la prima volta credo di essere in grado di descrivere fino in fondo un’amicizia o una storia d’amore.

Vi terrò aggiornati man mano che procedo con la scrittura.

Per ora vi saluto e vi auguro una buona giornata!

Laura♡

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Rieccomi

Ciao a tutti lettori!

Lo ammetto, sono stata via per troppo tempo, ma so anche che era necessario. Stavo perdendo me stessa in un periodo della mia vita così difficile e imprevedibile: la Maturità, la patente, i test di ingresso in più facoltà, la DAD, gli esami di danza… Insomma, non avevo molto tempo da dedicare al blog.

Ora sono tornata e desidero rimanere in contatto con voi per un bel po’. Sento dentro di me un viscerale bisogno di comprensione, approvazione e affetto virtuale.

Per ora non vi dico altro, ma ho in mente tanti piccoli progetti e cambiamenti per arricchire e rilanciare la mia pagina. Il nome rimarrà sempre lo stesso, Dove una poesia può arrivare, ma i temi di cui tratterà interesseranno soprattutto la medicina e l’astronomia, nonché la Sicilia.

Cosa vi è mancato più di me? (Se vi è mancato qualcosa)

Laura ♡

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Buon dantedì

Buongiorno a tutti e buon dantedì.

Quest’anno si celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e oggi è il dantedì, ovvero il giorno scelto per celebrare questo immenso e amatissimo poeta, che non cessa mai di essere attuale e di appassionare i giovani lettori tra i banchi di scuola.

Io personalmente ho una lunga lista di “grandi” della storia che mi piace ricordare. Tra questi, in prima fila, c’è sicuramente Dante.

Voi avete un canto o una cantica preferita?

Proprio questa mattina abbiamo concluso l’immenso viaggio analizzando l’ultimo canto del Paradiso.

Sapete perché il dantedì si celebra proprio il 25 marzo?

Il viaggio di Dante, a partire dall’Inferno, avviene nella primavera del 1300 e, ricostruendo la vicenda con piccoli indizi che lo stesso Dante ci da, scopriamo che il giorno in cui Dante inizia questo lungo viaggio è il venerdì Santo, che in quell’anno cadeva proprio il 25 marzo. Lo sapevate?

Vi lascio alla lettura di Benigni, un altro artista che merita di essere ricordato per sempre!

Laura

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La danza, di Matisse

La danza di Matisse, 1910, Russia, San Pietroburgo

Avete in mente il dipinto espressionista di Matisse, La danza primitiva di cinque figure anonime che si intrecciano in un movimento sinuoso e armonioso sulla terra verde e sotto un cielo blu acceso?

Quali sono le emozioni che provate di fronte a questa semplicità espressiva e pittorica?

Gioia, spensieratezza e vitalità, sono queste le sensazioni che sono nate nella mia testa guardandolo a prima vista.

Qui si può fare un confronto con la Die Bruke di Kirchner e con l’Urlo di Much.

Io, personalmente, preferisco l’espressionismo francese per la semplicità e la pacatezza dei colori. La danza mi spinge quasi a tuffarmi nel dipinto e unirmi a questa danza. Invece, ne LUrlo, non riesco a fissare l’opera per più di qualche secondo, non perché non riconosca il talento dell’artista, ma perché l’angoscia e il mal di vivere, la pennellata e l’uso dei colori mi incutono un vero e proprio terrore e una paura della vera realtà delle cose e del destino di chi si sente estraniato dalla società.

Io penso che sarei stata ricoverata in un ospedale psichiatrico come Van Gogh se fossi vissuta a cavallo tra la l’Ottocento e il Novecento. Magari sarei stata una delle pazienti di Freud.

Proprio oggi, una visita specialistica da uno psichiatra e non è la prima. Sono dieci anni che vengo seguita da psicologi, psichiatri e neuropsicologi. Ciò non mi fa sentire né strana né sbagliata, o perlomeno non ora, ma anzi giusta e giustificata da questo malessere e stress psicofisico che la situazione che stiamo vivendo ha portato. Penso che tutti abbiano bisogno di essere seguiti, di aprirsi con qualcuno e di comunicare i propri stati d’animo e le proprie angosce interiori.

C’è chi lo fa e chi no e chi non lo fa non è più forte, ma, anzi, si vergogna di ammettere e dichiarare le sue paure.

Vi piacerebbe che parlassi dei miei disturbi in tanti brevik articoli partendo – come ho fatto in questo – da un quadro o da in periodo artistico?

Fatemi sapere nei commenti.

Buon inizio settimana!

Laura

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Domenica 21 marzo

Foto dell’autrice, scattata nel viale sotto casa mia

Buona domenica a tutti!

Questa è stata un’altra settimana particolarmente impegnativa ma non per questo pesante. Mi sono concessa molte ore di sonno perse qua e là nell’ultimo periodo e ora mi sento molto più carica per affrontare il vero arrivo della primavera. Tra una settimana inizieranno le tanto attese vacanze di Pasqua. Qui lancio una domanda a tutti: ma anche a voi sembra di saltare da una festività all’altra come se nel mezzo non ci fosse un’intera stagione? Personalmente mi sembra ieri Natale.

Come vi avevo anticipato nello scorso articolo, ho in mente tanti piccoli progetti e, in primis, il blog professionale a pagamento. Molti potrebbero ritenerlo poco utile, ma io sono una persona che si fa consigliare quando riconosce la propria ignoranza in materia e perciò ho deciso di dare ascolto al mio professore di filosofia (penso che più avanti gli dedicherò un intero articolo sul blog).

La settimana che verrà sarà pienissima di studio e di eventi da organizzare. Ci sarà la temutissima interrogazione di storia, domani quella di arte, e poi dovrò organizzare la festa di compleanno di mia mamma (in casa, ma dato che compie 50 anni il dantedì, ovvero il 25 marzo – a proposito lo sapevate vero?) e tantissime altre feste di compleanno e ricorrenze importanti. Per non parlare di quando il 28 maggio dovrò riproporre ai miei genitori il giorno del loro matrimonio di 20 anni fa. Sarà stupendo. Ho passato interi mesi alla ricerca di vecchie fotografie, filmati e tanti tanti ricordi di infanzia. Ora non mi resta che unire tutto questo materiale per creare un collage di vita prezioso e irripetibile.

A presto!

Laura

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Progetti e dubbi

Albero sotto casa mia

Buona domenica ai miei lettori,

Premetto dicendo che questo mio ennesimo distacco dal blog è dovuto a diversi fattori, primo tra tutti la scuola e gli esami di maturità. Ma non preoccupatevi sto per avviare la creazione di un blog professionale e personalizzato, diviso in diversi settori. Inizierò a raccogliere tutto il mio sapere, la mia vita e tanti piccoli aneddoti che ancora non sapete di me. Vi resta solo che rimanere sintonizzati.

Se sapete darmi dei consigli su come gestire lo stress scolastico, famiglia e quant’altro e su come si fa a dire addio a 18 anni di vita e aprirsi ad altri 80 nel mondo degli adulti, fatevi avanti! Ne ho bisogno.

Buona giornata,

Io ora mi preparo per andare a messa.

Un bacio,

Laura♡

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Il quaderno dell’amore perduto, di Valérie Perrin

Ciao a tutti,

Ho appena finito di leggere il romanzo di esordio di Valérie Perrin, Il quaderno dell’amore perduto. Devo dire che non conoscevo questa scrittrice, ma il giorno del mio diciottesimo compleanno, il 12 agosto, mi sono ritrovata nell’immensa libreria Mondadori in piazza Duomo a Milano e sono stata letteralmente catturata dal titolo e dalla copertina di questo libro. Una ragazza con in mano una valigia blu su una spiaggia deserta e un gabbiano che vola libero in cielo.

Riporto qui la trama.

La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino?

Una storia delicata e commovente, un’autrice capace di descrivere con efficacia e tenerezza ogni sfaccettatura dei sentimenti: sono questi gli elementi che hanno conquistato la critica e che rendono Il quaderno dell’amore perduto un romanzo destinato a restare a lungo nel cuore di tutti i lettori che credono nel potere dei ricordi e dell’amore.

La storia è costruita su due binari paralleli. Una è raccontata dalla protagonista Justine, una ragazza di 21 anni che vive in un paesino della Francia insieme al cugino/fratello Jules e i nonni paterni. L’altra è la storia della sua paziente Hélène della casa di cura in cui lavora.

Hélène ha avuto un passato difficile, ma allo stesso tempo ha vissuto un amore preziosissimo con l’unico uomo che abbia mai amato, Lucien Perrin. (Qui mi soffermo con una nota, si tratta dello stesso cognome dell’autrice, è una coincidenza?)

Justine riporta nelle pagine di un quaderno azzurro l’intera vita della paziente della stanza 19, Hélène.

Nel frattempo alcuni segreti sul suo passato, sulle circostanze della morte dei genitori nell’incidente d’auto, che hanno reso Justine orfana a soli quattro anni, la portano a parlare prima con il nonno e poi con la nonna.

Mi ha colpito molto un pensiero di Helene, quello che ad ognuno di noi appartiene un uccello e che quell’uccello continuerà a volare sopra di te finché ci sarai.

Ho avuto quasi la sensazione che l’autrice coincidesse con la protagonista. È vero, la narrazione al presente e in prima persona spinge a pensarla così, ma davvero credetemi, mi è sembrato di scorgere delle tracce personali in alcuni dettagli della storia.

Consiglio questo libro un po’ a tutti. Non sono sicura che tutti lo possano apprezzare perché lo stile è particolare e la vicenda è scarsa di colpi di scena, ma sicuramente la storia, seppur lineare, cattura l’attenzione del lettore.

Buona domenica sera!

Laura

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Mille splendidi soli, di Khaled Hosseini

Ciao a tutti,

Oggi andrò a recensire l’ultima mia lettura, Mille splendidi soli di Khaled Hosseini.

Premetto dicendo che alle medie rimasi folgorata dalla scrittura di questo autore leggendo Il cacciatore di aquiloni. Ricordo che avevamo iniziato a leggerlo in classe ma che poi non c’era stato più tempo per discuterne dato l’imminente arrivo degli esami. Così l’estate della terza media decisi di finire di leggerlo da sola al mare. Da quel momento, ogni volta che devo elencare i miei autori preferiti, Hosseini non manca mai. Non so ben dire cosa mi piaccia tanto della sua scrittura. Penso siano la profondità delle storie narrate, il fatto che appartengano al passato dell’autore, ad un mondo ai miei occhi sconosciuti e quindi il fatto che i suoi libri aprano le porte di una realtà così vera e così crudele, fa sì che io mi senta letteralmente trasportata dal flusso della narrazione e che mi affezioni in un modo indescrivibile ai personaggi.

Riporto qui la trama del libro.

~A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua “kolba” di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una “harami”, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall’intreccio di due destini, una storia che ripercorre la storia di un paese in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore sembrano ancora l’unica salvezza.~

Mille splendidi soli è una storia completamente al femminile. Le due protagoniste sono Mariam e Laila che prendono parte alla vicenda in due momenti diversi. Hanno età diverse ma ad un certo punto le loro vite si incrociano e il loro legame diventa sempre più forte.

Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,

né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri.

Entrambe hanno sofferto molto e soprattutto non hanno mai avuto la possibilità di scegliere. In una società che disprezza la figura della donna, che deve essere nascosta agli occhi degli altri, i mariti e i padri hanno la superiorità di stabilire il loro destino.

È impensabile che a soli quindici anni una ragazza afghana venga costretta a sposarsi con un uomo che ha più del doppio della sua età e che la maltratta, che non la conosce e che non imparerà mai a farlo. È un’altra cultura, lo riconosco, ma per quanto mi sforzi non riesco a capirne il senso. Ho provato a mettermi nei panni sia di Mariam che di Laila ed entrambe le volte ho pensato che al loro posto sarei impazzita di dolore. Perciò mi sento di dire che entrambe sono due figure femminili che hanno saputo dimostrare di avere forza e coraggio e che hanno fatto di tutto per ottenere un minimo di dignità e di rispetto.

Lei non avrebbe mai lasciato nel suo cuore un segno pari a quello lasciato dai fratelli, perché il cuore della mamma era come una spiaggia dilavata, sulla quale le orme di Laila sarebbero state per sempre spazzate via dalle onde del suo dolore, che si gonfiavano e si frangevano, si gonfiavano e si frangevano.

Mi sento di consigliare questo libro a tutti coloro che sanno di saper apprezzare le vicende di un altro popolo, di un’altra cultura e che purtroppo continuano ad essere presenti ancora oggi in diversi paesi del Medio Oriente.

Laura

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Intervista a me su idm_megazine

Ciao a tutti,

Oggi sono tornata a scuola dopo tanto tempo. Com’è stato? Devo essere sincera, non poi così strano. Rivedere i miei compagni mi ha sicuramente fatto star bene, ma credevo che la mia reazione sarebbe stata un poco più esagerata. Ovviamente non avevo smesso di sentirmi con molti di loro e, dato l’imminente arrivo degli esami di maturità, con tanti ho passato intere sere su zoom o meet a studiare.

Comunque questo post è dedicato ad un’intervista a cui io stessa ho risposto lunedì scorso. Il tema affrontato è la fiducia. Io sinceramente tendo a non fidarmi di nessuno, poi ovviamente ci sono quelle poche persone di cui sai che ti puoi fidare ciecamente, ma sono rare.

Invece voi, di chi vi fidate? Avete fiducia in voi stessi?

Buona serata,

Laura

Mi raccomando guardate per chi ha Instagram l’intervista qui sotto. 👇🏻

https://www.instagram.com/tv/CKecwAxjXN0/?igshid=hp05yyokvamv