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Caro diario… 05/10/2020

O5/10/2020

Caro diario,

Ieri è stata una giornata di pace. La mattina sono andata a celebrare la messa nell’oratorio del mio paese. Non è stata una messa normale, però. Era all’aperto, con il dovuto distanziamento sociale e vari settori in cui erano distribuiti tutti i bambini dai primi anni delle elementari fino a noi adolescenti, nonché gli adulti. In tutta la mia vita non ho mai provato così tanto piacere nell’ascoltare le parole di un prete. Don Marco, racconta la messa come si narra una storia per bambini. Ho sempre la sensazione che scelga appositamente qualcosa solo per me, per quello che sto vivendo e per come mi sento. Apprezzo molto il fatto che sceglie passi del Vangelo molto corti e poi spende un po’ di tempo in più nel commentare quel versetto. Ieri si parlava di quando Gesù dice “tu sei un servo inutile” e tutti se la prendono a male. Ma in realtà quello che Gesù intende è che nella vita bisogna essere “servi inutili”, ovvero dare senza pretendere nulla in cambio. Poi ha raccontato una breve fiaba.

Un giorno un re invita tutti gli abitanti del villaggio ad un grande ricevimento nel suo bellissimo castello. C’è solo una cosa che si aspetta da ogni invitato, un po’ d’acqua per riempire la sua cisterna. Così, alcuni contadini portano appena un bicchiere d’acqua, altri intere brocche, altri ancora un secchio e qualcuno persino una botte. Il pensiero di ognuno di loro è che il re ha già tutto ciò di cui ha bisogno e che loro, poveri e costretti a lavorare duro giorno e notte, non dovrebbero portare qualcosa di gratis al re.

Quando però l’intero villaggio arriva al ballo, scopre che il re ha preparato un preziosissimo regalo per tutti. Chi ha portato solo un bicchiere d’acqua, riceve un mucchietto di monete doro, chi invece ha portato un’intera botte ne riceve tante quanto la sua capienza.

Nella vita bisogna solo seminare, i frutti li raccoglieremo man mano lungo il nostro cammino verso la speranza.

“Occhi aperti e cuore caldo” fu questo il motto che gridammo ieri mentre da una mano sorreggevamo un rametto di ulivo, in segno di pace, e dall’altra lasciavamo volare via verso il cielo un palloncino colorato. Vedere tutti quei bambini gioire di fronte ad uno spettacolo sprizzante di colore è stato immensamente emozionante.

Prima però abbiamo salutato il nostro educatore con un regalo di arrivederci. Non posso nascondere che, durante la messa, mi sono emozionata più volte.

A pranzo sono andata dai miei nonni e anche lì ho ricevuto una fantastica sorpresa. Ho trovato tutta la mia famiglia unita dopo tanto tempo. Con il covid eravamo stati costretti a tenerci lontani per un po’. Io ero seduta al tavolo con i bambini, anche se ero io la più bambina nel gruppo.

Nel pomeriggio poi, sono tornata per organizzare dei piccoli giochi con i bambini. Io ne conoscevo molti e ho notato che tutti, dai più piccoli ai più grandi, dia bambini alle bambine, impazzivano per me. Questo mi ha dato la forza in più per proseguire nella scelta del volontariato in ospedale con i piccoli.

Amo la vita e non voglio perderla. Semino amore e il vento me ne consegna altrettanto.

Ti aggiornerò nei prossimi giorni.

Laura

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