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Al mio papà

Caro papà

Ho un pensiero speciale per te

Un piccolo scrigno contenente il mondo

Una chiave che ancora non c’è

La raggiungeremo insieme

Nell’isola che non c’è

Solcheremo mari

Attraverseremo lande deserte

Sempre mano nella mano

Tu il mio eroe

Io la tua piccola

Tu il mio principe azzurro

Io la tua principessa

Papà

Mado’ quanto ti amo

Il nostro amore non ha bisogno di perdono

Mai mai e per nessuna ragione

Ti lascerò

Tu mi hai lasciato tempo fa

Quando ho emesso il mio primo vagito

e mi hai dipinto il mio primo sorriso

un aquilone per raggiungere le stelle

e colmare il vuoto della mia curiosità

con un’infinità di coriandoli e stelle filanti.

Ti amo

E questo lo sai

Allora te lo dico in un’altra lingua

E insieme torneremo a sognare

Te quiero papà

Te quiero muchos

La tua principessa

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Liebster Award 2020

Ciao a tutti, questa volta giuro che non è colpa mia, ma mi sono ritrovata a scrivere un altro articolo.

Si tratta del Libster Award 2020.

Le regole

  • Ringraziare il blogger che ti ha nominato, fornendo anche il link al suo blog
  • Rispondere alle 11 domande ricevute
  • Nominare altri 5-11 blogger
  • Chiedere 11 domande ai blogger nominati
  • Avvisare i blogger che sono stati nominati

Le domande:

1. Cosa avete studiato\ studiate o, in alternativa, che lavoro fate?

Devo frequentare l’ultimo anno del liceo scientifico e dopo ho intenzione di provare ad entrare a medicina.

2. Anche voi avete Netflix o come me non guardate nessuna serie che va di moda?

In realtà io non avendo Netflix guardo pochissime serie TV. Le uniche che ho visto recentemente sono Looking for Alaska e La casa de Papel.

3. Colore preferito?

Tyffani (ovvero verde acqua) e corallo.

4. Avete mai percorso grandi distanze per andare in vacanza? Se sì. con quale mezzo e per quanto tempo?

Ah sì, 13 ore di macchina per andare in Sicilia due volte all’anno.

5. Seguite qualche Booktuber?

No, ma l’idea mi piace!

6. Se avete studiato lingue, quale vi è piaciuta di meno tra quelle?

Non ho studiato lingue, ma, come ho detto stamattina, sto imparando lo spagnolo. Il francese alle medie mi era piaciuto poco, ma la lingua che proprio non fa per me è il tedesco.

7. La pioggia vi mette sonno o riuscite a lavorare anche con il brutto tempo?

Con il brutto tempo lavoro meglio perché non mi viene voglia di uscire e la pioggia mi piace, quando non fa danni però! Amo anche leggere e studiare in riva al mare o sotto un albero in un prato verde.

8. Polemica più squallida che avete sentito\ seguito su YouTube?

Non saprei perché non seguo persone su you tube che non siano cantanti.

9. Comico preferito?

Zalone direi, anche se con l’ultimo film non ha riscontrato molto successo.

Adesso che ho appena finito di rispondere mi sento di dire Cate, hai fatto proprio delle belle domande originali e quindi ti ringrazio nuovamente.

Ora veniamo alle mie domande:

1. Qual è il tuo sogno nel cassetto e saresti disposto a rinunciarci?

2. Animale preferito.

3. Qual è la meta dei tuoi sogni (si lo so sono una sognatrice)

4. C’è qualcosa che rimpiangi del passato e se sì torneresti indietro per cambiare le cose se potessi?

5. La tua paura più grande.

6. Ami lo sport o preferite rilassarvi a casa su un comodo divano?

7. Mare o montagna? O in alternativa lago?

8. Qual è la figura più umiliante e divertente che hai fatto (se vi interessa la mia contattatemi privatamente)

9. Dolce preferito.

10. Serie tv preferita

11. Ritieni più importante la carriera o la famiglia?

Perfetto, io ho finito, ora tocca a voi e mi sto rivolgendo a voi tutti che mi seguite. Visto che però, così facendo, non risponderebbe nessuno, nomino comunque quattro blog e mi scuso se erano già stati taggati.

https://worldofsphaera.com/ Alessandro Gianesini di World of Sphera perché è sempre tra i primi a leggermi e i suoi commenti mi mettono il buon umore e mi strappano il sorriso e poi perché è uno dei blogger migliori qui su wordpress.

https://lartenellanima.home.blog/ Ylenia per lo stesso identico motivo e perché è una ragazza fantastica e simpaticissima con un cuore grande.

https://leggimiscrivimi.wordpress.com/ Sara Tricoli perché così colgo l’occasione per fare pubblicità ai suoi romanzi che io ho letto e mi sono piaciuti da morire.

Infine nomino Eleonora perché nei commenti è sempre dolcissima e voglio in qualche modo ricambiare.

Ciao amici,

Alla prossima

Laura

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La storia da ricordare

Quello che riporto qui è il mio tema delle vacanze sull’importanza che ha la storia e il ricordo di essa.

La nostra vita è punteggiata da numerosi attimi di riflessione. Se ci fermiamo a pensare, quasi sempre andiamo a ripescare ricordi del passato. La memoria ha bisogno di rimanere viva in ognuno di noi per il nome stesso che le attribuiamo. Ciò che si studia a scuola oggi, è ciò che si studiava a scuola ieri e ancora prima, l’unica differenza è che, ad ogni salto di generazione, il lungo percorso di eventi si allunga e una parte viene aggiunta. In questo modo i grandi del passato, da Giulio Cesare, a Carlo Magno, a Napoleone, hanno continuato a vivere nel ricordo.

Uno dei momenti più belli in famiglia è quello della condivisione. Quando si è a tavola con la televisione accesa, molto spesso capita di sentire una notizia al telegiornale che ricorda un anniversario di morte o una festività. In quei momenti viene attivato il ruolo dei genitori verso i figli, ovvero quello di insegnare e di tramandare il loro sapere e il loro vissuto alla generazione successiva. I figli ascoltano e un giorno saranno proprio loro a dover raccontare ciò che hanno sentito ai loro figli.

Molto spesso ci si dimentica che la storia odierna sarà la storia passata di domani e inevitabilmente finirà sui libri di scuola e rimarrà scolpita con la stessa importanza delle Guerre Mondiali o delle Rivoluzioni.

Proprio per questo motivo esiste un fortissimo legame di coesione tra passato, presente e futuro. Ognuno di questi tempi ha la sua importanza e contribuisce all’esistenza degli altri due. Ad esempio, senza passato e senza il ricordo e lo studio di esso, il presente non avrebbe un senso, si vivrebbe senza sapere, non si avrebbe una pista da seguire e non si saprebbe cosa è giusto e cosa è sbagliato. Il presente così risulterebbe anonimo e non lascerebbe spazio all’orizzonte per un futuro. Il futuro poi sarà il presente di un domani, perciò è di fondamentale importanza costruire delle basi solide nel presente per garantire a se stessi e alle generazioni a venire un futuro sicuro e stabile.

Una caratteristica di fondamentale importanza che viene attribuita alla storia e che ha appassionato scienziati, archeologi o gli stessi studenti tra i banchi di scuola e i professori dalla parte opposta dell’aula, è il ricordo. Ricordare è una dei verbi più significativi della lingua italiana. Il ricordo può essere il riportare alla mente un episodio bello o brutto della propria vita passata. Ricordare significa anche mantenere in vita l’oggetto del ricordo. A volte si sostiene che con la morte tutto sia perduto, che sia l’arresto completo di tutti i nostri organi vitali, in ultimo il cuore, a segnare il traguardo finale della nostra vita. In un certo senso è vero, ma se analizziamo meglio cosa significa vivere, notiamo che esiste una sfumatura, tra le milioni dell’esistenza, che è proprio il ricordo. Se ad un tratto perdessimo tutti la memoria e il nostro passato fosse cancellato da una fitta nebbia, così che noi dell’oggi, se ci voltassimo alle nostre spalle, noteremmo solo un paesaggio anonimo e indefinito. Come potremmo continuare il tragitto delle nostre vite? Semplice rispondere a questo dilemma: non potremmo. Perciò il passato, accompagnato dal presente e dal futuro, funge da collante e da sostegno, nonché da insegnamento, per compiere le nostre azioni future, per capire al meglio quali mosse dobbiamo compiere e quali gesti non sono più da ripetere.

Il lavoro dello storico è uno dei più affascinanti che possano esistere. In primo luogo affascina molto perché colui che ricostruisce la storia deve viaggiare, esplorare e, attraverso il ritrovamento di reperti archeologici, o, più recentemente, attraverso documenti e testimonianze orali, comporre il puzzle che ha portato l’umanità fino ai giorni d’oggi.

La storia è la nostra vita passata, presente e futura. Se noi ci occupiamo di conservare la storia, la storia farà di noi persone da ricordare!

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Prima tappa del nostro viaggio in Sudamerica: Venezuela

Io direi che questo articolo non merita parole ma solo stupore. Ebbene sì, ci troviamo in Sudamerica, in Venezuela per l’esattezza.

Vi chiederete, come mai proprio il Venezuela? Vedete, io sto imparando lo spagnolo tramite il social tandem e ho fatto amicizia con tre ragazzi sudamericani, due colombiani e un venezuelano. È bellissimo scambiarci foto o aneddoti sulle nostre culture, ma è ancora più bello conoscerne nuove. È fantastico quando ti dicono che l’Italia è meravigliosa, che l’istruzione ci rende più smart e tante altre bellissime frasi. La cosa terribile però è che appena accenni al cibo loro meccanicamente ti rispondono: “Pizza, pasta, spaghetti!”

Ciao ciao

Laura

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Aggiornamenti: waiting for my birthday

Cari amici lettori,

Come state?

Io sono rientrata nella fase di grande produttività. Evviva!

Anche se non scrivo molto sul blog, sto lavorando alla stesura de L’Isola di Smeraldo e il mio professore di filosofia mi aiuterà presto a pubblicare Il sogno di Charlotte. Lui aveva proposto la Mondadori per giovani editori e credo sia un’idea fantastica.

Perciò sono impegnata e se vi ricordate bene tra qualche giorno diventerò maggiorenne e solo l’idea di superare questo traguardo mi riempie di gioia e mi fa saltare da un angolo all’altro della casa.

Ma cosa faccio per passare le giornate e per prepararmi alla vera estate, dato che parto settimana prossima, anche se festeggiamo qui con tutti i parenti dalla Sicilia e poi scendiamo tutti insieme?

Bene bene, io sto facendo dolci su dolci perché per chi non lo sapesse ho deciso di imparare l’arte della pasticceria per iscrivermi a bake off tra un paio di anni.

Poi sto guardando una serie tv famosissima di cui farò a breve una recensione, ovvero La casa di carta. Per ora sono solo alla seconda stagione.

Come vi avevo già detto, sto scrivendo molto. Ho scritto una bella poesia che pubblicherò oggi stesso.

Infine sto uscendo tantissimo e cosa più imprtante ho ricucito la ferita che si era creata sul mio petto quando uno dei miei più cari amici aveva perso la fiducia in me. Ora sembrerebbe che sia tutto passato, ma lo scoprirò solo quando ci vedremo e i suoi occhi parleranno per lui.

Per ora è tutto. Ah, una cosa! Aspettatevi una pagina di diario stra lunga per il mio compleanno e ricordatevi di farmi gli auguri. Per sicurezza è il 12 agosto.

Grazie grazie

Ciao!

Laura

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“Il bacio di Klimt”

Credo che questa sia una canzone stupenda, sia per le parole che per la musica. Ascoltatela e poi mi darete ragione.

Dimmi cosa sei venuta a fare

Se vuoi restare oppure andare via

Ma quanto pesa la malinconia

Ma quanto costa dire una bugia

E parlavamo dei tuoi esami all’università

Tu che eri come colore e forme per Cézanne

Anche se adesso fuori è buio un giorno smetterà

Con te diventava sole anche una lucciola

Di tutte quelle che ho incontrato, tu sei l’unica

Che senza fare nulla mi ha rubato l’anima

Se vuoi tenerla bene, ma un giorno riportala

Ti prego non farle del male, custodiscila

Dimmi cosa sei venuta a fare

Se vuoi restare oppure andare via

Ma quanto pesa la malinconia

Ma quanto costa dire una bugia

Come un dipinto nella notte ti verrò a cercare

Per te giuro ho sceso forse un milione di scale

Afferrami la mano prima di cadere

Tutti i girasoli adesso son fiori del male

Se vuoi da bere, ti offro un drink

Rompi un bicchiere, sembrava un film

Tu vino bianco, io niente alcool

Cambi discorso, parliamo d’altro

Dimmi che ore sono dai

dimmi che ora siamo noi

Siamo un’ora indietro, sai

il resto lo vedremo poi

Siamo sentimento, ho un presentimento

Che il passato esiste, ma il futuro è incerto

Mentre perdi le parole, cerchi gocce dentro il mare

Come piogge di ricordi che non passerà

Cerchi dentro i tuoi sospiri

Ti senti sempre più sola, bere assenzio

Come fossi un quadro di Degas

Dimmi cosa sei venuta a fare

Se vuoi restare oppure andare via

Ma quanto pesa la malinconia

Ma quanto costa dire una bugia

Come un dipinto nella notte ti verrò a cercare

Per te giuro ho sceso forse un milione di scale

Afferrami la mano prima di cadere

Tutti i girasoli adesso son fiori del male

Ci siamo persi per riprenderci

Ci siamo scelti per non sceglierci

Ma anche tra mille anni sarò ancora qui

Siamo eterni come il bacio di Klimt

Dimmi cosa sei venuta a fare

Se vuoi restare oppure andare via

Ma quanto pesa la malinconia

Ma quanto costa dire una bugia

Come un dipinto nella notte ti verrò a cercare

Per te giuro ho sceso forse un milione di scale

Afferrami la mano prima di cadere

Tutti i girasoli adesso son fiori del male

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Work in progress: l’Isola di Smeraldo

Buongiorno!

Questo sì che è un buon giorno. Infatti ho appena rimesso mano sul mio fantastico e amatissimo novel note-book. Il romanzo in questione è l’Isola di Smeraldo.

Vi terrò aggiornati. È vero, qualcuno ha già letto qualcosina che ho pubblicato a puntate nelle scorse settimane ma niente regge in confronto a quello che verrà. Giusto per incuriosirvi faccio qualche nome:

Kenya

Indonesia

Oceano Pacifico

James Cook

Alla prossima,

Laura

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ABIO

ABIO – Associazione per il Bambino in Ospedale grazie ai suoi volontari offre appoggio al bambino e all’adolescente ospedalizzato e alla sua famiglia affinché sia meno traumatica l’esperienza del ricovero: attraverso una presenza amica, rendendo più accoglienti i reparti, intrattenendo il bambino facendolo giocare, offrendo ai genitori un supporto pratico in un momento critico.

Si è presenti presso le strutture pediatriche in base a specifiche Convenzioni, assicurando omogeneità, efficacia e affidabilità del servizio effettuato da volontari preparati che, pur dediti a compiti semplici, agiscono con responsabilità e consapevolezza in un contesto delicato quale quello ospedaliero.

Il corso di formazione di base a frequenza obbligatoria è articolato in 4 incontri teorici d’aula e 20 presenze di tirocinio pratico: la fase propedeutica iniziale prevede un primo incontro “Informativo” – con la funzione di illustrare l’Associazione come cornice di riferimento per la scelta di volontariato – ed un secondo incontro di “Valutazione di idoneità al servizio”. Per il corso si richiede una quota di 10 euro per materiale didattico. La sede del corso verrà comunicata all’apertura delle iscrizioni.

Allora, ciao di nuovo. Da settembre inizierò a frequentare i corsi per diventare anch’io membra dell’associazione ABIO. Tempo fa vi avevo detto che il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di lavorare nel campo della ricerca per trovare la cura per le malattie genetiche rare per i bambini. Ecco, questa iniziativa mi farà capire se medicina è davvero la mia strada.

Cosa ne pensate? Conoscevate già questa associazione?

Un bacio

Laura

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Lasciami volare

Chi mi conosce da poco non sa chi sia Ema, o meglio chi era. Per me rimane una bellissima persona, anche dopo tutto quello che è successo e suo padre continua ad essere un fantastico genitore.

Un bacio a entrambi 😘🌹

Laura

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Tra capitoli più belli della mia vita da scrittrice

Ciao a tutti, come state?

Io bene. Ultimamente mi sto dedicando a tre passioni: danza, scrittura e pasticceria.

Il mio compleanno si avvicina e non vedo l’ora che arrivi quel giorno. Soffierò le mie diciotto candeline ed esprimerò un desiderio che un giorno, se il destino lo vorrà, diventerà realtà.

Vi lascio con la visione di un breve montaggio. Quale di questi titoli vi piace di più?

A presto,

Laura

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La ragazza dello specchio blu (8)

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La ragazza dello specchio blu (7)

Al sentir bussare alla porta della sua stanza, Serena disse «Avanti» e continuò a sistemare le ultime cose che erano rimaste sparse qua e là.

«Ciao» sentì dire alle sue spalle. A quel solo cenno di saluto, la ragazza si girò di scatto e sgranò gli occhi. Era proprio lui, era tornato per colmare il vuoto delle sue ultime sfumature di felicità, quelle dell’amore.

Dopo pochi istanti in cui rimase pietrificata, Serena corse ad abbracciare Jack. I due si guardarono intensamente negli occhi e poi si scambiarono un tenero e lungo bacio. Il padre, intanto, sostava alla porta, cercando di rimanere più in disparte possibile. Quando la figlia lo notò, si mise a ridere e andò a salutarlo. «Ciao, papà»

«Ti è piaciuta la sorpresa?»

«Grazie, ti voglio un mondo di bene.»

«Tuo padre mi ha cercato circa un mesetto fa e mi ha parlato del lungo discorso che avevate fatto tu e lui l’ultima volta che era stato qui in ospedale. Sì, è vero, ti ho chiamata una volta perché sentivo il bisogno di udire la tua voce e perché semplicemente mi mancavi. Ad Oxford non mi mancava nulla. Mi trovo bene e mi sono fatto degli amici. Nessuno però è come te.»

«Sono stata una stupida a dirti quelle cose e non volevo farti scappare. È solo che avevo tanta paura di morire e non volevo farti soffrire. Le relazioni a distanza per quanto ne so non durano molto.»

«Credo che però il destino ci abbia concesso una seconda chance. Serena, sei guarita, hai sconfitto il cancro. Per me sei più di una guerriera perché hai lottato fino alla fine e, anche se hai passato dei brutti momenti, non ti sei lasciata abbattere.»

«Papà, puoi tapparti un secondo le orecchie e girarti?»

«Ehm, certo» disse il padre colto di sorpresa.

Così Serena si avvicinò di più a Jack e gli sussurrò ti amo e poi gli diede un altro bacio pieno di amore e passione.

***

Questa è una delle tante storie che sono nate all’interno di questo ospedale, forse quella che mi ha colpita di più e alla quale sono rimasta più legata. Serena e Jack continuano a vedersi, poche volte all’anno, ma quel tempo che hanno a disposizione se lo godono tutto. Intanto Serena ha concluso gli studi liceali e ha iniziato a frequentare la facoltà di medicina all’università. Ha deciso di lavorare nel campo della ricerca. L’ultima volta che è passata dall’ospedale mi ha detto che vorrebbe trovare la cura per le malattie genetiche rare. Questa sua scelta mi ha commossa molto e sono fiera di lei.

In ogni stanza di questo ospedale c’è uno specchio. Spesso i malati che vengono qui hanno paura di guardare in faccia se stessi, ma è proprio da lì che bisogna iniziare se si vuole guarire e Serena lo ha fatto, ha accettato la sua malattia e l’ha saputa affrontare.

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La ragazza dello specchio blu (7)

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La ragazza dello specchio blu (6)

Serena era contenta di trovarsi lì con lei mentre l’immagine riflessa della madre le pettinava i biondi capelli. Si sentiva coccolata e amata e pensava che al mondo non esistesse una mamma migliore della sua.

Ad un tratto però la bambina vide prima l’immagine della madre svanire dallo specchio e poi smise di percepire il suo tocco sulle spalle.

***

Quando Serena si svegliò era un bagno di sudore. Continuava a trascorrere notti insonni e a fare incubi che riguardavano soprattutto la mandre. In un momento così delicato della sua vita avrebbe dovuto averla accanto a lei come figura di riferimento e invece la madre era caduta vittima proprio della sua stessa malattia.

Quella mattina Serena era ancora più spaventata perché attendeva i risultati dell’ultima tac. Lei sperava che il tumore fosse svanito dopo l’ennesima chemio, ma sapeva anche che solo nelle fiabe qualcosa poteva scomparire nel nulla. Perciò si preparò a sentirsi dire che non era ancora finita, che avrebbe ancora dovuto combattere. Ma per quanto? Ormai il corpo di Serena era terribilmente provato, non avrebbe retto a lungo. La ragazza aveva perso molti chili e spesso le consigliavano di spostarsi in sedia a rotelle per non farla sforzare troppo. Il punto era che Serena aveva smesso di crederci da quando aveva perso l’unica persona che aveva mai amato e che non aveva mai smesso di amare.

Verso le cinque del pomeriggio Serena fu chiamata dal suo medico di riferimento per ricevere i risultati della tac. Non voleva aprire la busta davanti a lui, ma il dottore la incoraggiò sorridendo perché ovviamente era a conoscenza del contenuto. Così la ragazza si fece coraggio e aprì la busta, estrasse il foglio e lesse cosa c’era scritto. Un velo di lacrime le accarezzò il volto e un dolce sorriso le dipinse le labbra. Finalmente era riuscita a sconfiggere il cancro dopo quasi un anno di terapia. Era sana, era sana come tutti, era tornata ad essere “normale”.

«Allora Serena, sembrerebbe che il tumore sia scomparso, ma preferiamo tenerti sotto osservazione per almeno altre due settimane per due motivi. Prima di tutto perché sei a corto di energie e hai bisogno di rimetterti in forma e anche perché, mi dispiace dirlo, ma potrebbe esserci una ricaduta, che non auguro mai a nessuno. Tuo padre mi ha detto che tu tieni molto alla scuola e che avresti voluto sostenere gli esami questo giugno. Essendo arrivati già a maggio, credo proprio che ciò sarà impossibile, ma ho trovato un tutor che potrebbe assisterti questa estate e a settembre potrai sostenere gli esami privatamente.»

«Grazie, mio padre è d’accordo?»

«Sì, ne abbiamo già parlato.»

«Perfetto, allora per me va bene.»

Serena trascorse le settimane a venire tranquillamente e finalmente con l’animo in pace, senza pensare a medicine, alla terapia e soprattutto alla morte. La speranza era tornata a bussare alla sua porta e come regalo le aveva donato la felicità. A questa felicità mancava però ancora qualche sfumatura.

La sera prima di essere dimessa l’ospedale le organizzò una piccola festa di addio. La ragazza era entrata nei cuori di tutto lo staff medico e aveva stretto amicizia con alcuni pazienti.

Mentre Serena stava sistemando i suoi vestiti dentro il borsone, sentì vibrare il cellulare. Era un messaggio da parte di suo padre che la avvertiva che stava arrivando e che aveva in serbo per lei una sorpresa. “Chissà cosa avrà combinato questa volta” pensò Serena.

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Colpa delle stelle, di John Green

Ciao a tutti cari lettori, come state?

Questo articolo è dedicato alla recensione di Colpa delle stelle, di John Green. Immagino che molti di voi abbiano visto il film tempo fa ~ dovrebbe essere uscito nel 2014. Io, invece, nonostante fossi a conoscenza di questo successo cinematografico, non ho mai avuto modo di guardarlo. Tempo fa ho scritto una recensione su una nuova serie tv data in onda su Sky, Looking for Alaska. Essendo dello stesso autore, ho deciso di leggere entrambi i libri. Colpa delle stelle in italiano, mentre Looking for Alaska in lingua originale.

La vicenda ricorda molto l’ultimo mio racconto, La ragazza dello specchio blu, che, ahimé, ho lasciato incompiuto.

Riporto qui sotto la trama.

~Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.~

Hazel è una ragazza di sedici anni che i genitori definiscono depressa a causa della sua malattia. A tredici anni i medici le hanno diagnosticato un tumore ai polmoni e da quel giorno la vita della giovane adolescente ha iniziato a girare attorno all’ospedale.

È proprio in ospedale, ad un incontro tra ragazzi della sua età, che Hazel incrocia per la prima volta lo sguardo di Augustus, un diciassettenne reduce da un cancro alle ossa che gli ha portato via una gamba.

Inizialmente lei si sente troppo osservata da lui, ma poi decide di fissarlo di sua volta e, da quel gioco di sguardi, nasce la loro profonda amicizia.

Una delle passioni di Hazel è la lettura e il suo romanzo preferito è Un’imperiale afflizione, di Peter Van Houter. Mi sono domandata fin dall’inizio se questo libro esist⁰ davvero o se è solo un’invenzione dell’autore, anche perché è proprio questo volume che farà unire i due protagonisti e condurrà il filo delle loro vite. Perciò mi sono documentata, ma ho scoperto che questo autore non esiste.

In ogni caso, ho molto apprezzato il libro per diversi motivi. Il primo è il personaggio di Gus, ovvero Augustus. Cerco sempre di mettermi nei panni del personaggio femminile per capire se il suo lui potrebbe piacermi e Gus mi è piaciuto fin da subito. Seconda cosa, i loro discorsi non sono semplici conversazioni da adolescenti, ma affrontano temi importanti, come la vita dopo la morte. Terzo ed ultimo motivo la loro storia mi ha commosso fino alle lacrime.

Mi sento di consigliare la lettura a chi non ha ancora visto il film, o se preferite vedere il film al posto del libro. Io non lo faccio solo perché l’attore che interpreta Augustus non mi è molto simpatico. Lo odio profondamente da quando ha interpretato un personaggio in Divergent.

Comunque, la cosa che mi ha fatto più sorridere è stata la decisione di Hazel di scrivere infinite lettere all’autore del romanzo che aveva riletto milioni di volte, un po’ la stessa cosa che ho fatto io circa un mese fa con Lucinda Riley. In entrambi casi la risposta è arrivata con un po’ di ritardo, ma è arrivata. Perciò condivido con Hazel la gioia di ricevere una mail dal proprio autore preferito. In un attimo si frantuma la barriera che divide lettore e scrittore ed è una sensazione bellissima.

Io vi mando un grosso bacio e appena sarò rientrata nella fase di grande produttività, mi farò risentire tra le pagine del blog.

A presto,

Laura

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Colori 🎨

Ecco un altro paio di dipinti realizzati in questi due giorni.

Come vi avevo già detto, vado a fasi e ora sono nella fase “pittrice creativa”. Non sono molto brava, lo ammetto, ma dipingere mi fa star bene, mi rilassa e mi consente di dare sfogo alla mia creatività.

Perciò per ora preferisco tradurre le mie emozioni in pennellate di colore piuttosto che in versi.

Vi auguro una serena giornata,

Laura

P.S. ho appena scoperto che con questo sono 200 articoli pubblicati sul mio blog!

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Emozioni

Oggi vorrei lasciare ad alcuni dei miei dipinti le mie parole. Saranno questi ad esprimere le mie emozioni.

Buona domenica a tutti!

Laura

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L’altra faccia della Luna

Penso che tutti ormai abbiate un po’ compreso la mia personalità. Vado a fasi. Ci sono momenti in cui spicco di ingegno e creatività, altri dove preferisco rilassarmi e recuperare le mie forze. Non riesco mai a trovare una via di mezzo.

E questo è un grosso problema!

Può sembrare un qualcosa che capita a tutti, ma per me è molto diverso.

Io almeno due o tre volte all’anno mi chiudo completamente in me stessa e cancello ogni mio contatto con il mondo esterno. Entro in quella che chiamo la mia “fase depressiva”. La ragazza che vive quei giorni o addirittura settimane non sono io o perlomeno non sono la vera me. Ho imparato però a convivere con questa brutta forma del mio carattere e ora supero con più facilità quei momenti.

Questa volta però, anche se solo una settimana fa ero in un momento di iperattività, non mi sento giù, ho solo perso momentaneamente l’ispirazione.

Mi spiego meglio.

Prima mi alzavo la mattina e di getto scrivevo due o tre poesie, un capitolo del racconto di Jack e Serena e magari andavo in cucina e preparavo qualche dolce. Ora questa voglia di produrre e di fare mi manca, ma so che tornerà.

Non so cosa penserete di me dopo aver letto questo articolo, ho solo sentito il bisogno di condividere questo mio aspetto con voi. Quindi mi scuso se nell’ultima settima vi ho praticamente abbandonato. Magari a molti di voi non interessa o comunque non ci avete fatto caso, ma so che alcuni di voi mi aspettano ogni giorno alle ore più insolite. E siete proprio voi che ringrazio!

A presto,

Buon fine settimana

Laura

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Caro diario…

29.06.2020

Caro diario,

Questa mattina sono molto emozionata perché da oggi inizierò a fare l’animatrice in oratorio. È una esperienza nuova, che fino a qualche anno fa mi sarei rifiutata di intraprendere perché ero diversa, sia come persona che come carattere. Invece ora mi sento pienamente pronta, sono certa che mi divertirò e farò un sacco di altre amicizie, che andranno ad aggiungersi a quelle fatte in queste settimane dopo la fine della mia quarantena.

E dopo? Cosa farò dopo questa bellissima settimana? I miei genitori si sono organizzati e hanno prenotato un weekend sul lago di Garda. Sembrerà buffo, ma noi, famiglia milanese, solitamente non scegliamo mai la meta lago e montagna, ma piuttosto mare, mare e ancora mare. A me piace moltissimo andare al mare, ma sono felice di sperimentare finalmente un altro ambiente.

E poi? Be’ poi la Sicilia, ma prima dovrò attendere i miei nonni e i miei zii e la mia adorata cuginetta qui a Milano per festeggiare i miei 18 anni. Sarà stupendo, adoro quando tutta la mia famiglia si riunisce per un’occasione particolare e ancor di più in questo caso, dato che si tratta della mia festa.

Può sembrare un’estate molto piena, ma in realtà non è nulla in confronto a quelle passate. Di solito parto il giorno dopo la fine della scuola e rientro quello prima dell’inizio. Il mare, il sole, la spiaggia, gli amici non mi stancano mai.

E questo è tutto! Ora mi devo preparare…

Prossimamente ti racconterò se le mie belle previsioni si sono concretizzate.

A presto mio caro e fedele amico,

Laura

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Un fiore

Ti vengo a cercare,

Mi doni un fiore.

Ti avvicini a me

E me lo sistemi tra i capelli

Che incorniciano il mio viso

E intanto io osservo i lineamenti del tuo.

Poi iniziamo a parlare

E non riesco a smettere.

Con te sono me stessa.

Con te mi sento una principessa.

Con te sogno ad occhi aperti.

Con te mi addormento senza rimpianti.

Ho una voglia matta di stare con te

Di cullarmi tra le tue braccia

e di sussurrarti all’orecchio tutti i miei segreti.

Sei un amico,

che ho trovato sul ciglio di una strada a pochi passi da me.

Sei una persona speciale,

Che non voglio perdere.

Sei la luce

che ha cominciato a far brillare

la stella che regna dentro di me.

🧡~Dia~🧡

🦋~V~🦋

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Amico mio

Amico mio,

Non posso bussare alla tua porta,

Ma posso solo assaporare il filo dolce dei miei pensieri,

Dove tu rengnerai in eterno.

Amico mio,

Non farti del male,

Non ne vale la pena.

Non temere che non possa tornare.

Catapultiamoci nel buio

E da lì percepiremo i nostri respiri.

Sapremo amarci e odiarci allo stesso tempo.

Non credere che mi sia scordata ti te.

Amico mio, è vero, ci conosciamo da tre soli e un paio di lune,

ma io non mi scorderò mai di te.

Del sorriso che mi hai spesso stampato in faccia,

Delle lacrime per la tristezza,

Dei momenti di silenzio in cui sentivo il battito del tuo cuore e tu il mio.

La tua storia mi ha fatto rinascere

Io, un’araba fenice, sono rinata dalle ceneri del tuo passato

Perciò, ciò che ti chiedo è semplicemente

aspetta, aspettami, attendi quel giorno in cui i nostri sguardi si incroceranno per la prima volta

e io potrò affondare il mio corpo tra le tue braccia

Ti prego, e nel frattempo rimani in te

Non fare cazzate per me

Ti scongiuro

Per me tu sei questo e altro.

Laura

🦋❤~A~❤🦋

Lascio qui una frase che hai dedicato ieri.

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Momenti di poesia

Sarò breve. Mandatemi le vostre poesie o racconti e io le pubblicherò qui sul blog con il vostro nome e una breve pubblicità. Fate subito. Metto come scadenza domenica non questa ma la prossima ancora.

Dai, ci conto!

Laura

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Mete estive

Dove andrete in vacanza? Io credo solo in Sicilia, a Milazzo, dove c’è l’imbarco per le isole Eolie.

È la mia terra, la mia cultura, le mie origini. In Sicilia custodisco gli affetti e i ricordi più grandi.

A presto!

Buone vancanze,

Laura

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Vai via!

Occhi annebbiati nel buio,

Fuochi di resina oro,

Lacrime zoppicanti nel mio cuore.

Ascolta

e non ti azzardare a replicare.

Ma cosa credi,

che io resto qui ferma in piedi?

E no!

Rugiada su un letto di fiori,

Luci dai mille colori.

Grandine sui rami spogli,

Ombre senza più imbrogli.

Vai via!

Tova una meta senza ritorno.

Raggiungi quel punto lassù

Che non brilla nei miei occhi blu.

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A te🌹

A te che sei l’unico al mondo

L’unica ragione

Per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro.

A te che sei,

semplicemente sei,

Sostanza dei giorni miei

Sostanza dei sogni miei

A te, Giovanotti