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Lacrime di pioggia bagnata

Una lacrima di pioggia bagnata

Ha il profumo di una rosa appena sbocciata.

Petali di gioia si depositano sull’asfalto liscio

E un sospiro rimane appeso nell’aria.

Una brezza, un brivido lungo la schiena.

Abbozzi di un sorriso,

Il pianto è però sovrano,

Il nemico che non sfugge,

Che rimane anche dopo la più potente delle tempeste.

Che accoltella la tua anima

E bussa con insistenza al tuo cuore.

Questo non può essere amore!

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Una rosa

L’amore è come una rosa:

Può sbocciare come il più bello dei fiori.

Può appassire come il più brutto dei mali.

Può cambiare e far cambiare.

Può iniettare veleno e mai più perdonare.

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L’amore forse esiste, di Sara Tricoli

Amici lettori, eccomi qui con la recensione di L’amore forse esiste di Sara Tricoli, una blogger super dolce e bravissima, del cui libro tra l’altro avevo scritto una recensione pochi giorni fa.

Sonia è una ragazza matura, con un lavoro e l’amore che le gironzola intorno. È un’artista, da sempre appassionata d’arte e infatti il suo mestiere si svolge nell’ambito artistico. È fidanzata con Carlo, un uomo maturo, bello e intelligente, nonché la persona che le ha trovato lavoro. Non è il suo capo perché, per evitare malintesi e complicanze, ha preferito licenziarla e farla riassumere da un suo amico collega.

Perciò fin qui tutto bene, ma… il ma ha un nome, Sergio, personaggio totalmente diverso da Carlo, direi l’esatto opposto. Con lui Sonia ha provato nuovi sentimenti e con lui la ragazza sta bene.

Ma come? Come può amare due persone contemporaneamente?

È a questo punto che Sonia si domanda: Ma l’amore esiste davvero?

La sua decisione – che reputo davvero saggia – è lasciare entrambi. Lei ovviamente non è felice, ma almeno è in pace con se stessa.

La prima parte di questo splendido romanzo si svolge all’interno di un bar e Sonia si trova in compagnia, a seconda dei momenti, di tre ragazzi: Carlo, Sergio e Simon. Sui primi due abbiamo già chiarito chi sono. Ma chi è questo Simon? Per lasciarvi sulle spine, mi fermo qui e passo alle mie considerazioni.

Premetto che le aspettative erano altissime e devo dire che ho preferito il primo libro per il semplice fatto che lo vedevo più vicino a me. Però mi è piaciuto comunque tantissimo.

Veniamo alle note positive.

La descrizione della scena d’amore. Io non sopporto quando uno scrittore usa parole volgari e troppo forti per descrivere una scena in cui un uomo e una donna fanno l’amore. Sara è stata fantastica e ha usato parole dirette e delicate.

Il personaggio di Simon. Su questo non vi dico nulla.

Lo stile di scrittura. È chiaro e a tratti poetico, ti trasporta nella lettura senza fatica e anzi non ti fa smettere mai la voglia di leggere.

Note negative non credo ce ne siano. È un romanzo scritto bene, adatto ad ogni fascia di età e sesso.

Ecco, mi sento di dire che L’amore forse esiste è un romanzo che ti fa capire davvero cos’è l’amore, quali sono i sentimenti che una donna innamorata prova e cosa si è disposti a fare pur di non fare soffrire chi si ama.

Per ora è tutto. Spero, Sara, di essere stata esaustiva. Io ti mando un forte abbraccio e invito tutti coloro che mi seguono a seguire anche lei.

A presto!

Laura

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Amore

Amore,

Dire addio ad un sogno mi spezza il cuore.

Il mio desiderio si infrange tra le onde pronto a svanire.

Stare accanto a te è un momento magico

dal quale nessuna donna vorrebbe sfuggire.

Ascolta!

Non voglio vedere nei tuoi occhi il ghiaccio che si scioglie.

Le lacrime non possono coprire un volto così perfetto.

Quando mi troverò ai piedi di un albero ad osservare la luna,

Capirò che le nostre anime sono unite da una forza speciale:

Quella tra me e te.

Non pensare che l’amore sia crudele.

Pensa invece che voglia farti aspettare il momento migliore

Per mostrarsi alla luce del sole.

Amici lettori. La poesia che avete appena letto non è nuova. L’ho già pubblicata in passato quando pochi mi conoscevano.

Oggi l’ho riproposta perché questa poesia, Amore, è la prima vera poesia che ho scritto. È stato ormai tre anni fa e ancora mi ricordo l’immagine che si era formata nella mia testa. Le lacrime che come una cascata delicata scendevano sul volto della persona amata.

Questa poesia parla di amore, un amore lontano, perso forse, ma ancora vivo.

L’amore è un’arma potentissima, un po’ come una palla di fuoco. Brucia, brucia così tanto che è difficile tenerla in mano e poi però, nel bisogno, si rivela la tua unica salvezza.

Molti mi hanno detto che questa poesia sembra scritta da un cuore e da una mente adulta. Io non sono mai stata fidanzata e innamorata sì, ma come tutti d’altronde. Invece queste parole è come se avessero anticipato me qualche anno dopo.

Mi sono uscite naturalmente e io ho semplicemente condotto la penna sul foglio.

Devo ammettere che mi faccio spesso i complimenti da sola. La metto sempre al primo posto, primo perché è la mia primissima vera poesia, diciamo dell’età matura – avevo circa 15 anni appena compiuti – secondo perché ancora oggi mi trasmette quel sentimento di speranza che ogni volta che prendo la cotta per un ragazzo, la rileggo e incrocio le dita sperando che davvero aspettando mi sia data una possibilità.

A volte mi chiedo cosa tiene i ragazzi lontani da me. Ovviamente non sono attratti da me, perché oggettivamente non sono una ragazza di quelle che ti fanno morire a prima vista, ma comunque non posso nemmeno dire di essere brutta perché diversi amici – e anche maschi – mi dicono che sono carina. E quando lo fanno dicono proprio che lo sono non solo per il mio aspetto fisico, ma anche per il mio carattere e per la mia piccola testolina piena di doti e idee. Io credo che questa sia la cosa importante da trovare sia in una donna che in un uomo.

Però…

Però c’è un grossissimo problema. I ragazzi, avendo un neurone in meno, solitamente sono molto indietro rispetto alle care amiche ragazze. Questo significa che io mi trovo molto meglio con i ragazzi più grandi, nella fascia tra i venti e i trenta.

Ovviamente non starei mai con uno di trenta, ma magari potrei essere attratta da lui.

Ora forse sto esagerando e il tema dell’articolo non è appropriato. diciamo che questa mattina vi volevo svelare un tratto della mia intimità.

Tranquilli comunque, sono sola e lo sarò ancora per molto. A volte mi chiedo se faccio paura ai ragazzi per il mio parlare molto e per la mia voglia di fare, nonché per la mia acuta intelligenza.

Intanto spero che frequentando l’ambiente dell’oratorio possa conoscere qualche ragazzo con la testa a posto che mi faccia battere il cuore e che la cosa sia reciproca.

Per ora vi saluto.

Commentate la mia poesia e se avete consigli o esperienze da condividere, io sono qui che le aspetto.

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/06/15/momenti-di-poesia/ 👈🏻 😃 link articolo sotto citato.

Ricordatevi delle due iniziative. Chi vuole deve votare la poesia preferita – per ora ho solo un voto – e poi mi dovete dire se avete intenzione di partecipare al concorso. Sarà una cosa molto semplice, ve lo dico prima.

A presto!

Laura

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Cuore in mongolfiera

Oddio…cos’è questo bruciore al petto che parte da lì e invade il mio corpo? Quelle farfalle che ogni mattina mi danno il buongiorno con una danza?

No no, meglio che mi metta la testa sul cuscino e torni a sognare.

La realtà è pericolosa, soprattutto quando a regnare è l’amore!

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L’amore per un poeta

Quando più di un anno fa guardai sulla Rai il festival di Sanremo, scoprii un talento che fino ad allora sì conoscevo, ma non molto.

Si è presentata questa voce alla porta del mio cuore e ha bussato con dei versi così delicati che io non ho potuto che aprirla e far cadere a cascata una parola dopo l’altra dentro di me.

Ogni suo verso è una poesia, ogni sua canzone è pura magia.

Può sembrare che io esageri, magari è così, ma per me davvero è un poeta.

Quando ascolti una canzone e senti che parla di te, che tu racconteresti le tue emozioni nello stesso identico modo, allora hai trovato la voce che ti fa battere il cuore e ti fa evadere nei momenti in cui hai bisogno di staccare.

Il suo canto è un trasporto, ascoltando parola dopo parola costruisco un castello di emozioni, una piramide di sentimenti.

La cosa che mi piace più fare con i suoi versi è trasformarli in passi di danza improvvisati, è quel modo per evadere di cui ho parlato poche righe addietro.

Quando i miei genitori a Natale mi hanno regalato il biglietto per il suo concerto io ho letteralmente gridato di gioia. Era tempo che lo desideravo immensamente e quel mio sogno si stava concretizzando.

Poi, non so cosa è successo, ma quella luce si è spenta. Se lo ascoltavo alla radio percepivo tristezza, la sua musica non era più una terapia per la mia felicità, anzi.

Così sono trascorsi i mesi e intanto il concerto, previsto per il 18 giugno, è stato annullato. Ci credete che ho provato anche un pizzico di felicità nel venire a conoscenza di questa cosa?

E ora? E ora mi sento tremendamente in colpa nei suoi confronti. Sì, insomma, l’ho tradito, ho messo in discussione il fatto che la sua poesia potesse non servirvi più, che io volessi dell’altro. Ma non è così. Lui è ancora l’angelo che mi porta via con sé, dove il mondo non mi tocca, dove è leggero il mio bagaglio, dove mi ami anche se sbaglio, dove vola e si ribella ogni rondine al guinzaglio.

Quindi questo articolo è un modo per dirgli scusa, i versi pubblicati in precedenza per dirgli grazie. Io terrò sempre nel cuore il regalo che mi ha fatto e quel giorno, quando ho scoperto la poesia di un giovane cantante, ho capito che anch’io, una giovane ragazza potevo trasformare i miei pensieri in pura e semplice poesia.

Buona giornata a tutti,

Laura

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I versi di un poeta (4)

Dove il cielo si muove se lo guardi attentamente.Dove basta un minuto intenso per vivere sempreDove piove ma esci per bagnare la mente perché se la vita è nostra non ci ostacola niente

Dove al posto dei piedi hai due pagine vuoteChe ogni passo che compi loro scritturano noteDove il sole è un ipotesi e tu puoi solo pensarlo.Ma ti basta perché ti riempie di idee per nutrirlo

Rondini al guinzaglio, Ultimo

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Panini al latte

Ciao,

È la prima volta che provo questa ricetta e devo dire che sono stata piuttosto brava. La parte più emozionante è stata quando, finito di impastare, ho chiuso l’impasto a libro, l’ho capovolto e ho arrotondato i bordi!

E voi, avete provato nuove ricette ultimamente? Con la scuola che è finita sono sempre con le mani in pasta.

Oddio, le pagelle!!! Speriamo niente brutte sorprese.

Un saluto,

Laura

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L’Infinito di un amore ghiacciato

Dentro è tutto caos,

Fuori è tutto gelo.

Io mi immergo in questo abisso sconosciuto.

Tremo,

Cammino,

Striscio sulla sabbia ghiacciata,

E prego di raggiungere la mia meta.

Mi basterebbe ritrovare la bussola per non sentirmi persa,

Il tempo non ha più fretta

Lo spazio una distesa immensa.

Fotogramma di vita incendiata,

Occhi alla ricerca di una luce dorata.

Ma niente, niente e ancora niente

Mi perdo tra le mie mani,

Affondo le braccia nel mio petto.

Batte, batte, batte forte questo maledetto cuore.

Non sto morendo,

Questo è solo amore!

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Simili

Simili

È una delle canzoni più belle della musica italiana degli ultimi anni.

Laura Pausini poi per me è La Cantante. A parte il nome, adoro il suo timbro vocale, le sue canzoni, lei come persona.

Laura è un leone, coraggiosa, forte, tenace, ma dolce e affettuosa con chi capisce le sue parole, con chi vede oltre la sfera di vetro, con chi come me è annebbiata dalla bellezza della sua voce.

~ Siamo simili e non lo sapevamo. Alimentiamo giorno per giorno lo stesso dolore e non me ne ero accorta. Passeggiamo nella stessa direzione ma sulla sponda opposta del fiume. Ci sentiamo incompleti, sappiamo entrambi che c’è un vuoto dentro si noi e ci ostiniamo a lasciarlo vuoto. Un buco nero, senza luce e vita, una trappola mortale, che ti caccia dal Mondo e ti rinchiude nella tua prigione interiore.

Siamo due puntini qualunque nell’oceano dell’Universo, ci scontriamo quotidianamente senza dirci scusa, senza comporre insieme una danza, senza unire le nostre forze.

E non è colpa tua, ma nemmeno mia.

Il destino è crudele, ma è indispensabile per crescere. Ti fa cadere e soffrire terribilmente e ti insegna ad aspettare.

Siamo chiusi in questo labirinto, nelle nostre impronte digitali. Da qui dentro però tu non puoi vedere la mia identità e io la tua.

Camminiamo nella speranza di non ricapitare al solito vicolo cieco. Ma in questo viaggio su noi stessi non siamo soli, la Luna, il Sole e tutte le altre stelle ci tengono compagnia e la Stella Polare non ci fa mai perdere la speranza.

E io l’ho capito in tempo questo. Ho capito che anche il silenzio mi regala una ricompensa. Anche il silenzio mi fa star bene. E io ho sentito il tuo nel mio.

Viviamo però uno nell’ombra dell’altra.

Tu invece…

Mi senti?

Vorrei tanto incontrarti e invece mi ostino a tenere nella tasca del mio cuore una piccola fotografia di quella volta che mi hai sorriso.

Ho un regalo per te e vorrei dartelo prima che passi il Natale. Da te non mi aspetto nulla. Ho già tutto.

Ho tutto da quella volta che mi hai donato la pazienza, la razionalità, il saper aspettare, il saper vivere nel silenzio e non aver paura del buio.

In quel tramonto mi hai donato te stesso e incosciamente, mi hai detto tutto quello che c’è da sapere.

Ti mando questo pensiero.

Una nuvola bianca presto ti consegnerà questa lettera.

Intanto io continuo il mio cammino in questo immenso labirinto che è anche tuo.

Grazie,

Laura

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Una luce

Una luce.

Spengo la luce della mia stanza per addentrarmi nella foresta dei sogni e una luce fioca continua ancora a brillare. Allora mi giro, mi volto e mi rigiro nella mia dimora notturna. Non ho ancora visto in faccia il peccatore di luce. Poi alzo gli occhi, levo il mio sguardo verso il rettangolo di vetro sopra la mia testa stanca ed eccola lì. Non ancora del tutto paffuta rivolge la sua bianca e luminosa faccia al mio tetto solitario. La sua luce filtra e attraversa il vetro riflettendosi sulla parete anonima su cui io prima poggiavo la mia schiena. Una luce debole, quasi diffusa, regna in quel piccolo angolino vicino a me. Così chiudo gli occhi e dormo serena, esprimo un innocente desiderio.

E tutto ad un tratto la mia mente si spegne e io affondo nell’oscurità.

Da tempo la cercavo e questa notte è tornata per me, per farmi compagnia, per essere di nuovo mia amica.

Io l’ho aspettata, l’ho attesa senza fretta. Sarei però disposta a rinunciare a lei se vederla mi fa soffrire. Rinuncerei alla sua luce per un bene più grande. Me ne andrei in un angolo remoto per non soffrire.

Ma Lei ormai è lì, che mi guarda sempre, ovunque io vada.

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Il limite accende la creatività

Alcuni mesi fa…

Ciao a tutti ragazzi,

questa sera voglio raccontarvi ciò che è successo oggi. Farò un po’ il resoconto delle ultime sette/otto ore. Adesso come non mai sento dentro di me il bisogno di scrivere, di liberarmi di ricordi intensi e belli, ma purtroppo pesanti.

Oggi, dopo la fine delle lezioni scolastiche, mi sono recata al Dipartimento di Fisica in zona Lambrate per iniziare un’attività di alternanza a cui io e un mio compagno avevamo aderito qualche mese fa. Per fortuna la zona era praticamente confinante con l’Istituto di Medicina Legale al quale ero andata quest’estate (sempre per un’attività di alternanza). Perciò non mi è risultato difficile trovare la struttura, anzi la tratta era sostanzialmente la stessa.

Il progetto a cui ho aderito combina le mie due più grandi passioni: la fisica e il teatro. in un post di qualche settimana fa ho espresso in un fiume di righe tutto il mio amore e la mia passione per il teatro, ma non ho mai parlato della mia passione per la fisica. Mi sono appassionata ad un ramo della fisica, ovvero all’astrofisica, da circa un anno e ultimamente ho raccolto molto materiale riguardante le costellazioni, le galassie e i buchi neri. Agli appassionati come me consiglio caldamente Notte di Stelle di Margherita Hack (poi magari farò una recensione). Ogni anno la nostra scuola organizza due giorni di cogestione e pensavo di formare un gruppo, parlare di astrofisica e svelare qualche mistero e curiosità. Devo dire che però un po’ tutta la fisica mi affascina.

Quindi, come ho già detto, questo laboratorio unisce la fisica e il teatro per creare una nuova disciplina, in cui scienza ed arte si incontrano in un abbraccio complementare.

Dopo esserci presentati e aver fatto alcuni esercizi di “riscaldamento” che stanno alla base del teatro, ci siamo divisi in tre gruppi da quattro e uno da cinque (infatti siamo 17 ragazzi provenienti da scuole di Milano diverse) e prima di iniziare il nostro lavoro, la prof ci ha mostrato una cosa. Aveva in mano due boccette di uguale dimensione contenenti entrambe un liquido trasparente che apparentemente sembrava acqua. La prof quindi ha tolto il tappo alle boccette e ha travasato il contenuto di una nell’altra. Che cosa è successo? Improvvisamente le due sostanze mischiate, non appena sono venute a contatto, da trasparenti sono diventate di un bianco opaco. Sinceramente non sono rimasta molto colpita da questo fenomeno. Sono abituata a scuola a vedere reazioni molto più scenografiche e sorprendenti, ma devo dire che per quanto banale possa sembrare, non sono riuscita a giustificare ciò che i miei occhi hanno visto in quei pochi istanti.

Il nostro compito consisteva nell’inventare una storia di fantasia partendo da quell’osservazione (ed ecco che le due discipline si mischiano!). Io, che ho una grande propensione nell’inventare storie partendo da zero, come un flash ho subito inquadrato la cornice in cui poi pian piano ho dipinto le mie idee sulla tela dei miei pensieri. Ho iniziato a raccontarli ad alta voce, facendoli passare dalla mia mente all’esterno come un flusso continuo di parole. Senza accorgermene, dopo qualche minuto, avevo creato una storia, di cui, devo dire la verità, vado particolarmente fiera. Oltre alle mie idee abbiamo messo insieme anche quelle degli altri componenti del gruppo. Nonostante il fatto di averla creata sul momento, come quando scrivo di getto le mie poesie, ogni volta che la racconto di nuovo a qualcun altro (come ad esempio a mia madre stasera) aggiungo dettagli che oggi pomeriggio non avevo proprio menzionato e poco a poco credo che prenderà forma. Come avrete intuito, ho intenzione di rimaneggiarla un po’ e trasformarla in un breve racconto.

Non so voi, ma io di fronte ad un’attività simile rimango spiazzata. Positivamente intendo! Con un solo sguardo mi si sono accese in testa mille luci colorate e ora non riesco più a trovare l’interruttore per spegnerle. Devo ammettere che non è una sensazione del tutto bella. In questi momenti, quando il mio umore e la mia energia sono al massimo, vorrei nello stesso tempo fare mille passi in mille direzioni diverse. Ma, così facendo rimango ferma. Il che non mi porta da nessuna parte.

Allora quando sono tornata a casa, per scaricare la tensione accumulata, ho messo una canzone di Ultimo (è uno dei pochi cantanti nelle cui canzoni riesco a rispecchiarmi) e ho improvvisato una coreografia ascoltando attentamente le parole del testo. Mi aiuta molto sia a staccare la mente che a scacciare brutti pensieri. Lo consiglio vivamente agli amanti della danza come me!

Se siete interessati, pubblicherò qui sul mio blog questo racconto. Conto di scriverlo durante le vacanze natalizie che ormai sono alle porte!

Buonanotte miei cari lettori!

Vi penso sempre anche nell’ombra…

Laura

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Pancakes

Buongiorno!

Questa mattina colazione golosa. Ho appena finito di preparare dei deliziosi pancake. Ho usato la ricetta di giallozafferano.

Bè, che dire, sono venuti proprio bene!

Buona giornata,

Laura

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Momenti di poesia

Cari lettori,

Stavo pensando di creare un concorso di poesia tra quelle che ho scritto. Semplicemente mi dovete dire quella che avete più apprezzato. La poesia vincitrice se riuscirò la porterò ad un concorso.

Dopodiché vorrei proporvi un’altra cosa. Vorrei organizzare un concorso di poesia/scrittura creativa qui su wordpress. Ho bisogno di sapere chi vuole partecipare. Ognuno porta un suo scritto e lo pubblica sia sulla sua pagina sia su una che creerò io sul mio blog. Poi verranno messe a votazione e la migliore vincerà. Per i premi ci devo pensare, ma prima volevo sapere se l’idea vi interessa. Raccolgo i nominativi dei partecipanti qui nei commenti.

Un bacio

Buona serata

Laura

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Caro diario…

I segreti di Matilde
Come scrivere un diario – I segreti di Matilde

15/06/2020

Caro diario,

Pensavo di condividere con te alcuni miei pensieri e volevo anche farti un breve resoconto delle ultime giornate.

Quando è finita la scuola non ero molto felice. Io capisco che non lo sono per tre motivi: non ho voglia di parlare con mia nonna – che abita in Sicilia -, leggo poco e rifiuto qualsiasi invito ad uscire. Detta così sembra che io mi sia rinchiusa in me stessa. No, no. Anche quando dico “infelice” intendo non pienamente felice.

Ora invece sono pienamente felice e sai perché? Perché ora so che l’estate mi riserverà delle belle sorprese. Ho iniziato ad uscire. Tre volte alla settimana pranzo dai nonni, faccio lunghe passeggiate e mi incontro con i miei nuovi amici dell’oratorio. Eh già, un mesetto fa sono entrata negli Ado e ho iniziato a fare qualche amicizia. Grazie anche all’aiuto degli educatori mi sono integrata. Venerdì scorso siamo usciti tutti a prenderci un gelato – ovviamente con le giuste precauzioni – e ci siamo dati un appuntamento fisso per tutta l’estate. A fine giugno inizierò a fare l’animatrice alternativa. Dico “alternativa” perché con la situazione che stiamo vivendo sarà difficile organizzare il tutto, ma ci proveremo comunque! Fare l’animatrice in un villaggio turistico è sempre stato il mio sogno. Sicuramente tra qualche anno riuscirò a concretizzarlo.

Quindi come vi dicevo ho fatto un po’ di amicizia. La cosa buffa è che la prima volta che parlo con qualcuno finisco per dire che scrivo e che ho un blog. Lo giuro, non lo faccio per mettermi in mostra e farmi pubblicità, ma è semplicemente che il blog è il fulcro principale in questo momento e scrivere è la mia più grande passione, perciò…

Oggi credo inizierò a fare un po’ di compiti delle vacanze e poi leggerò Via col vento.

Per ora è tutto,

A presto,

Laura

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Avviso e favore!

Ciao! So che non è bello chiederlo, ma se vi trovate bene con il mio blog e avete trovato bello il mio racconto, vorrei chiedervi di farmi un po’ di pubblicità. Sono pochissimi mesi che scrivo sul blog, perciò sono ancora poco conosciuta. Ovviamente non sentitevi costretti e se non lo farete continuerò a volervi bene e a seguirvi. Ci tenevo a ringraziarvi tutti. A differenza di altri social, wordpress è una piattaforma sulla quale condividere emozioni, pensieri e novità. Io con voi mi sento nel mezzo di una grande famiglia. Sarebbe anche bello creare una pagina di collaborazione. Sono sicura che ne uscirebbe qualcosa di stupendo. Quindi io torno a chiedervi di sponsorizzare un po’ il mio racconto in giro, tra i vostri amici, facendo un reblog sul sito, qualsiasi cosa pur di farmi conoscere.

Vi ringrazio di cuore. Per qualunque cosa io ci sono.

Buona serata

Laura

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Il sogno di Charlotte (epilogo)

Sei mesi dopo…

«Charlotte!» gridò Steve dall’altra parte della casa. La ragazza era in bagno che stava finendo di truccarsi. A volte si chiedeva come mai gli uomini fossero tutti così di fretta e irrispettosi delle loro care amiche donne.

Quando ebbe finito, si diede un’ultima occhiata allo specchio, fece uno dei suoi bellissimi sorrisi, girò la chiave e uscì dalla stanza.

«Oh, finalmente. Ho creduto che non saresti più uscita. Io faccio subito, vado un attimo in bagno e poi partiamo. Arrivo subito…» Così adesso era Steve quello a chiudersi un bagno.

Charlotte approfittò di quei pochi minuti per riflettere. Negli ultimi mesi le cose si erano sistemate. Suo padre aveva saputo accogliere Steve a braccia aperte e ora formavano una famiglia. Era felice che anche la zia si fosse unita a loro. Non provava rabbia a vedere lei e suo padre avvicinarsi di nuovo, anzi riteneva fosse la giusta ricompensa per tanto dolore subito ed era certa che la madre avrebbe approvato. Loro comunque cercavano di essere discreti. Intanto avevano comprato una piccola villetta sulla Senna. Charlotte negli anni aveva risparmiato un po’ di soldi per l’evenienza, mentre Lisa aveva venduto i suoi vecchi quadri, quelli che erano finiti nel vecchio sgabuzzino. Circa cinque mesi prima, quando le cose si erano sistemate a Parigi, erano tutti partiti per la montagna. Inutile dire che ci furono fiumi e fiumi di lacrime. Poi Will venne a mancare e in quell’occasione venne organizzato un funerale tra loro. Nella lettera di addio alla nipote, la cosa più cara che aveva, Will scrisse di volere che le sue ceneri venissero gettate nel suo posto natale. Così Charlotte e Steve avevano fatto una mini vacanza al mare e assecondato la richiesta del nonno. Erano stati al faro e avevano visto la vecchia casa di Will. Steve, e anche Charlotte era d’accordo, fece ristrutturare l’abitazione, trasformandola nella casa vacanze della famiglia.

Quando anche Steve fu pronto, i due ragazzi salutarono Lisa e Mark con due forti abbracci e li avvertirono in modo scherzoso di fare i bravi. A loro volta Mark, rivolgendosi ad entrambi, fece un piccolo discorso di avvertimento. «New York è grande, è facile perdere l’orientamento, perciò fate attenzione. Lo dico a te Lilly che sei la più grande. Tuo fratello è sotto la tua responsabilità.»

Poi Lisa intervenne «Comunque dovete soprattutto divertirvi. In bocca al lupo a te figlio mio per la nuova scuola. È una delle più prestigiose al mondo. Mente a te Lilly, per l’audizione in Accademia. Sai, era il sogno di tua madre quello di entrare in un’accademia di canto, ballo e recitazione. Rendici fiera di te, amore mio.»

«Grazie zia»

«Ora dobbiamo andare mamma, altrimenti perderemo l’aereo.»

«Va bene, fate buon viaggio.»

Così Steve e Charlotte scesero le scale e uscirono dal palazzo. Parcheggiato proprio di fronte a loro c’era un taxi che li stava aspettando.

«Dammi la tua valigia, Lilly, la carico nel bagagliaio»

«Grazie»

Il volo andò bene e dopo diverse ore di viaggio i due fratelli atterrarono all’aeroporto di New York. Entrambi rimasero senza fiato nel vedere la città per la prima volta. Quella sera, arrivati in hotel, sistemaro i bagagli velocemente e poi andarono a fare un giro per la città. La sistemazione dell’hotel era temporanea. La scuola di Steve sarebbe iniziata la settimana successiva, mentre l’audizione di Charlotte era tra due giorni. Se non fosse stata presa, cosa di cui nessuno dubitava, eccetto lei, allora sarebbe tornata a casa.

Quella sera videro New York immersa nella notte, tra luci e suoni meravigliosi che li catapultarono in un’altra dimensione, nel futuro che avevano sempre desiderato. I palazzi erano enormi, dei grattacieli che sembravano sfiorare le nuvole, con migliaia di minuscole finestre. Charlotte insistette per fermarsi ad uno dei mercatini allestiti nella zona.

Una volta finiti gli acquisti, rincasarono e si prepararono a dormire. Prima però di cadere nel sonno, Charlotte sussurrò al fratello «Steve, sei ancora sveglio?»

«Sì, Lilly, che c’è?»

«Volevo dirti una cosa…»

«Cosa?»

«Sono felice»

«Felice per l’audizione?»

«No, per quella sono tremendamente spaventata»

«E allora per cosa?»

«Per essere qui con te adesso»

«Anch’io sono felice di stare con te. Non sei poi così male come sorella. Mi stavo pure innamorando di te» ed entrambi risero.

Il resto venne da sé. Con quelle poche parole Charlotte e Steve si erano detti tutto. Ci sarebbero sempre stati l’una per l’altro e insieme avrebbero raggiunto piccoli e poi grandi traguardi.

Charlotte passò l’audizione e mentre Steve era entrato nel College, lei frequentava le lezioni di danza la mattina, di canto il pomeriggio e di recitazione la sera. Erano entrambi molto impegnati, ma nei fine settimana si vedevano sempre e si raccontavano tutto per filo e per segno. Anche Charlotte aveva qualcosa da dire, ma per il momento preferì tenere il suo segreto per sè.

«Attento a dove metti i piedi. Cos’è, non mi hai visto?»

«Scusa, hai ragione. È che andavo di fretta.»

I loro sguardi si incrociarono. Fu una frazione di secondo, ma a Charlotte bastò per rimanere pietrificata.

«Piacere, mi chiamo Andrew.»

Charlotte, colta impreparata, non pensando che si dovessero presentare e ancora frastornata dagli occhi di lui, disse: «Charlotte, ma tutti mi chiamano Lilly.»

«Sei nuova vero? Non ti ho mai notata prima. Io sono del terzo anno, studio qui già da un po’. Beh, ne passeremo delle belle qui. È un posto magnifico, soprattutto quando inizi a fare le tue prime esibizioni. I tour estivi sono magnifici. Io ora ho una lezione di ballo, ma se ti va dopo posso mostrarti la scuola e qualche mio amico, così da farti integrare.»

«Sì grazie, sarebbe perfetto» disse Charlotte un po’ balbettando.

Quello che venne dopo è facile da immaginare. Charlotte e Andrew diventarono sempre più amici e intanto si aggiungeva una nota in più di amore tra le loro conversazioni. Charlotte trovò anche diversi amici, tra cui Ally, la sua compagna di stanza.

Charlotte ripensò a lei quando ancora era una bambina, quando guardando il cielo una mattina aveva sognato tutto questo. Il suo sogno era diventato realtà.

Continua…

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Emma, di Jane Austen

Cari amici lettori, come promesso ecco qui la recensione di Emma di Jane Austen. Premetto che non farò nessuna critica all’autrice essendo lei una colonna portante della letteratura. Mi limiterò piuttosto a fare una serie di considerazioni personali. Prima di leggere Emma, avrei preferito leggere Orgoglio e Pregiudizio, il romanzo più conosciuto della scrittrice, ma alla fine non è stato così. Pubblicato anonimo nel 1816, Emma appartiene agli scritti di Jane Austen cosiddetti “della maturità”.

Vi riporto qui la trama.

Al centro del romanzo Emma Woodhouse, una giovane donna bellissima e un po’ “viziata” che, rimasta padrona assoluta della casa dove vive dopo il matrimonio della sorella, si trova a gestire il piccolo mondo che le ruota intorno. Accolta in casa una ragazza, Harriete, Emma cerca di maritarla adeguatamente, cosa che darà adito a un intreccio appassionante di equivoci amorosi e situazioni in cui emergeranno appieno le diverse motivazioni, anche economiche, e i caratteri dei protagonisti. Diviso tra buoni sentimenti e meschine ragioni di ascesa sociale, anche in questo romanzo Jane Austen pone al centro del racconto le atmosfere, i desideri e i vissuti della gentry inglese di inizio Ottocento, riuscendo a restituirne gli odori e le aspirazioni più profonde. Una nuova e felice traduzione del grande classico della Austen, continuamente ripreso in sceneggiati e adattamenti televisivi, a riprova dell’attualità della trama e dei personaggi.

Nel corso della narrazione si intrecciano le vicende di tre figure femminili, Emma Woodhouse, Jane Fairfax e Harriet Smith, affiancate da diversi personaggi maschili e ciò che tiene insieme il tutto è un grande enigma che intreccia passato, presente e futuro.

Il personaggio di Emma è alquanto insolito. Lei è una bella, giovane e intelligente ragazza che, invece di pensare al suo futuro, programma e organizza quello degli altri. Per lungo tempo sostiene di non volersi mai sposare perché mai troverà l’uomo ideale e così aiuta la sua amica Harriet nel trovare l’amore. Ma una serie di equivoci impediscono ad Harriet di sposarsi. Infatti, inizialmente, Emma costringe la sua amica a rifiutare una proposta di matrimonio da parte del Signor Martin, un ragazzo di ceto inferiore al loro che vive in una casa di campagna al di fuori di Hartfield. Una serie di personaggi maschili fanno la conoscenza di Emma. La ragazza ci sa fare con ognuno di loro, sa intrattenere conversazioni di un certo grado e non manca mai di far valere la sua posizione. Per questo motivo Emma è molto rispettata ed è soggetta all’ammirazione di tutti. In primo luogo è suo padre, il signore Woodhouse a volerle molto bene e ad essere fiero di lei. L’altra figlia, ormai sposata e con figli, li ha lasciati parecchi anni prima e anche la governante, la signora Taylor si è sposata con il signor Weston. Quest’ultimo ha un figlio, Frank Churcill. L’incontro tra lui e la signorina Woodhouse cambierà improvvisamente le cose. Di fronte a questo giovane Emma si trova impreparata e la sua rigidità e determinazione a non innamorarsi crolla improvvisamente. La sfera di cristallo in cui ha sempre vissuto si frantuma lasciando spazio al più bello dei sentimenti, l’amore. Forse però Emma fa bene a non fidarsi del suo istinto, forse non è lui l’uomo tanto amato. Forse, la persona giusta è sempre stata davanti ai suoi occhi, pronta a darle consigli e a ribatterle contro. Ma chi, chi sarà mai questo lui? Così anche Emma, quella ragazza che sembrava resistere alla tentazione dell’amore, trova chi le fa battere il cuore e le sa tenere testa.

Un garbuglio di domande e segreti che poco alla volte risalgono a galla. Ad esempio, quali sono le origini di Harriet, che non è mai stata riconosciuta dal padre? Cosa si nasconde dietro i comportamenti singolari di Jane Fairfax e di Frank Churchill? Chi è il misterioso donatore del pianoforte ricevuto da Jane? Di chi è innamorato il signor Elton?

E come se il libro fosse un’immensa matriosca e, ad ogni voltare pagina, un mistero venisse svelato, una verità riportata alla luce.

Se una donna ha dei dubbi sull’accettare o no un uomo, dovrebbe decisamente rifiutarlo. Se esita nel dire sì, dovrebbe dire no senza pensarci. ”

“La riservatezza è difensiva, non attraente. Non si riesce ad amare una persona riservata.”

Ho apprezzato questo romanzo. Non mi ha fatto proprio impazzire perché ho trovato la narrazione un tantino lenta e in certi punti piatta. Ci sono pochi colpi di scena, ma solo una serie di personaggi nuovi che di tanto in tanto compaiono. Mi sento comunque di consigliare questa lettura a tutti gli amanti dei classici letterari.

Un saluto a tutti,

alla prossima,

Laura

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Ema pesciolino rosso

Tempo fa pubblicai una poesia che avevo scritto circa un anno fa in un’occasione speciale. Infatti lasciami volare è nata da una emozione. Sentendo la storia di Ema mi sono talmente emozionata e sentita coinvolta che ho tradotto in parole ciò che ho provato.

Ema era un ragazzo che è morto tragicamente qualche anno fa. Era giovane, non aveva più di sedici anni ed è successo tutto così improvvisamente.

Senza entrare nei dettagli, Ema era stato ad una festa e visto che oltre ad aver bevuto era anche fatto – non era da lui però, probabilmente era stato convinto – il suo amico preferì fare prima un giro per non far tornare Ema a casa in quelle condizioni. Quella scelta fu fatale. Infatti Ema e l’amico arrivarono nei pressi del fiume Chiese e così, come per dire addio al mondo e alla vita, Ema si è buttato e non ha fatto più ritorno. La corrente era così forte che l’amico non poté fare nulla.

Per superare la morte del figlio, il padre, Gianpietro Ghidini, ha creato un’associazione chiamata ema pesciolino rosso. Infatti quando il ragazzo era piccolo era andato spesso con il padre al fiume a vedere i pesciolini sguazzare nell’acqua.

Io l’ho conosciuto. Sono stata ad una delle sue conferenze e ho avuto modo di regalargli la poesia. È stato un momento magico. Infatti, dopo averla letta, è scoppiato a piangere e mi ha abbracciata. Io, contagiata, sono scoppiata in lacrime. Da quel giorno mi sono ripromessa che avrei cercato nuovamente quell’uomo per sapere più di lui e di Ema e per poterlo aiutare.

E così eccomi qui a scrivere di lui sul blog.

Vi giuro, io Ema lo considero un amico, un amico perduto.

Vi lascio riflettere…

Ecco qui la mia poesia

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I miei 18 anni

Quando ci penso, non mi sembra vero. Sono già arrivata a questo traguardo della mia vita. Mi ricordo quando guardavo a questa età come un momento lontano sia nel tempo che nello spazio e invece eccomi qui: il 12 agosto compirò 18 anni.

Pensavo di fare due feste separate, una con i miei parenti e l’altra con gli amici. A questo punto però, con tutte le restrizioni, non so cosa riusciremo ad organizzare. Oggi intanto vado con i miei a visitare un agriturismo in provincia di Monza. Dalle immagini sul sito sembra molto bello. Per scherzare – visto che probabilmente ci saranno i cavalli – ho chiesto a mia madre che vorrei imparare a cavalcare e lei mi ha risposto “ma è una cosa da piccoli”. Lei intendeva la statura, ma io sono comunque determinata, prima o poi imparerò ad andare a cavallo.

Quindi, ritornando ai miei 18, spero che non volino via come gli ultimi anni. Da questo momento in poi è come se avessi raggiunto una vetta e ora la strada è solo in discesa. Dovrei aver raggiunto il culmine della mia felicità, dovrei avere un quadro chiaro del mio futuro, e invece… e invece sono sempre più confusa. Cosa voglio fare da grande? Il medico? La ricercatrice? La giornalista? Cosa? Maledetta testolina piena di passioni e curiosità. Non è semplice, assolutamente. Ma non importa. Il tempo farà la sua parte.

Voi avete ricordi dei vostri 18 anni? Se ne avete voglia, condivideteli con me.

Il blog mi ha aperto un mondo. A volte mi chiedo perché non sono come gli altri, perché ho sempre voglia di fare nuove esperienze e di crescere. Perché non so mai stare ferma e mi faccio venire nuove idee di continuo?? Sarò pazza? No, non credo. Sono semplicemente me stessa.

Laura

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Una ragazza come me di Sara Tricoli

Oggi quello che andrò a fare sarà recensire l’ultimo libro di una blogger che seguo, Sara. L’ho conosciuta qualche settimana fa e da quel momento ho iniziato a seguirla sul suo blog. Ieri ho scoperto che scrive e ha già pubblicato diversi romanzi. Quello che andrò a recensire, come vi ho già detto, è il suo ultimo scritto, dal titolo Una ragazza come me.

https://leggimiscrivimi.wordpress.com/

Clara è una ragazza di quattordici anni. A scuola non si trova bene, dal suo volto traspare sempre quella nota di infelicità, frutto del suo sentirsi inadatta e pronta a deludere le aspettative di tutti. Infatti lei è già stata bocciata in prima media e anche quest’anno ha rischiato grosso. Ma ormai la scuola e finita e Clara è contenta di potersi finalmente godere le meritate ragazze. La madre però decide di mandarla ad una scuola estiva in montagna, dove tra l’altro va da tempo suo cugino Moreno, che la ragazza non vede dall’età di sei anni e di cui si ricorda poco.

Così Clara arriva in questa scuola e per fortuna, diversamente da quanto lei si immagina, riesce a integrarsi subito e a stringere amicizie. In primo luogo conosce Sara, la sua coinquilina, con la quale sviluppa subito un rapporto di complicità tra amiche, e poi Moreno, Morris per gli amici. Con suo cugino Clara trova subito una certa intesa, le loro frasi lasciate a metà si completano nella testa dell’altro e da ogni loro gesto traspare il vero significato. Morris è molto protettivo nei confronti della cugina e quando lei conosce Mirco, un ragazzo più grande, figlio di uno dei professori, lui la mette subito in guardia dicendole di stare attenta, ma allo stesso tempo la lascia libera di frequentarlo.

Tra Mirco e Clara nasce subito una bellissima intesa, proprio come era accaduto con Morris, a differenza che questa volta era amore, quello che lei definisce avere le farfalle nello stomaco.

La vacanza-scuola di Clara cambierà profondamente la sua vita, facendo trovare alla ragazza il suo posto nel mondo e facendole capire una volta per tutte la ragione dei suoi tanti problemi nell’apprendimento.

Dico subito che ho divorato questo libro in poche ore. Non perché fosse corto, ma proprio perché la trama era avvincente, proprio il genere che piace a me, e sono subito entrata in sintonia con i personaggi. Prima di tutto con Clara. Ho trovato il suo personaggio bellissimo, una ragazza riservata e impacciata che sboccia come il più profumato e bello dei fiori e capisce finalmente chi è e chi vuole essere.

Poi Morris, devo dire che il suo attaccamento verso la cugina lo fa risultare un ragazzo dolce e apprensivo, dalla descrizione risulta anche di bell’aspetto, perciò è proprio il ragazzo perfetto. Diciamo che se devo scegliere tra lui e Mirco, sceglierei lui.

Anche Mirco però è un bel personaggio. La sua determinazione nel far subito colpo su Clara mi ha sconvolto e con quel suo “provarci” mi sono sentita anch’io al centro delle sue attenzioni come Clara. Diciamo che quando leggo e la storia mi prende, mi faccio influenzare molto e mi perdo dentro il libro. Questa volta è accaduto proprio questo.

L’altro personaggio femminile è Sara, anche lei una bravissima ragazza che entra subito in amicizia con Clara. Lei è perdutamente innamorata di Morris, che non se la fila. Ma poi improvvisamente le cose cambiano.

Così ci sono due storie parallele che iniziano a tracciare il corso su un nastro rosso, quello dell’amore.

Una ragazza come me è un libro che fa sognare, che mi ha riportata all’estate in cui anch’io avevo quasi 14 anni e trascorsi le vacanze in un villaggio al mare. Feci un sacco di amicizie ed ebbi anche le prime cotte. Capisco perfettamente le sensazioni che prova Clara, i suoi dubbi, le sue incertezze, e la sua incontrollabile felicità e frenesia, segno indelebile e indiscusso dell’amore.

Le parti che ho maggiormente apprezzato sono quelle delle rivelazioni. Quando Morris si confida con Clara, poi quando Mirco fa la stessa cosa con lei, i primi appuntamenti nei quali ci si scambia una sfilza di domande e risposte e quegli sguardi che ad ogni battito di cuore si incrociano. Qui vanno i miei complimenti all’autrice che ha saputo inserire una nota magica nella vicenda.

Perciò mi sento di consigliare questa lettura un po’ a tutti, ma soprattutto a chi piacciono le storie semplici e allo stesso tempo magnifiche, che racchiudono all’interno un misto di verità e fantasia, che ti avvolgono in un vortice e ti risucchiano dentro.

Se vi va andate a visitare il blog di Sara, oltre a essere una brava blogger e una bravissima scrittrice è anche una bella persona, che nel modo più gentile ha saputo accogliermi nel suo mondo.

La ringrazio di cuore e le auguro il meglio, anche per le prossime pubblicazioni.

Per ora è tutto, anzi. Avrei pensato di fare un’intervista a Sara e raccogliere un po’ di risposte ad alcune domande. Lo chiederò prima a lei e se accetta le pubblicherò qui sul blog.

A presto,

Laura

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Il sogno di Charlotte

Più persone mi hanno fatto notare che non è così semplice trovare i vari capitoli del romanzo. In effetti hanno ragione, perciò ho deciso di creare questa bacheca apposita per raccogliere tutti i link.

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/03/25/il-sogno-di-charlotte-prima-parte/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/03/30/il-sogno-di-charlotte-parte-2-2/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/03/30/il-sogno-di-charlotte-parte-3/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/04/02/il-sogno-di-charlotte-parte-4/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/09/il-sogno-di-charlotte-parte-5/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/04/05/il-sogno-di-charlotte-parte-6/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/04/07/il-sogno-di-charlotte-parte-7/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/02/il-sogno-di-charlotte-parte-8/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/04/il-sogno-di-charlotte-parte-9/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/05/il-sogno-di-charlotte-parte-10/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/07/il-sogno-di-charlotte-parte-11/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/09/il-sogno-di-charlotte-parte-12/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/05/11/il-sogno-di-charlotte-parte-13/

https://wp.me/pbrtXQ-fq

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/06/04/il-sogno-di-charlotte-parte-15/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/06/06/il-sogno-di-charlotte-parte-16/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/06/07/il-sogno-di-charlotte-parte-17/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/06/08/il-sogno-di-charlotte-parte-18/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/06/10/il-sogno-di-charlotte-parte-19/

https://httpdoveunapoesiapuoarrivare.home.blog/2020/06/11/il-sogno-di-charlotte-parte-20/

Se volete qui potete lasciare anche dei commenti.

Laura

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Cercando Alaska

Cercando Alaska è una serie tv uscita su Sky Atlantic in Italia da poche settimane. La prima serie è composta da otto episodi di circa 55 minuti ciascuno. Io l’ho vista in lingua originale con i sottotitoli in inglese. Credo che sia importante sentire le vere voci degli attori anche per entrare maggiormente in sintonia con loro.

In questo articolo recensirò la serie, ma, se qualcuno ha intenzione di guardarla, faccia attenzione perché alla fine potrebbero esserci alcuni spoiler.

I protagonisti di questa serie sono essenzialmente quattro. Miles, Chip, Kakumi e Alaska.

Ogni episodio si svolge qualche giorno prima di un fatale incidente e man mano ci si avvicina a quel giorno tanto temuto dallo spettatore. Sulla scena dell’incidente viene ritrovato un fiore, lo stesso fiore che Alaska tiene nella sua stanza e a cui è tanto affezionata. Le piste portano subito a pensare che è proprio lei la vittima dell’incidente, ma lo spettatore resta sul bordo del precipizio a fissare la propria ombra e a chiedersi quando tornerà a vedere oltre l’orizzonte della serie.

Miles Halter è affascinato dalle ultime parole di personaggi famosi, è stanco della sua vita a casa. Parte quindi in collegio per cercare il suo “Grande Forse”, come ebbe a dire il poeta Francois Rabelais in punto di morte. Alla scuola di Culver Creek lo aspetta, tra gli altri, Alaska Young. Intelligente, spiritosa, svitata e molto sexy, trascinerà Miles nel labirinto della sua complicata esistenza, catapultandolo nel mondo dei Grandi Forse.

Chip è il migliore amico di Alaska e compagno di stanza di Miles. Prende il soprannome dalla sua capacità di organizzare strategicamente gli scherzi pensati dalle fila degli schemi che Alaska escogita. Odia i “Settimana Corta” (i ragazzi ricchi che nei giorni feriali dormono al campus, ma hanno casa a Birmingham e dove ogni weekend tornano). Sua mamma vive in una roulotte e lui sogna di diventare qualcuno di importante così da poterle comprare una bella casa per ringraziarla del sostegno che gli ha dato.

Takumi è un amico di Alaska e Chip ed è un bravissimo MC, ovvero maestro di cerimonia o più comunemente rapper.

Lara è una ragazza rumena di cui Miles si innamora quasi forzatamente. Con lei condivide molte cose e si trova bene, ma poi, quando diventano più intimi, capisce che lei non è davvero quello che stava cercando, ma che in realtà l’aveva già trovato.

Alaska colpisce subito Miles. Prima di tutto la sua bellezza e il suo modo di fare. Poi la sua passione per i libri. Infatti Alaska ha una stanza piena zeppa di volumi di ogni genere.

I momenti più toccanti della serie sono stati decisamente quelli che coinvolgevano o la sola Alaska, oppure lei insieme a Miles. La scena in cui tutti i suoi libri si trovavano in una pozza d’acqua è stata così terribile che io mi sono sentita male per lei. Poi, la notte della festa di Natale, quando tutti e cinque si sono riuniti in un posto abbandonato e lei, Alaska, ha proposto il gioco del Giorno migliore e il giorno peggiore della propria vita è stato un altro momento magico.

L’episodio più bello della vita di Alaska è stato a otto anni quando sua madre l’ha portata allo zoo. Il giorno più brutto è stato quello successivo quando si è vista la madre morire ai suoi piedi e lei, ancora troppo piccola, non ha saputo cosa fare e non è riuscita a chiamare soccorso.

Un altro momento bellissimo ed emozionante è stato di sicuro il gioco obbligo o verità tra Alaska e Miles. Dopo un alternarsi di verità svelate, Alaska obbliga Miles a baciarla e lui, fin dal primo momento innamorato di lei, la bacia con una dolce passione. Tra di loro c’è complicità e amore, un amore che però dura per poco. Qualche ora dopo infatti Alaska è costretta improvvisamente a scappare, non si sa per quale ragione. Qualcosa di terribile sta per accadere ma a tutti non resta che attendere del tempo per avere delle risposte.

Le ultime due puntate saranno mercoledì prossimo e non vedo l’ora di scoprire come andrà a finire anche se temo di saperlo già.

In realtà Cercando Alaska nasce come un romanzo di John Green e pubblicato nel 2005. Credo che un giorno lo leggerò anch’io, ma intanto aspetto con ansia le prossime puntate che di sicuro riserveranno delle bellissime sorprese.

Consiglio caldamente la serie a tutti coloro che hanno sky. È piacevole guardarla e non è affatto banale. Il messaggio dell’autore è profondo e pieno di significato.

Un saluto a tutti, ditemi cosa ne pensate e se l’avete vista sarò felicissima di commentarla con voi.

Ah, e comunque John Green è lo stesso che nel 2012 ha scritto Colpa delle stelle.

A presto,

Laura